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Maxi rissa al terminal 3 di Fiumicino: cinque arresti, turista di 73 anni travolta e ferita

Maxi rissa al terminal 3 di Fiumicino: cinque arresti, turista di 73 anni travolta e ferita

La donna, appena arrivata da New York per trascorrere le vacanze in Italia, ha riportato la frattura del femore. L’inchiesta della Polizia di Frontiera, coordinata dalla Procura di Civitavecchia, punta a chiarire anche i possibili legami con la contesa per il procacciamento abusivo di clienti tra operatori del trasporto

Cinque misure cautelari eseguite dalla Polizia di Frontiera di Fiumicino nelle prime ore della mattinata, su disposizione del G.I.P. del Tribunale di Civitavecchia e su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito delle indagini sulla violenta rissa scoppiata il 27 luglio scorso nell’area arrivi del Terminal 3 dell’aeroporto Leonardo da Vinci.

Una vicenda che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi e che ha coinvolto anche una turista statunitense di 73 anni, del tutto estranea alla contesa. La donna, appena atterrata da New York insieme al marito per trascorrere un periodo di vacanza in Italia, è rimasta ferita mentre cercava di allontanarsi dalla violenta colluttazione.

La rissa dal piazzale all’interno del terminal

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, lo scontro sarebbe iniziato nell’area esterna dell’aeroporto per poi estendersi all’interno del Terminal 3, coinvolgendo più persone e mettendo a rischio l’incolumità dei passeggeri presenti.

Le indagini condotte dalla Polizia di Stato hanno permesso di ricostruire le diverse fasi dell’episodio attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e le testimonianze raccolte tra le persone presenti al momento dei fatti.

Turista americana travolta durante la colluttazione

Tra le vittime indirette della violenza una donna americana di 73 anni, che si trovava in fila alla cassa di un bar del Terminal 3 per acquistare due bottiglie d’acqua, in attesa di proseguire il proprio viaggio.

Quando è scoppiata la rissa, la turista avrebbe cercato di mettersi al riparo, ma è stata travolta durante la colluttazione ed è caduta a terra, riportando una frattura del femore sinistro con una prognosi superiore ai 40 giorni.

Soccorsa da alcune persone presenti nel locale, mentre i partecipanti alla rissa si allontanavano senza prestarle assistenza, è stata trasportata in ospedale. Qui ha subito un intervento chirurgico, seguito da un percorso di cure e riabilitazione.

Un viaggio organizzato per vivere serenamente l’estate italiana si è trasformato così in una dolorosa esperienza, con conseguenze fisiche importanti per una persona che non aveva alcun legame con i motivi dello scontro.

L’ipotesi della contesa per i clienti in aeroporto

Gli investigatori stanno approfondendo anche le possibili motivazioni alla base della rissa. Tra le ipotesi al vaglio figura un collegamento con la contrapposizione tra operatori del trasporto pubblico non di linea, in particolare tassisti e conducenti di veicoli a noleggio con conducente (NCC), e soggetti dediti al procacciamento abusivo di passeggeri nell’area aeroportuale.

La disputa potrebbe essere maturata proprio nell’ambito della contesa per l’acquisizione dei clienti e delle relative corse, un fenomeno sul quale le forze dell’ordine continuano a mantenere alta l’attenzione.

Le cinque misure cautelari rappresentano l’esito degli accertamenti coordinati dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia e svolti dalla Polizia di Frontiera di Fiumicino, che hanno consentito di individuare i soggetti ritenuti coinvolti e di ricostruire le diverse responsabilità nell’episodio.

Sicurezza aeroportuale, controlli rafforzati

L’attività investigativa prosegue per chiarire le ragioni dello scontro e accertare eventuali ulteriori responsabilità. L’obiettivo è contrastare le condotte illecite e prevenire il ripetersi di episodi di violenza in un luogo caratterizzato ogni giorno da un intenso flusso di passeggeri, lavoratori e operatori.

La vicenda della turista americana evidenzia le conseguenze che simili episodi possono avere anche su persone completamente estranee alle controversie da cui originano, trasformando una disputa in un grave problema di sicurezza pubblica.

La Polizia di Frontiera prosegue gli accertamenti in sinergia con la Procura della Repubblica di Civitavecchia, con l’obiettivo di garantire la sicurezza dello scalo e contrastare eventuali fenomeni di illegalità nelle aree aeroportuali.

Articolo a cura di  Stefano Ghezzi– Sportpress24.com

 

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