Tutto esaurito aPordenoneleggeper l’incontro conNinna QuarioeKristian Ghedina.
Maria Rosa Quario, dettaNinna, racconta in “Due vite”. Lo slalom parallelo con mia figlia Federica Brignonela propria esperienza di sciatrice e il percorso della figlia Federica Brignone.
Ninna Quario
Essere una campionessa significa inevitabilmente trasformare una parte della propria vita in disciplina, guardando indietro, c’è qualcosa che ha sacrificato per lo sci e che oggi non sacrificherebbe più?
“No!”afferma con sicurezzaNinna Quario,“Era quello che volevo fare e non mi è mai pesato e anzi è statauna bella scuola di vita. Mi sento molto fortunata per averlo potuto fare”
Lei ha attraversato generazioni diverse dello sci, secondo lei oggi Giovanni treni sono più liberi di essere sé stessi oppure sono più condizionati dalle aspettative, dai social e dalla necessità di costruirsi un’immagine?
“Sì! Condizionati molto dai genitori, c’è in ballo anche questo,C’è più business, in più il campione viene visto, diventa famoso. Magari pensano che guadagni, chissà che. I genitori pongono molte aspettative. Sono contraria ai social.A volte ci si sente Dio perché hai 10 follower. E quindi anche questo condizione.Chi fa lo sportivo deve avere passione e deve impegnarsi per arrivare a qualsiasi età.“
Il libro racconta il legame tra una madre e una figlia unite dalla stessa grande passione per lo sci. Ninna ripercorre la sua carriera nella Nazionale italiana e, attraverso i ricordi, racconta la crescita di Federica, dalle prime discese sulla neve fino ai grandi successi internazionali. La storia parla anche di famiglia, sacrifici, gioie, difficoltà e del rapporto tra madre e figlia, mostrando come si possa vivere lo sport conimpegno, passione e serenità, senza trasformarlo in un’ossessione.
La storia didue vite legate dallo sci e da un forte rapporto familiare, raccontate attraverso ricordi, emozioni e momenti di sport.
Kristian Ghedina
“Io sono figlio di una mamma dalla quale ho preso l’entusiasmo nel fare le cose. Mio padre era, per così dire, un duro. Doveva raggiungere l’obiettivo. Io facevo hockey, ma tra andata e ritorno era molto dura. Non ti facevano lasciare la divisa al campo, per cui dovevo fare oltre un km e mezzo bardato di tutto punto. Mi pesava. Avevo 9 anni, così decisi di provare ad entrare nello sci club.”
“Non mi sono mai preoccupato della cura degli sci. Lo facevo fare agli altri, come veniva veniva. E soprattutto non m’è mai portato di sapere la differenza tra un attrezzo ed un’altro, mi bastava avere degli sci.”
“Lo sport aiuta a capire cosa sono le regole. Mio padre mi faceva alzare presto per gli allenamenti. Mi svegliava in tedesco, una lingua decisamente più dura. Però studiare è sempre stata la cosa più importante, sempre! Mio padre alle 22.00 mi voleva a casa perché alle 6.00 c’era l’allenamento.”
Christian Ghedina ha raccontato un aneddoto sulle sue Olimpiadi di Torino 2006. Molto arrabbiato per delle promesse non mantenute ed una pista totalmente ghiacciata, decise di scendere praticamente in piedi. Arrivò con oltre11secondi di ritardo.Finita la gara se ne andò, era arrabbiatissimo. Aveva deciso di rilassare i nervi facendo una lunga passeggiata e presentandosi al ritiro dopo le 22:00. Lo stavano cercando tutti, soprattutto il comitato del CIO. Volevano dargli una dura sanzione. Anche il padre era inferocito perché aveva rovinato il nome della famiglia.Il giorno dopo indisse una conferenza stampa e si scusò pubblicamente con tutti.
Kristian Ghedinaè nato aPieve di Cadore, in provincia di Belluno, nel 1969. È un exsciatore alpino italiano, specializzato nelle discipline veloci, soprattutto nella discesa libera e nel supergigante.
Ha gareggiato per molti anni nellaCoppa del Mondo, ottenendo13 vittoriee numerosi podi. È stato uno dei più importanti discesisti italiani della sua generazione e ha partecipato a diverseOlimpiadi e Campionati del Mondo.
Dopo il ritiro dallo sci agonistico ha continuato a essere legato al mondo dello sport. La sua vita e la sua carriera sono raccontate nel libro autobiograficoGhedo, nel quale ricorda successi, difficoltà, sacrifici e momenti personali della sua esperienza da campione.
La sorpresa
Sul termine dell’incontro con Ninna Quario e Kristian Ghedina c’è stata una graditissima sorpresa. Una telefonata diFederica Brignone.
“So che c’è Ghedo, un grande.Sto di nuovo recuperando, adesso per me è un po’ più facile. Ho ancora bisogno di un po’ di tempo. Sto migliorando, posso dopo passo, cammino tranquillamente. Sicuramente virgola, in questo momento ci sono molti studi sul recupero fisico. È sempre bello fare lo sportivo, anche se è molto impegnativo.”
Articolo a cura di Massimiliano Vienna – sportpress24.com – Foto di Massimiliano e Sportpress24