Troppo Alcaraz per Arnaldi
Sul cemento giapponese al secondo turno il Matteo sanremese si ferma contro lo spagnolo,
primo favorito del seeding: il Matteo romano cede in due set al paraguaiano, proveniente dalle qualificazioni.
Carlos Alcarazmantiene l‘obiettivo di diventare il primo giocatore dal 1994, dopo Pete Sampras, a trionfare per due anni di fila al “Kinoshita Group Japan Open Tennis Championships”,
l’ATP 500 di Tokyo (montepremi 2.342.275 dollari). Sul cemento scattato sul cemento dell’Ariake Colosseum di Tokyo,il numero 3 del mondo ha sconfitto 76(6) 61 Matteo Arnaldi, numero 37 ATP, dopo aver salvato quattro set point nel tie-break.
Ha completato la sua 18ma vittoria di fila negli ATP 500. Nel suo 59mo quarto di finale in carriera, il sesto in stagione,
giocherà contro il canadese Denis Shapovalov (46). Il canadese, per la terza volta tra i migliori otto a Tokyo, ha battuto 75 36 64 il cileno Alejandro Tabilo (31) e ha così raggiunto i 50 quarti di finale ATP in carriera.
Alcaraz firma il primo break nel primo turno di risposta. Arnaldi però reagisce, contrattacca e si carica. Spinge deciso al servizio e in risposta, mette i piedi in campo appena ne ha l’occasione,
scende a rete con velocità, sostenuto da una buona mano e idee chiare. Il sanremese recupera immediatamente il break di svantaggio (2-2) e firma il sorpasso (3-2) dopo aver vinto nel quinto game uno dei punti migliori del match: gioca un gran passante stretto poi, dopo la volée dello spagnolo, alza il lob che ribalta lo scambio e chiude con uno smash vincente.
Un’esibizione di qualità atletiche e tennistiche per cui, comprensibilmente, invoca gli applausi del composto ma non distante pubblico locale.
Arnaldi dà comunque modo ai tifosi, anche senza incitamenti particolari, di assistere a una prestazione davvero notevole. Nel primo set vince 10 punti più dello spagnolo da fondo (27 a 17) e con il diritto raggiunge, secondo l’algoritmo TennisViz su dati ATP raccolti da Tennis Data Innovation, una valutazione di 9,6 su una scala da 1 a 10: praticamente perfetto.
Ne gioca uno dei più belli della partita, in diagonale, dopo essersi aperto il campo verso l’angolo sinistro, per allungare sul 5-1 nel tie-break che decide il primo set. Il sanremese sale 6-2 ma Alcaraz, un colpo alla volta, con pazienza e sapiente uso della geometria, lo fa pensare e sbagliare di più.
Lo spagnolo allontana Arnaldi dal centro mirando soprattutto al rovescio. Nel tie-break direziona il 58% dei colpi nel tie-break verso il lato sinistro del campo, con traiettorie angolate ma non colpi pesanti, in modo che l’azzurro sia costretto a manovrare senza poter sfruttare il peso della sua palla per passare all’attacco.
Inoltre risponde solo negli angoli, con l’obiettivo di mettere subito l’azzurro sulla difensiva dopo il servizio. Funziona. Alcaraz salva tutti i quattro set point, poi scatena l’entusiasmo dei tifosi con una veronica che vale il sorpasso (7-6)
e alla prima occasione firma il decimo successo in un tie-break su 17 giocati in stagione con una prima vincente.
Perso dopo 64 minuti di gioco il nono tie-break dei 17 giocati nel 2026 nel circuito maggiore,
Arnaldi è subito sotto pressione: con il primo doppio fallo della sua partita offre ad Alcaraz il primo break del secondo parziale (0-2).
E’ di fatto la conclusione del match.
Il 23enne di El Palmar (Murcia) firma il terzo successo in altrettanti confronti diretti con il ligure, che comunque ha vissuto un 2026 decisamente migliore rispetto alle due stagioni precedenti per il ligure, che un paio di settimane fa ha sposato la fidanzata storica Mia Savio, australiana di origini italiane.
Anche se dopo l’impresa parigina, chiusa con lo sfortunato forfait in semifinale contro Cobolli, il sanremese ha vinto solo 5 (3 in main draw) dei 13 match disputati, anche a causa di un problema al piede sinistro manifestatosi a Washington (che lo ha costretto al ritiro al primo turno contro Musetti).
Berrettini spreca troppo, vince Vallejo
Due match con andamento e risultato molto simili quelli dei due Matteo in campo oggi a Tokyo.Matteo Berrettini,n.47 del ranking, dopo la rimonta vincente sullo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina (n.26 ATP), fresco vincitore a Chengdu del suo secondo trofeo ATP,ha ceduto per 76(6) 61,in poco più di un’ora e tre quarti di partita, al paraguaiano Adolfo Daniel Vallejo, n.56 ATP, proveniente dalle qualificazioni, che a sorpresa aveva lasciato appena quattro game allo spagnolo Rafael Jodar, n.13 del ranking e quarto favorito del seeding.
Il 30enne romano può recriminare anche lui, e parecchio, su quattro set-point non sfruttati nel primo parziale:uno nel decimo gioco (in risposta) e tre consecutivi nel tie-break (i primi due in risposta, il terzo al servizio).
Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com