Lazio, l’appello di Fabiani: “lo stadio vuoto é un macigno, chiedo una tregua ai tifosi”

Il Direttore sportivo biancoceleste invoca la fine della contestazione per riempire l’Olimpico già da sabato, elogiando l’umiltà di Gattuso e il buon avvio di campionato

Il momento della Lazio in campo è estremamente positivo, ma in casa biancoceleste c’è una ferita aperta che il direttore sportivo Angelo Fabiani  ha voluto affrontare senza filtri.Intervenuto ai microfoni ufficiali del club, il dirigente ha analizzato l’ottimo avvio di stagione della squadra guidata da Gennaro Gattuso, lanciando però un appello sentito e profondo alla tifoseria.

Il peso di uno stadio semivuoto

Il tema centrale dell’intervento di Fabiani è stato il distacco tra la squadra e la cornice di pubblico dell’Olimpico, spesso segnato da forme di contestazione e spalti non all’altezza delle prestazioni dei calciatori.Un’assenza che il direttore sportivo avverte come un vero e proprio peso personale:«Il fatto che l’Olimpico sia vuoto la sento un po’ come una sconfitta, un macigno, mi pesa molto.Roba da non dormirci la notte».

Il “guanto d’amore” e l’idea della tregua

Accantonando le questioni economiche o legate al botteghino, Fabiani ha fatto leva sul senso di appartenenza e sull’intelligenza collettiva, invocando uno stop alle tensioni per il bene del gruppo:«Esistono anche le tregue.Voglio lanciare un guanto, che non è un guanto di sfida, ma un guanto d’amore, di buonsenso: siamo tutte persone intelligenti, prendiamoci una tregua.Mi piacerebbe vedere già da sabato uno stadio pieno, al di là del risultato.Cosa desidero da questo campionato?Una tregua: penso che sarebbe il campionato più bello che io possa aver mai vinto».

Piedi per terra e testa al campo

Nel corso della sua intervista, Fabiani ha parlato anche del lavoro diGattuso– definito un “gladiatore” capace di trasmettere umiltà e spirito di sacrificio – e dell’importanza di mantenere la massima concentrazione in classifica, evitando proclami o auto-celebrazioni nonostante i 19 punti conquistati nelle prime sette giornate.

Il messaggio al popolo laziale è chiaro: la squadra sta lottando e sudando sul terreno di gioco, e il desiderio della società è di poter finalmente ricucire lo strappo, ritrovando quell’abbraccio collettivo tra spalti e campo che a Torino, e in trasferta, ha regalato grandi emozioni.

Articolo a cura diOrazio Bellinghieri– Sportpress24.com

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