Us Open, Paolini batte Stefanini, Berrettini si arrende al tie

Jasmine Paolini si prende il derby azzurro contro Lucrezia Stefanini, valido per il secondo turno dello Us Open 2026. La tennista toscana, testa di serie numero 19, la spunta con il punteggio di 6-4 6-1 in un’ora e 16 minuti di gioco e si guadagna un posto al terzo turno a Flushing Meadows. Sarà Sorana Cirstea a sfidare l’azzurra al terzo turno. La tennista rumena, n.17 del ranking mondiale e 16esima testa di serie, si è imposta in due set sulla francese Diane Parry (31 Wta) con il punteggio di 6-2 7-5.

Si ferma l’ottimo cammino a New York di Stefanini (n.119 Wta), che aveva esordito in main draw eliminando Yastremska dopo aver superato nel tabellone di qualificazioni Aksu, Brengle e Pareja.

Il match.

“Jas” aveva vinto in due set entrambi i precedenti, disputati al secondo turno del WTA di Courmayeur (veloce indoor) nel 2022 e al primo turno del 10mila dollari di Civitavecchia (terra) nel lontano 2014. In avvio di primo set parte forte Lucrezia – che gioca a due mani sia diritto che rovescio – con un parziale di otto punti a due (2-0). Si mette in moto Jasmine, che recupera immediatamente il break di svantaggio (2-2). Con un gran passante tirato da fuori dal campo Stefanini annulla una prima palla-break nel quinto gioco, ma sulla seconda commette doppio fallo (3-2).

Stavolta il contro-break immediato lo concede Paolini, che interrompe a tre game la sua striscia positiva (3-3). Con uno schiaffo di diritto al volo che termina lungo Jasmine manca una palla-break nel settimo game e Lucrezia, grazie ad un lungolinea micidiale, torna avanti (4-3), ma la numero uno d’Italia non molla (4-4). Al termine di uno scambio tirato quasi non ci fosse un domani termina in rete il diritto incrociato di Stefanini che cede di nuovo la battuta (5-4). Nel gioco successivo Paolini recupera da 15-40 e con una prima robusta si assicura il 6-4.

Grazie ad una micidiale risposta di diritto incrociata, su una seconda di servizio un po’ debole della sua avversaria, “Jas” centra il break già nel terzo gioco della seconda frazione (2-1). Con uno splendido lungolinea di rovescio Paolini consolida il vantaggio (3-1) e poi con una risposta di diritto nei piedi si prende anche un secondo break (4-1), complice un calo evidente di Lucrezia. Vola Jasmine (5-1) e poi archivia la pratica con un bel diritto inside-out sul primo match-point (6-4).

Navone stupisce ancora: battuto anche Berrettini

Dopo Novak Djokovic, Mariano Navone ha sconfitto anche Matteo Berrettini. L’argentino ha offerto sempre la miglior versione possibile di sé, mentre il romano dopo un primo set in controllo ha avuto come un lungo passaggio a vuoto nel secondo e nel terzo. Ha recuperato un break di svantaggio nel quarto ma non è riuscito a ribaltare la partita. Navone alla fine si impone 36 63 64 76(4).

Nel primo set Matteo non si affretta nel cercare soluzioni ardite per salvare i due game del primo set in cui va sotto 0-30, consapevole di avere nel braccio l’asso che basta a realizzare i suoi propositi. Nel primo parziale vince l’86% di punti con la prima al servizio, pur mettendone in campo una su due.

Ma c’è un numero che spiega l’andamento dei primi 37 minuti di partita: 11 vincenti Berrettini, zero Navone. Un unico break rompe l’equilibrio, più formale che sostanziale come si può intuire: matura nell’ottavo game, quando l’argentino va a servire con palle nuove ma commette quattro errori di fila. Matteo, bravo a tessere la sua tela con il back di rovescio e a indurlo a sbagliare, sale 5-3. Nell’ultimo gioco scivola 0-30, poi stampa due prime vincenti e due diritti a cui l’argentino non oppone resistenza.

Navone tiene il servizio con non poche difficoltà, e qualche gentile omaggio di Berrettini,

nei primi due turni di battuta del secondo set. Eppure è dell’argentino il break determinante (2-4), risultato di una sua risposta vincente da applausi e di una serie di diritti stracchi dell’azzurro che pure era avanti 40-0.

Berrettini palleggia, gioca in zone sicure del campo, ma appena prova ad accelerare

sembra sentire male la palla: chiude il parziale con soli 4 vincenti e 14 errori. Ciondola insoddisfatto, mentre Navone,

che realizza in questo parziale i primi 8 vincenti della sua partita, capisce che può essere la sua serata

e regala anche una volée smorzata degna di giocatori ben più abituati al gioco nei pressi della rete. Alla prima occasione, l’argentino chiude il set alla Berrettini, verrebbe da dire, con una prima vincente.

Matteo appare apatico. Quando fa un vincente abbassa la testa, non si incita. Quando sbaglia, e 40 vincenti in poco più di due set non sono pochi, spesso nemmeno si sfoga. Neppure dopo aver perso il servizio nel primo game del terzo set,

o essersi tirato sulle scarpe uno smash a campo aperto con cui si auto-annulla la seconda di tre chances per l’immediato contro-break.

Di occasione ne ha altre due: nel quarto game (risposta bloccata ma troppo corta) e nel sesto (rovescio in back sul nastro). Resta attaccato alla partita con il servizio e con poco altro, l’azzurro, che evidentemente non si piace affatto ma

altrettanto evidentemente non riesce a tradurre quel che vorrebbe in azione.

Dal canto suo,  Navone non deve nemmeno giocare un tennis particolarmente brillante,

o andare alla ricerca di colpi complessi per restar davanti, nonostante le cinque palle break complessivamente annullate.

 

Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com

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