Si è aperta, come da tradizione, con gli incontri dedicati agli studenti delle scuole del Pordenonese la terza giornata diPordenonelegge – Festa del Libro e della Libertà. Una mattinata pensata per i più giovani, arricchita dalla presentazione di alcuni libri di particolare interesse, che hanno portato nuove suggestioni e spunti di riflessione nel programma della manifestazione. Tra questi abbiamo scelto di Gherardo Colombo, Fabio Caon e Tiziana Spadon.
Gherardo Colombo, Fabio Caon e Tiziana Spadon – Siamo pari. Allenarsi alla parità per educarsi contro la violenza di genere
Gherardo Colomboha condotto e collaborato da magistrato a importanti inchieste, la più famosa“Mani pulite”. Nel 2007si è dimesso dalla magistratura per dedicarsi a incontri formativi nelle scuole, dialogando negli anni con centinaia di migliaia di ragazzi sui temi della giustizia e del rispetto delle regole. Tra i suoi libri: “Il vizio della memoria”, “Lettera a un figlio su Mani pulite”, “Il legno storto della giustizia(con Gustavo Zagrebelsky)”, “La giustizia italiana in 10 risposte”, “Chi è Stato? Come diventare cittadini consapevoli(con Fabio Caon)“.
I tre autori presentano un percorso di educazione civica che parte dall’articolo 3 della Costituzione italianaper affrontare uno dei temi più attuali: la parità di genere. Il volume si rivolge a ragazze e ragazzi, ma anche a insegnanti e genitori, con l’obiettivo di stimolare una riflessione sulle disuguaglianze e sugli stereotipi ancora presenti nella società. Uno strumento pensato per sviluppare consapevolezza e senso critico e contribuire alla costruzione di una comunità più equa e inclusiva.
Chicco TestaeClaudio Velardi – Siamo stati iscritti al PCI
Quanti amici avete perso dopo aver scritto questo libro?“Ne aveva ne avevamo persi già da tanto tempo.”Ha affermatoChicco Testa, aggiungendo:“La storia di due ragazzi che negli anni 70 si sono iscritti al PCI, per gli ideali di comunità,Quando sono entrato per la prima volta in una sessione c’erano persone serie, appassionate ed anche tante normali. In questo libro c’è il centralismo democratico, democratico, i viaggi nei campi socialisti, e in ultimo, la riflessione sucosa è stato il PCI nel nostro Paese.”
“Ci sono problemi non risolti”affermaClaudio Velardi,“Partirei dalla figura di Enrico Berlinguer, che non ha mai saputo sciogliere la sua figura dallaRivoluzioned’ottobrepurdicendo cose totalmente. In contrasto con l’apparato dell’URSS.”aggiungendo: “Berlinguer è diventato un mito intoccabile. È cambiata l’immagine contemporanea. Ero molto intimorito da lui. Aveva un’umanità ed un carisma fuori dal comune. I suoi comizi erano complicati.Io sono stato sempre molto critico sulla politica, berlingueriana, ma questo non ha mai messo in discussione il rispetto per lui.”
Il libro
Il libro, presentato dai due autori, prende forma attraversoun fitto scambio di lettere e riflessioni, nato inizialmente sulle pagine del quotidianoIl Riformista. Chicco Testa (ex deputato e presidente di Legambiente)e Claudio Velardi(è stato capo dello staff di Massimo D’Alema),entrambi protagonisti della storia del Partito Comunista Italiano, ripercorrono la loro esperienza politica e personale dagli anni Settanta fino alloscioglimento del PCI. Un dialogo a due voci che intreccia ricordi, analisi e considerazioni su una stagione fondamentale della politica italiana.
Un viaggio nella storia del Partito Comunista Italiano attraversoricordi personali, aneddoti e retroscena inediti. Il libro propone una rilettura critica dell’esperienza comunista, mettendo in discussione alcuni dei miti che ne hanno accompagnato la storia, a partire da quelli della «diversità» e della «coerenza». Sullo sfondo, alcuni dei passaggi cruciali della storia italiana:il caso Moro, la caduta del Muro di Berlino e Tangentopoli. Non manca uno sguardo all’attualità ealle difficoltà della sinistra italiana. Una riflessione lucida e senza nostalgie che, pur riconoscendo errori e contraddizioni del passato, non rinnega il valore umano e politico di un’esperienza che ha segnato profondamente la vita dei due autori.
Sylvain Detoc –Ma perché i cristiani sono (spesso) tristi?
