Il peso della fiscalità continua a essere uno degli argomenti più discussi tra i contribuenti italiani. Accanto alle imposte legate al reddito, ci sono infatti una serie di tributi e prelievi che, nel corso degli anni, sono entrati nell’immaginario collettivo come veri e propri “balzelli”.
Dal bollo auto alla Tari, passando per le accise sui carburanti, il Canone Rai e l’imposta di bollo sui conti correnti, sono diverse le tasse percepite come particolarmente gravose.
Tra quelle che hanno fatto più discutere c’è anche il bollo auto. Il tema è tornato recentemente al centro del dibattito dopo l’annuncio dell’abolizione del tributo per determinate categorie di veicoli, provvedimento presentato dal governo come un intervento a favore dei proprietari di auto e motocicli.
Imu, la tassa sulla casa
Tra le imposte più contestate c’è sicuramente l’Imu, l’Imposta municipale propria che grava principalmente sui proprietari di seconde case e altri immobili, come negozi, uffici e capannoni.
L’Imu non viene generalmente pagata sulla prima casa quando questa costituisce l’abitazione principale, con l’eccezione degli immobili considerati di lusso, appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.
Il tema delle imposte sulla casa ha una lunga storia. Prima dell’Imu c’era l’Ici, abolita sulla prima abitazione nel 2008 durante il quarto governo Berlusconi. Dal 2012 il sistema è stato sostituito dall’Imu, diventata nel tempo una delle imposte maggiormente associate alla tassazione del patrimonio immobiliare.
Tari, il costo dei rifiuti
Altro tributo spesso al centro delle lamentele è la Tari, la tassa sui rifiuti. Il suo scopo è finanziare i servizi di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani.
A doverla pagare sono coloro che possiedono o occupano locali e aree potenzialmente in grado di produrre rifiuti. Proprio questo meccanismo è una delle ragioni delle contestazioni: l’importo non dipende esclusivamente dalla quantità effettiva di rifiuti prodotta dal singolo contribuente.
In molti Comuni, inoltre, il costo della Tari può raggiungere cifre considerate elevate, soprattutto quando il servizio offerto non viene percepito come adeguato.
Accise, il peso nascosto nel prezzo dei carburanti
Le accise sui carburanti rappresentano un altro capitolo particolarmente discusso. Si tratta di imposte indirette che incidono direttamente sul prezzo finale di benzina e gasolio.
Il loro peso diventa particolarmente evidente quando aumentano le quotazioni dei carburanti: una parte significativa del prezzo pagato alla pompa è infatti costituita da imposte.
A rendere ancora più controverso il meccanismo c’è l’applicazione dell’Iva anche sulla componente fiscale rappresentata dalle accise, circostanza spesso definita dai consumatori come una “tassa sulla tassa”.
Nel corso dei decenni le accise sono state utilizzate anche per finanziare emergenze e interventi pubblici. Successivamente sono state progressivamente trasformate in una componente strutturale del sistema fiscale, rendendo molto più complessa una loro eventuale eliminazione.
Irpef e addizionali locali
Diverso è il caso dell’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Non si tratta di un piccolo balzello, ma di una delle principali imposte del sistema tributario italiano.
La sua presenza è particolarmente evidente per lavoratori dipendenti e pensionati, visto che viene generalmente trattenuta direttamente dal reddito.
A questa si aggiungono le addizionali regionali e comunali, il cui importo varia in base al territorio di residenza. Per il contribuente si tratta quindi di ulteriori somme che incidono sul reddito disponibile.
Imposta di successione
Tra le imposte che possono suscitare maggiore malcontento c’è anche quella di successione, dovuta quando beni e diritti appartenuti a una persona deceduta passano agli eredi.
Il peso dell’imposta dipende dal rapporto di parentela con il defunto e dal valore dei beni trasferiti. È proprio la sua applicazione in occasione di un’eredità familiare a renderla particolarmente delicata per i contribuenti.
Imposta di bollo sui conti correnti
Anche l’imposta di bollo sui conti correnti viene spesso percepita come un prelievo poco gradito, perché legata semplicemente alla detenzione del conto e, in determinate condizioni, alla giacenza.
Per le persone fisiche l’imposta è pari a 34,20 euro l’anno quando la giacenza media supera i 5.000 euro.
La marca da bollo
Un altro storico simbolo della burocrazia fiscale italiana è la marca da bollo.
L’imposta di bollo riguarda numerosi atti, documenti e operazioni. Gli importi più conosciuti dai cittadini sono quelli da 2 e 16 euro, a seconda del documento o dell’operazione interessata.
È proprio la sua natura formale a renderla spesso poco popolare: il contribuente si trova infatti a sostenere un costo aggiuntivo per poter completare una pratica o rendere valido un determinato documento.
Canone Rai
Nella lista dei prelievi meno amati dagli italiani c’è anche il Canone Rai.
Il pagamento è legato alla detenzione di un apparecchio televisivo e viene normalmente riscosso attraverso la bolletta dell’energia elettrica. Il tributo è dovuto indipendentemente dal fatto che il contribuente guardi effettivamente i programmi della Rai.
È proprio questo aspetto a generare da anni discussioni e richieste di modifica del sistema.
Iva, l’imposta che accompagna quasi ogni acquisto
L’Iva è probabilmente il tributo che gli italiani incontrano più frequentemente nella vita quotidiana. È applicata alla maggior parte dei beni e dei servizi acquistati.
L’aliquota ordinaria in Italia è del 22%, mentre per determinate categorie sono previste aliquote ridotte.
L’imposta viene normalmente inclusa nel prezzo finale e incide quindi sul costo sostenuto dal consumatore. La sua presenza riguarda praticamente ogni settore della vita quotidiana, dagli elettrodomestici all’abbigliamento, dalle automobili ai servizi professionali, fino a numerosi prodotti di uso comune.
La patrimoniale che non c’è
Diverso il discorso per la patrimoniale. In Italia non esiste attualmente una tassa patrimoniale generale applicata in modo universale al patrimonio netto delle persone fisiche.
L’ipotesi di introdurre una forma di tassazione sui grandi patrimoni torna però periodicamente nel dibattito politico. Il tema divide le forze politiche e viene collegato, a seconda delle proposte, al finanziamento dei servizi pubblici e alla riduzione delle disuguaglianze.
Il fisco resta quindi uno dei temi più sensibili per gli italiani. Tra imposte sul reddito, sulla casa, sui consumi e sui servizi, sono numerosi i prelievi con cui cittadini e famiglie devono confrontarsi quotidianamente. E proprio quei tributi percepiti come più difficili da comprendere o scollegati da un servizio immediatamente visibile continuano a essere quelli che alimentano maggiormente il malcontento.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi– Sportpress24.com