Conferenza Stampa, Gattuso: “Dobbiamo fare il nostro lavoro. Icardi?…”

Gattuso: “Niente presunzione, a Venezia sarà tosta. Elmetto e veleno, altrimenti c’è qualcosa che non va”

Gennaro Gattuso non vuole sentir parlare di euforia. Alla vigilia di Venezia-Lazio, in conferenza stampa, il tecnico biancoceleste ha messo i piedi nel piatto: «Non dobbiamo peccare di presunzione, essere bravi a continuare su questa strada. All’improvviso non siamo diventati tutti bravi. Ci vuole giudizio e mentalità. Una partita tosta domani: ti palleggia in faccia e ti viene a prendere uomo a uomo. Se siamo presuntuosi, a Venezia sarà molto difficile. La chiave è questa. Se siamo arrivati dove siamo arrivati è per la voglia di squadra, il famoso elmetto, il veleno. Se commettiamo questo errore vuol dire che c’è qualcosa che non va».

Il messaggio è chiaro: niente allentamenti dopo i risultati positivi. E zero distrazioni anche sull’inchiesta che coinvolge la società. «Per niente, non voglio che si parli nello spogliatoio o in palestra di cose che non ci riguardano. Noi dobbiamo fare il nostro lavoro, preparare le partite e allenarci in un solo modo. Ci possiamo lamentare solo se non arriva il salario per 4-5 mesi, altrimenti dobbiamo solo fare il nostro lavoro. Io leggo poco, l’extra campo non ci interessa».

Cataldi, Marusic e gli altri: il punto infortuni

Gattuso ha fatto il punto sul gruppo. «Ci dobbiamo rifare del secondo tempo col Milan. Cataldi sta con noi, Marusic sta correndo e dopo la lunga sosta sarà a disposizione. Anche Rovella aspettiamo giovedì o venerdì prossimo per vedere a che livelli è. Con Dele-Bashiru abbiamo preferito aspettare: è guarito ma non ha senso rischiarlo. Doekhi è a disposizione e si è allenato, è un ragazzo perbene come tutto il gruppo. Isaksen ha avuto piccoli problemi, ma è a disposizione».

“Schiavo del mio personaggio da calciatore”

Sul carattere della sua Lazio e sul gioco, Ringhio ha rivendicato il passato e al tempo stesso preso le distanze dal cliché:«Forse qualcuno si dimentica ciò che è stato fatto al Napoli e al Milan. Non sono andato in Champions con 77 punti e se avessimo vinto l’ultima partita col Verona saremmo stati secondi. Quella squadra giocava un gran calcio come il Milan, ma io sono schiavo del mio personaggio da calciatore. Questo è un altro lavoro. Quando ti battezzano Ringhio è normale, ma io faccio questo lavoro con passione ed è un lavoro diverso. Un giocatore con le mie caratteristiche forse in una mia squadra non giocava per quello che voglio fare».

Rosa abbondante, Icardi e gli equilibri

Sui problemi di abbondanza in rosa e sulla questione Icardi, Gattuso è stato netto: «Per come vogliamo giocare non c’è bisogno di un Gattuso, noi vogliamo rischiare e portare tantissimi uomini nella metà campo avversaria. Non è un problema di leadership ma di mentalità. Finiamo questo casino Icardi o non Icardi: ha fatto 250 gol in carriera e nessuno discute il suo valore. Abbiamo fatto delle scelte, abbiamo preso Pinamonti e Gudmundsson. Quando si spendono parole con i giocatori non ti puoi incartare. Con tutto il rispetto per Icardi, ne ho parlato col presidente e col direttore, è giusto rimanere così. Noi in questo momento abbiamo giocatori che quando lavoriamo devono stare fuori perché abbiamo sei terzini: quando rientra Marusic due dovranno stare fuori e non è un bel vedere. Questi per me sono gli equilibri».

Stesso discorso sugli svincolati e sulla percezione della rosa:«Al momento è così, ti puoi permettere di tenere fuori un giovane in allenamento e quindi bisogna mantenere gli equilibri. Non è cambiata la mia percezione, a me interessa solo partita dopo partita e dare mentalità alla squadra. Ci vuole un’identità ben precisa. Quando indossi questa maglia la pressione ce l’hai tutti i giorni, ma in questo momento non dobbiamo essere presuntuosi. Dopo il Mantova un mese fa tutti dicevano che dovevamo salvarci, abbiamo fatto una figuraccia e ci hanno dato giustamente tutti addosso. La strada è quella di preparare ogni partita al meglio».

Pinamonti, Noslin e l’attacco

Su Pinamonti e Noslin:«Pinamonti deve stare tranquillo, sa come è arrivato perché in 15-20 giorni al Sassuolo si è allenato poco. La condizione non era delle migliori, è un ragazzo perbene che ha grandissima voglia di fare. Deve stare tranquillo, Roma non è stata costruita in un giorno. Ha preso una botta alla caviglia e ha stretto i denti, ora sta meglio. L’alternanza dipende anche da come giocano alcune squadre: in attacco tranne Zaccagni li sto facendo girare tutti. Noslin è un giocatore diverso e più dinamico, Andrea ha altre caratteristiche e partita dopo partita scegliamo come mettere in difficoltà gli avversari».

Scusa ai tifosi e gerarchie difensive

Gattuso ha anche chiesto scusa ai tifosi per una frase di troppo: «Devo chiedere scusa perché mi sono fatto prendere dal nervosismo. Chiedo scusa a chi era allo stadio ed è venuto a tifare. Non volevo fare una polemica, ma i 10 mila che sono venuti a tifare non li ho ringraziati e ho commesso un errore. Li ringrazio per questo, spero in futuro ce ne saranno ancora».

Sulle gerarchie al centro della difesa:«Nessuna gerarchia, pensiamo solo una partita alla volta. Abbiamo quattro centrali di un’affidabilità incredibile, sono quattro titolari e giocatori forti, poi sta a me fare meno errori possibili».

Infine, su Gudmundsson e Isaksen:«Per me Gudmundsson può giocare in tutte le posizioni dell’attacco, sa toccare la palla ed è un giocatore completo. Isaksen è un giocatore forte che ha tre marce, ma deve stare bene fisicamente. Dobbiamo essere bravi a metterlo in condizione: non è sempre importante lavorare, deve anche recuperare. Lui pensa sempre a lavorare, chapeau, ma deve migliorare, deve parlare quando ha piccoli dolorini e fastidi. Si può perdere un allenamento, ma non deve fare danni. Mi aspetto tanto perché è un giocatore forte con caratteristiche precise».

Conferenza finita alle 12:06. Domani, a Venezia, si gioca. E Gattuso ha già messo in chiaro quale mentalità dovrà salire in campo.

Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com

 

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