Champions League 2026/27, in palio 2,47 miliardi: quanto possono incassare Inter, Roma, Napoli e Como

La Champions League 2026/27 entra nel vivo con la sua terza stagione disputata attraverso il nuovo format a girone unico. Saranno 36 i club protagonisti della massima competizione europea per club, con ogni squadra che avrà la certezza di disputare otto partite nella prima fase. L’atto conclusivo è già fissato per il 5 giugno 2027 allo stadio Metropolitano di Madrid.

A rappresentare l’Italia saranno quattro formazioni: Inter, Roma, Napoli e Como. Per i nerazzurri, i giallorossi e gli azzurri si tratta di una presenza ormai consolidata ai massimi livelli europei, mentre per il Como sarà una prima assoluta nella storia del club.

Oltre al prestigio sportivo, però, la Champions rappresenta soprattutto una straordinaria opportunità economica. Il montepremi complessivo messo a disposizione dalla UEFA raggiunge infatti circa 2,47 miliardi di euro. Una cifra enorme, che verrà distribuita tra i 36 partecipanti attraverso un sistema articolato in diverse componenti.

Il montepremi UEFA: 2,47 miliardi di euro

La distribuzione economica è suddivisa in tre grandi aree. La prima riguarda le quote di partecipazione, alle quali sono destinati 670 milioni di euro, pari al 27,5% del totale.

La seconda componente è legata ai risultati e al percorso nella competizione. Si tratta di 914 milioni di euro, il 37,5% del montepremi complessivo.

Infine c’è il cosiddetto pilastro Value, che mette a disposizione 853 milioni di euro, pari al 35% del totale. Una componente particolarmente importante perché tiene conto di diversi parametri legati al valore commerciale e alla storia europea dei club.

18,62 milioni solo per partecipare

Tutte le squadre qualificate alla fase campionato partono dalla stessa base economica. Ogni club riceve infatti una quota fissa di 18,62 milioni di euro, indipendentemente dal blasone, dal ranking e dai risultati ottenuti negli anni precedenti.

La somma viene corrisposta attraverso un acconto di 17,87 milioni e un saldo successivo di 750 mila euro.

Da quel momento, però, entra in gioco il rendimento sul campo. Ogni vittoria nella fase a girone unico vale 2,1 milioni di euro, mentre un pareggio garantisce 700 mila euro.

Le somme non assegnate nei match terminati in parità non vengono perse, ma confluiscono in un fondo che viene successivamente redistribuito sulla base del piazzamento finale ottenuto dalle squadre nella classifica della fase campionato.

Anche la posizione finale pesa sul conto

Il nuovo format premia ulteriormente le squadre capaci di chiudere la prima fase nelle posizioni più alte della classifica.

Le prime otto classificate, che accederanno direttamente agli ottavi di finale, riceveranno un bonus aggiuntivo di 2 milioni di euro.

Per le squadre piazzate dal nono al sedicesimo posto è invece previsto un extra di un milione di euro.

Il piazzamento diventa quindi fondamentale non soltanto per avere un percorso sportivo più favorevole, ma anche per aumentare sensibilmente gli introiti derivanti dalla competizione.

Il pilastro Value: quanto conta la storia europea

Una delle componenti più interessanti del nuovo sistema di distribuzione è rappresentata dal pilastro Value, che riunisce e riorganizza le precedenti voci legate al market pool e al ranking storico.

Gli 853 milioni di euro destinati a questa componente vengono suddivisi in due parti.

La prima è la cosiddetta parte europea, alla quale spettano circa 623 milioni di euro, pari al 73% del fondo. La distribuzione tiene conto della media tra il valore del mercato televisivo nazionale e il ranking UEFA quinquennale.

La seconda componente, pari a circa 230 milioni di euro, rappresenta il 27% del fondo ed è legata al ranking decennale, senza considerare i punti derivanti dai titoli storici.

Un sistema che, inevitabilmente, tende a favorire i club con una maggiore presenza internazionale e una posizione consolidata nel calcio europeo.

I premi aumentano con il percorso nella fase a eliminazione diretta

Anche il percorso nella fase a eliminazione diretta garantisce premi economici sempre più consistenti.

La qualificazione agli spareggi vale un milione di euro, mentre il passaggio agli ottavi di finale porta nelle casse del club 11 milioni.

Chi raggiunge i quarti di finale incassa altri 12,5 milioni, mentre l’accesso alle semifinali garantisce 15 milioni.

La partecipazione alla finale vale invece 18,5 milioni di euro.

A questa cifra si aggiungono ulteriori 6,5 milioni per la squadra che riuscirà a conquistare il trofeo.

La Champions, dunque, può trasformarsi in una vera e propria miniera d’oro per chi riesce ad arrivare fino in fondo.

Supercoppa Europea, altri cinque milioni in palio

Gli introiti non si esauriscono con la finale di Champions League. I due club che conquisteranno il diritto di disputare la Supercoppa Europea riceveranno infatti 4 milioni di euro ciascuno.

La squadra che riuscirà ad aggiudicarsi anche la Supercoppa potrà inoltre aggiungere un ulteriore milione.

Un altro incentivo economico che rende ancora più prezioso il successo nella massima competizione europea.

Le quattro italiane partono da un tesoretto di circa 177 milioni

Secondo le stime elaborate sulla base del bonus di partecipazione, della quota minima legata al piazzamento e della proiezione derivante dal pilastro Value, Inter, Roma, Napoli e Como possono già guardare alla Champions League 2026/27 con una prospettiva economica particolarmente importante.

Nel complesso, le quattro società italiane hanno una proiezione minima di circa 177 milioni di euro.

A questa cifra dovranno poi essere aggiunti gli incassi derivanti dal botteghino. Considerando le quattro partite casalinghe garantite nella prima fase, per le quattro società italiane si può stimare un introito complessivo compreso tra 15 e 20 milioni di euro.

Inter davanti a tutte, Como già protagonista

La graduatoria delle stime minime vede l’Inter al primo posto tra le italiane. I nerazzurri possono contare su una proiezione minima di 50,92 milioni di euro.

Subito dietro c’è la Roma, con 49,39 milioni di euro, mentre il Napoli parte da una stima di 43,68 milioni.

Chiude il Como, che nonostante sia alla sua prima partecipazione assoluta alla Champions League può già mettere in preventivo almeno 37,32 milioni di euro.

Una cifra tutt’altro che trascurabile per il club lombardo e che testimonia quanto la qualificazione alla nuova Champions League possa incidere sulla solidità economica di una società.

Inter: 50,92 milioni di euro
Roma: 49,39 milioni di euro
Napoli: 43,68 milioni di euro
Como: 37,32 milioni di euro

Il vero salto economico, tuttavia, arriverà dai risultati. Ogni vittoria, ogni qualificazione e ogni turno superato permetteranno alle quattro italiane di incrementare progressivamente i propri ricavi.

Con il nuovo format, la Champions League non è quindi soltanto una competizione più lunga e spettacolare. È anche una gigantesca partita economica, nella quale ogni punto conquistato e ogni posizione guadagnata in classifica possono trasformarsi in milioni di euro.

Articolo a cura di  Stefano Ghezzi– Sportpress24.com

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