Sylvain Detoc, domenicano,dottore in lettere e teologia, ha insegnato letteratura alla Sorbona di Parigi. È docente di teologia patristica alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino – Angelicum a Roma, all’Institut Catholique e allo Studium domenicano di Tolosa. Con Libreria Editrice Vaticana ha pubblicato “La gloria dei buoni a nulla”e “Dio è una festa. Scoprire la gioia cristiana”.
Nello scrittore, teologo, esperto di Padri della Chiesa, Sylvain Detoc, si è insinuata una convinzione: i cristiani prendono poco sul serio l’invito di Cristo a far festa. Da qui l’invito dell’autore a vivere la propria vita con gioia e convinzione seguendo veramente le parole di Gesù.
Andrew Sean Greer – Villa Coco
Andrew Sean Greer, nato a Washington nel 1970,è statoPremio Pulitzer perla narrativa2018 con il romanzo “La via dei pianeti minori“.È l’autore di“Le confessioni di Max Tivoli“(scelto come miglior libro del 2004 da “San FranciscoChronicle” e “Chicago Tribune”; premiato con Northern California Book Award, California Book Award, New York Public Library Young Lions Award e O. Henry Award). Andrew Sean Greerè considerato una stella polare della narrativa contemporanea.
“Questo è il mio libro italiano. Sono veramente curioso di vedere come verrà accolto in questa nazione.”Ha dettoAndrew Sean Greer.“Nellibro cerco diallontanare i lettori statunitensi e di lingua inglese dell’Italia e gli italiani ne hanno fatto un cliché.Voglio scrivere qualcosa che sia reale, in cui c’è qualcosa di leggero ma pieno di profondità.”
Alcuni protagonisti dei suoi romanzi attraversano il mondo, spesso, con la sensazione di essere marginali alla propria vita. Quanto questa condizione di osservatore diséstesso?“È una caratteristica principale della contemporaneità e quanto invece è una condizione specifica dell’artista e dello scrittore?”Andrew Sean Greer ha risposto:“Sicuramente è una cosa propria degli scrittori. È uno scorrere e prendere le cose con chiarezza. Una visione interna da raccontare. Facciamo tutti parte di una globalitàe lo vediamoi nazionalismi. Io non mi sento di partecipare ad alcun gruppo. Io vivo in più posti proprio perché voglio avere una maggiore visione.”
Il libro
Alla fine degli anni Novanta, il giovane americano Geoffrey arriva sulle colline toscane per lavorare come archivista nella dimora della Baronessa Lisabetta, conosciuta da tutti come Coco. Novantadue anni, eccentrica e affascinante, Coco vive in una villa popolata dapersonaggi singolari, opere d’arte, segreti e storie difficili da distinguere dalla realtà.
Quello che per Geoffrey doveva essere un semplice lavoro di catalogazione si trasforma ben presto in un’esperienza imprevedibile. Tra incontri, passioni e situazioni sempre più surreali, il giovane scopreun mondo nuovoe viene coinvolto nell’ultimo grande progetto della Baronessa: ritrovare l’amore della sua vita prima che sia troppo tardi.Villa Cocoè così una storia ironica e malinconica, ambientata in una Toscana piena di fascino, che parla di amore, amicizia e ricerca di sé.
Paolo Crepet– Riprendersi l’anima
Torna a PordenoneleggePaolo Crepet.
Psichiatra, sociologo, saggista e opinionista televisivo, Paolo Crepet è statovicino alle posizioni antipsichiatriche di Basaglia.è uno dei punti di riferimento nel panorama italiano per ciò che concerne argomenti quali: la genitorialità, le relazioni, l’educazione digitale e ogni altra materia connessa alla psicologia delle dipendenze e dell’amore.Tra i suoi libri di maggior successo:Lezioni di sogni”. “Il Coraggio”, “Cuori Violenti” e “Libertà”.
Attraversoun intreccio di riflessioni profonde, ricordi personali e storie capaci di emozionare, Crepet accompagna il lettore in un viaggio nel complesso universo dei sentimenti umani. Dal corniciaio che non riusciva a lavorare davanti allaGuernicadi Picasso alla storia di Mike, il motociclista il cui amore è riuscito a restituire speranza a una bambina, prende forma un racconto intenso e coinvolgente.Un percorso che invita a reagire all’apatia e allo sconforto, a non lasciarsi spegnere dalle difficoltàe, soprattutto, a ritrovare quella parte più autentica e profonda di noi stessi: la nostra anima.
Articolo a cura di Massimiliano Vienna – sportpress24.com – Foto di Massimiliano Vienna e Sportpress24