L’americano della UAE Emirates firma l’impresa a Montreal: attacco a 30 km dall’arrivo e oltre un minuto di vantaggio sul traguardo. Sul podio anche Michael Matthews e Mathieu van der Poel
Brandon McNulty è il nuovo campione del mondo di ciclismo su strada. Lo statunitense conquista la medaglia d’oro nella prova in linea maschile dei Mondiali 2026 di Montreal al termine di una gara spettacolare e imprevedibile, lunga 273,7 chilometri.
Il corridore della UAE Emirates, abituale gregario di Tadej Pogacar, piazza l’attacco decisivo a circa 30 chilometri dal traguardo e riesce a fare il vuoto alle proprie spalle. McNulty aumenta progressivamente il proprio margine, arrivando a superare il minuto di vantaggio, e resiste fino al traguardo conquistando il titolo iridato.
Alle sue spalle è Michael Matthews a prendersi la medaglia d’argento. L’australiano regola allo sprint il gruppo dei migliori e precede Mathieu van der Poel, costretto ad accontentarsi del bronzo.
La fuga iniziale
La corsa prende ritmo fin dalle prime battute. Pronti, via e iniziano a formarsi i primi gruppetti al comando, fino a creare un’azione di diciassette corridori.
Tra i protagonisti della fuga ci sono anche Andreas Leknessund per la Norvegia e Biniam Girmay per l’Eritrea. Il gruppo principale decide di non reagire immediatamente e lascia spazio ai battistrada, che nei primi 70 chilometri arrivano a guadagnare oltre sette minuti.
A circa 170 chilometri dal traguardo, dopo più di 100 chilometri già percorsi, la corsa entra per la prima volta nel circuito finale di Montreal, da ripetere per dodici volte.
Il vantaggio dei battistrada, però, comincia progressivamente a ridursi. Dopo quattro tornate il gruppo torna compatto, a circa 100 chilometri dall’arrivo.
Van der Poel accende la corsa
È proprio in questa fase che entrano in scena i grandi favoriti. Mathieu van der Poel prende l’iniziativa in prima persona e prova ad allungare.
L’olandese viene seguito dagli italiani Christian Scaroni e Giulio Pellizzari, oltre che dal danese Mattias Skjelmose e dall’irlandese Ben Healy.
La selezione continua e poco dopo si aggiungono anche Wout van Aert e Primoz Roglic. Il gruppo di testa si trasforma quindi in una vera e propria fuga di grandi nomi, con van der Poel, van Aert, Roglic, Healy, Skjelmose e lo statunitense Quinn Simmons tra i protagonisti.
Alle loro spalle provano a rimanere agganciati Isaac Del Toro, Remco Evenepoel, Paul Seixas e Giulio Ciccone.
Van der Poel forza, ma McNulty sorprende tutti
A cinque giri dalla conclusione van der Poel torna ad accelerare. L’azione dell’olandese mette in difficoltà van Aert, che perde contatto e viene successivamente ripreso.
Anche Roglic sembra accusare il colpo, ma dopo una prima fase di difficoltà riesce a rientrare sul terzetto di testa.
Ben Healy riesce quindi a ricongiungersi con i primi, mentre la corsa entra nella sua fase decisiva.
A 33 chilometri dalla conclusione, grazie alle accelerazioni di Del Toro e Seixas, il gruppo di testa torna a compattarsi. Nel gruppo dei migliori c’è anche Giulio Ciccone. L’unico grande nome rimasto staccato è Remco Evenepoel, mentre Juan Ayuso si trova pochi secondi più indietro.
McNulty, l’attacco che vale il titolo mondiale
A 30 chilometri dal traguardo arriva il momento che cambia definitivamente la storia della corsa.
Brandon McNulty attacca in solitaria.
Lo statunitense della UAE Emirates sorprende gli avversari e riesce immediatamente a creare un margine importante. Chilometro dopo chilometro il vantaggio cresce fino a superare il minuto.
Dietro di lui gli inseguitori si guardano, si attaccano e provano a organizzare la rincorsa, ma nessuno riesce a trovare l’azione decisiva per riportarsi sul corridore americano.
McNulty continua a spingere, affronta gli ultimi chilometri senza cedere e taglia il traguardo da solo.
È campione del mondo.
Matthews beffa van der Poel per l’argento
La battaglia per le altre medaglie si accende negli ultimi chilometri. Gli attacchi si susseguono, ma nessuno riesce a prendere il largo in maniera definitiva.
Paul Seixas è costretto a fare i conti con i crampi, mentre Del Toro, Ciccone ed Evenepoel non riescono a trovare lo spunto per conquistare il secondo posto.
Si arriva quindi allo sprint per le medaglie.
Michael Matthews è il più veloce e conquista l’argento, precedendo Mathieu van der Poel. L’olandese, grande protagonista della corsa e tra i principali favoriti della vigilia, deve così accontentarsi della medaglia di bronzo.
Per Brandon McNulty, invece, è il giorno più importante della carriera: da gregario di Tadej Pogacar a campione del mondo.
Mondiali 2026 – Prova in linea maschile
- Brandon McNulty (Stati Uniti) – medaglia d’oro
- Michael Matthews (Australia) – medaglia d’argento
- Mathieu van der Poel (Paesi Bassi) – medaglia di bronzo
Una vittoria costruita con coraggio, tempismo e resistenza. Montreal incorona Brandon McNulty, protagonista di un attacco solitario di 30 chilometri che gli consegna la maglia iridata.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi– Sportpress24.com