Da capitano e portiere di una squadra della nona serie inglese a sovrano di un antico regno africano. È la storia, incredibile e quasi surreale, di George Desmond Kamurasi, 36 anni, conosciuto nel sud-est di Londra con il soprannome di “Big G”.
Fino a pochi giorni fa la sua vita era scandita dagli allenamenti, dalle partite della domenica e dai guantoni indossati per difendere la porta dei SE Dons.
Ora, invece, davanti a lui si apre la prospettiva di salire su un trono e diventare il nuovo Omukama, il re del popolo Tooro in Uganda.
Kamurasi è stato infatti scelto dal comitato reale incaricato della successione per prendere il posto del cugino, King Oyo Nyimba Kabamba Iguru Rukidi IV, morto il 27 agosto scorso negli Stati Uniti all’età di 34 anni dopo aver ricevuto cure per un tumore.
La notizia ha trasformato improvvisamente la vita del portiere londinese, chiamato ad affrontare una scelta che potrebbe cambiare completamente il suo futuro.
Dal calcio dilettantistico al trono dei Tooro
La particolarità della vicenda sta proprio nel contrasto tra le due vite di Kamurasi. Da una parte il calcio non professionistico inglese, con le partite davanti a qualche centinaio di spettatori e il ruolo di leader nello spogliatoio dei SE Dons.
Dall’altra una monarchia tradizionale che rappresenta una parte importante della vita culturale dell’Uganda occidentale.
Kamurasi, nato e cresciuto nel Regno Unito, è il capitano dei SE Dons, club di Bexleyheath impegnato nella Southern Counties East Football League Premier Division, il nono livello della piramide calcistica inglese.
La sua leadership è diventata uno dei suoi tratti distintivi: oltre a difendere la porta, è noto per i suoi discorsi alla squadra e per il ruolo svolto nella crescita dei giovani calciatori.
Il calcio, però, potrebbe presto diventare soltanto un ricordo. La scelta del comitato reale lo proietta infatti verso una responsabilità completamente diversa: guidare simbolicamente una comunità di circa 800mila persone e rappresentare una delle monarchie tradizionali più importanti dell’Uganda. (
La morte di re Oyo e una successione delicata
La vicenda nasce dalla morte di Oyo Nyimba Kabamba Iguru Rukidi IV, una figura conosciuta ben oltre i confini dell’Uganda.
Oyo era salito al trono il 12 settembre 1995, quando aveva appena tre anni, dopo la morte del padre Patrick David Matthew Kaboyo Olimi III.
Per questo motivo era entrato nel Guinness dei primati come il monarca regnante più giovane del mondo.
Ha mantenuto il titolo per oltre trent’anni, diventando progressivamente una figura centrale non soltanto per la famiglia reale, ma anche per la società del Tooro.
La sua morte ha aperto immediatamente il complesso processo di successione. In un primo momento erano emerse dichiarazioni secondo cui Oyo avrebbe lasciato un erede.
La questione, tuttavia, ha alimentato interrogativi all’interno della stessa famiglia reale, con esponenti del clan Babiito che hanno chiesto verifiche sulla presunta esistenza di un figlio biologico del sovrano.
In questo scenario si inserisce la scelta di Kamurasi, appartenente alla stessa linea dinastica e discendente dalla famiglia reale del Tooro.
Un regno senza potere politico, ma con enorme valore simbolico
Il Tooro Kingdom non deve essere confuso con uno Stato indipendente. L’Uganda è una repubblica e i suoi regni tradizionali non esercitano un potere politico formale. La monarchia conserva però un forte peso culturale, sociale e identitario.
Il nuovo Omukama avrebbe quindi soprattutto il compito di rappresentare il popolo Tooro, preservarne le tradizioni e svolgere un ruolo di riferimento per la comunità.
È un incarico lontano dall’immagine di un sovrano con poteri governativi, ma tutt’altro che puramente cerimoniale.
Proprio per questo la scelta di Kamurasi assume un significato particolare.
Il futuro re vive infatti da anni in Gran Bretagna e ha costruito la propria vita nel sud-est di Londra, lontano migliaia di chilometri dalla terra che potrebbe essere chiamato a rappresentare.
“Big G” e il dilemma più difficile della sua vita
La grande domanda, adesso, è una sola: Kamurasi accetterà davvero il trono?
Secondo quanto riportato da diversi media britannici, il portiere sarebbe combattuto davanti alla possibilità di lasciare Londra, la famiglia e il calcio per trasferirsi in Uganda e assumere il ruolo di Omukama. Una scelta resa ancora più complicata dal calendario.
Il funerale di re Oyo è previsto per il 12 settembre e proprio in quei giorni i SE Dons hanno impegni calcistici.
La coincidenza rende ancora più evidente il bivio davanti al quale si trova “Big G”: da una parte il calcio, la sua passione e una vita costruita in Inghilterra; dall’altra una corona che gli arriva per diritto dinastico e che potrebbe trasformarlo nel nuovo volto del popolo Tooro.
Una storia da film
La parabola di George Desmond Kamurasi sembra uscita direttamente da una sceneggiatura cinematografica. Un uomo conosciuto sui campi dilettantistici inglesi, con i guantoni e la fascia da capitano al braccio, potrebbe ritrovarsi improvvisamente con una corona in testa e uno scettro tra le mani.
Fino a pochi giorni fa il suo obiettivo era fermare i palloni degli avversari. Adesso dovrà eventualmente affrontare una sfida completamente diversa: rappresentare un intero popolo.
E resta un’ultima, curiosa domanda. Se davvero accetterà il trono, George “Big G” Kamurasi dovrà dire addio al calcio?
Per un portiere abituato a guidare la propria squadra dalla linea di porta, forse, il passaggio dal campo al palazzo reale non sarà poi così traumatico.
Dopotutto, anche un re deve saper mantenere la calma quando tutti gli occhi sono puntati su di lui.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi– Sportpress24.com

