Dopo i violenti disordini che hanno interessato il capoluogo lombardo, il governo ha approvato un nuovo decreto sicurezza con misure straordinarie per il controllo del territorio e il contrasto alla criminalità minorile.
Tra i provvedimenti principali figura l’invio di 500 militari aggiuntivi nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, che resteranno operativi fino al 31 dicembre 2026.
Il decreto introduce inoltre una presunzione di imputabilità per i giovani tra i 14 e i 18 anni, considerati capaci di intendere e di volere fino a prova contraria, e amplia l’applicazione del fermo preventivo anche ai minorenni.
Sul fronte dell’ordine pubblico nasce il reato di partecipazione violenta a manifestazioni, rivolto a gruppi organizzati che utilizzano oggetti pericolosi durante cortei e proteste, con pene che possono arrivare fino a cinque anni di reclusione e a 20 mila euro di multa.
Previsto anche l’arresto in flagranza differita attraverso l’uso di immagini e filmati, mentre sono rafforzate le sanzioni economiche per i danni causati durante le manifestazioni, con multe ai genitori dei minori coinvolti e procedure più rapide per i risarcimenti a commercianti e cittadini.
Il provvedimento ha acceso il dibattito politico
Da una parte chi sostiene la necessità di una risposta dura contro violenze e saccheggi, dall’altra chi teme una crescente militarizzazione delle città e chiede interventi strutturali sulle cause del disagio giovanile.
Il confronto tra sicurezza e libertà resta dunque aperto e accompagnerà l’iter parlamentare di conversione del decreto.

