New York inaugura la stagione davanti al proprio pubblico, ma i 76ers si impongono 106-100. Tyrese Maxey trascina Philadelphia con 28 punti, mentre LeBron James e Jaylen Brown firmano un debutto convincente. La rimonta finale dei campioni NBA si ferma sul più bello
Il Madison Square Garden si veste a festa, New York celebra il suo titolo NBA, ma alla fine sono i Philadelphia 76ers a prendersi la scena. La nuova stagione NBA si apre con una sorpresa: i Knicks cadono davanti al proprio pubblico per 106-100, lasciando a Philadelphia il primo grande sorriso di una regular season che promette spettacolo e battaglie ad altissima intensità.
Una serata che avrebbe dovuto rappresentare la prosecuzione del sogno newyorkese si trasforma in un campanello d’allarme per i campioni in carica. Prima la consegna degli anelli, poi la celebrazione del titolo conquistato, con l’entusiasmo del pubblico pronto a spingere ancora una volta Jalen Brunson e compagni. Ma quando la palla a due dà ufficialmente il via alla partita, le celebrazioni lasciano spazio al parquet. E Philadelphia dimostra di avere tutte le intenzioni di inserirsi nella corsa al vertice della Eastern Conference.
MAXEY ACCENDE PHILADELPHIA, BRUNSON NON BASTA
La copertina della serata appartiene a Tyrese Maxey, autore di 28 punti e cinque assist. La guardia dei 76ers si conferma il principale riferimento offensivo della squadra, riuscendo a incidere nei momenti in cui la partita richiede lucidità, personalità e capacità di trovare il canestro.
Alle sue spalle brilla Jaylen Brown, arrivato in estate da Boston e subito protagonista con 19 punti, otto rimbalzi e sei assist. Un debutto che conferma quanto il suo innesto possa cambiare il volto della squadra, aggiungendo atletismo, esperienza e una preziosa alternativa offensiva.
Occhi puntati anche su LeBron James, alla sua ventiquattresima stagione NBA. Il fuoriclasse contribuisce alla vittoria con 14 punti, nove rimbalzi e sette assist, dimostrando di poter rappresentare un riferimento importante per una squadra che ha deciso di alzare sensibilmente le proprie ambizioni.
Joel Embiid completa il quadro con una doppia doppia da 13 punti e 11 rimbalzi, aggiungendo sei assist. Philadelphia trova così risposte importanti da tutti i suoi principali protagonisti, ma soprattutto dimostra di saper gestire i momenti decisivi della partita.
Sul fronte Knicks, Jalen Brunson chiude con 21 punti, cinque rimbalzi e tre assist, ma paga una serata complicata al tiro: soltanto sei canestri realizzati su 19 tentativi. Karl-Anthony Towns firma invece una prestazione da 19 punti e 12 rimbalzi, mentre Josh Hart contribuisce con 14 punti.
LA SVOLTA NEL TERZO QUARTO: BROWN CAMBIA LA PARTITA
La gara procede sul filo dell’equilibrio nelle prime due frazioni. New York riesce a costruire anche vantaggi in doppia cifra, sfruttando l’energia del proprio pubblico e cercando di imporre il ritmo. Philadelphia, però, rimane agganciata alla partita e limita i danni, andando all’intervallo sotto soltanto di quattro lunghezze: 58-54.
È nella ripresa che la sfida cambia volto.
I Knicks provano a mantenere il controllo, ma Philadelphia aumenta progressivamente l’intensità e trova in Jaylen Brown l’uomo capace di spostare gli equilibri. Le sue triple diventano decisive nel finale del terzo quarto, quando i 76ers piazzano un devastante parziale di 11-0.
Brown colpisce anche sulla sirena, firmando il canestro che permette agli ospiti di chiudere il periodo avanti 83-76. È il momento che spezza l’inerzia della partita: Philadelphia prende fiducia, New York perde certezze e il Madison Square Garden comincia a vivere una serata molto diversa da quella immaginata.
A inizio quarto periodo i 76ers allungano ulteriormente, arrivando fino al 87-78. I Knicks, tuttavia, non hanno intenzione di arrendersi e cercano disperatamente di riaprire la contesa.
TOWNS RIACCENDE LE SPERANZE, MA PHILADELPHIA NON TREMA
New York reagisce con orgoglio e torna progressivamente a contatto. Towns si carica la squadra sulle spalle e, con una tripla pesantissima, riporta i suoi a un solo punto di distanza: 96-95.
Il Madison Square Garden ritrova improvvisamente la voce. La partita sembra poter cambiare ancora, ma Philadelphia dimostra di avere la freddezza necessaria per superare il momento più difficile.
A rispondere è Joel Embiid, che trova una tripla fondamentale per ricacciare indietro i Knicks. Poco dopo, VJ Edgecombe finalizza una schiacciata su assist dello stesso Embiid, riportando i 76ers a distanza di sicurezza.
Maxey completa l’opera con un’altra giocata pesante, portando Philadelphia sul 104-98. Brunson riesce ancora a ridurre il distacco, ma il tempo stringe e le ultime opportunità di New York non trovano il bersaglio.
LeBron James mette il sigillo dalla lunetta, fissando il risultato sul definitivo 106-100.
KNICKS, LA CORSA AL TITOLO RIPARTE IN SALITA
Per Philadelphia è una vittoria che vale più dei due punti in classifica. Battere i campioni NBA nella loro serata celebrativa significa lanciare un messaggio forte alla concorrenza: i 76ers hanno rinnovato il proprio roster e vogliono essere protagonisti nella corsa al titolo.
L’arrivo di Jaylen Brown e LeBron James aggiunge qualità, personalità ed esperienza a un gruppo che può contare anche sul talento offensivo di Maxey e sulla presenza di Embiid sotto canestro. La strada è ancora lunga, ma l’esordio offre indicazioni incoraggianti.
Per New York, invece, resta l’amarezza di una sconfitta maturata soprattutto nella seconda metà della gara. I 100 punti segnati non bastano a compensare le difficoltà offensive e una percentuale dal campo del 37,2%, insufficiente per una squadra che punta a confermarsi sul trono NBA.
La regular season è appena cominciata e una sconfitta non può cancellare quanto costruito nella scorsa stagione. Ma il messaggio del Madison Square Garden è chiaro: difendere il titolo sarà una missione complicata.
Philadelphia si prende la prima notte, New York è chiamata a reagire. La NBA è tornata e la Eastern Conference ha già acceso i motori.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi– Sportpress24.com