La sconfitta per 3-1 contro l’Al-Shamal in AFC Champions League scatena le polemiche a Riyadh. Nel mirino le scelte di formazione dell’ex allenatore dell’Inter, accusato di aver sottovalutato gli avversari. Torna a circolare l’hashtag #InzaghiOut
La parentesi saudita di Simone Inzaghi continua a essere accompagnata da polemiche e aspettative disattese. A sedici mesi dal suo arrivo sulla panchina dell’Al-Hilal, l’allenatore italiano si ritrova nuovamente al centro delle critiche dopo la pesante sconfitta per 3-1 contro l’Al-Shamal, nella AFC Champions League. Un risultato che ha riacceso il malumore della tifoseria e alimentato le contestazioni della stampa locale.
A finire sotto accusa sono soprattutto le scelte di formazione dell’ex tecnico nerazzurro. Inzaghi ha deciso di risparmiare diversi titolari, lasciando fuori contemporaneamente Bounou, Koulibaly, Watkins, Neves e Milinkovic-Savic. Assenti anche gli infortunati Summerville e Martinelli. Dal primo minuto spazio invece a Theo Hernandez, in una formazione che non è riuscita a contenere gli avversari, nonostante la presenza di giocatori di esperienza come Riyad Mahrez, Pablo Marì e Jeison Murillo tra le fila della squadra qatariota.
La stampa saudita attacca Inzaghi
Le critiche più dure sono arrivate dal giornalista Abdullah Falatah, che non ha risparmiato il tecnico italiano, contestandogli apertamente la gestione della partita.
«A volte puoi avere i soldi, ma poi arriva l’allenatore e rovina tutto», ha dichiarato Falatah, chiedendo a Inzaghi di assumersi pienamente la responsabilità della sconfitta.
Il giornalista ha poi rincarato la dose, definendo le scelte dell’allenatore un atto di «irresponsabilità, sabotaggio della squadra e mancanza di rispetto nei confronti degli avversari».
Parole pesanti che testimoniano il clima di tensione attorno alla squadra di Riyadh, dove le ambizioni sono altissime e la pazienza nei confronti dell’allenatore sembra ridursi dopo ogni passo falso.
Un solo trofeo e la contestazione dei tifosi
Inzaghi, dal canto suo, ha cercato di ridimensionare il peso dell’ultimo risultato, ricordando il bilancio delle sconfitte da quando siede sulla panchina saudita: «Questo è il mio terzo ko da quando sono qui».
Un dato che evidenzia come l’Al-Hilal abbia attraversato lunghi periodi di imbattibilità, senza però riuscire a trasformare il rendimento in una stagione ricca di successi. Il campionato nazionale non ha portato il titolo e l’unico trofeo conquistato è stata la Coppa del Re dei Campioni.
Già dopo la precedente sconfitta contro il Neom, a inizio settembre, sui social era esploso l’hashtag #InzaghiOut, con una parte della tifoseria che chiedeva apertamente l’esonero dell’allenatore.
L’ex tecnico dell’Inter è abituato a convivere con pressioni e contestazioni, ma in Arabia Saudita il peso delle aspettative è enorme. I grandi investimenti, i campioni a disposizione e gli obiettivi internazionali impongono risultati immediati. Per Inzaghi la sfida non è soltanto ritrovare la vittoria, ma dimostrare di poter trasformare una rosa stellare in una squadra capace di dominare anche nelle competizioni che contano.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi– Sportpress24.com

