Dalle cessioni agli ingaggi risparmiati, passando per prestiti, commissioni e futuri riscatti: secondo la relazione analizzata, il mercato biancoceleste produce un saldo positivo di 27,275 milioni. E l’esposizione reale sui riscatti sarebbe compresa tra 4,77 e 6,5 milioni
Frattesi, Pinamonti, Pedraza, Doekhi, Galassi, Sutalo e Gudmundsson sono i nuovi volti della Lazio. Un mercato che ha alimentato interrogativi sulla sostenibilità economica delle operazioni, ma che, numeri alla mano, presenta una struttura fatta di prestiti, giocatori arrivati a parametro zero, risparmi sugli ingaggi e riscatti dilazionabili nel tempo.
La domanda è circolata con insistenza durante tutta l’estate: come farà la Lazio a pagare tutti i giocatori acquistati e, soprattutto, i riscatti che potrebbero scattare nella prossima stagione?
Una domanda legittima, soprattutto guardando i nomi arrivati a Formello. Da Davide Frattesi a Andrea Pinamonti, passando per Pedraza, Doekhi, Galassi, Sutalo e Gudmundsson, il mercato biancoceleste ha infatti cambiato volto alla squadra.
Ma per comprendere realmente l’impatto finanziario di una sessione di mercato non basta sommare i cartellini degli acquisti. Occorre considerare cessioni, plusvalenze, risparmi sugli ingaggi, prestiti, commissioni e soprattutto la modalità con cui vengono distribuiti nel tempo i pagamenti.
Ed è proprio questo il quadro che emerge dalla relazione sui numeri del mercato della Lazio. In collaborazione con“Il Laziale” abbiamo cercato di fare il punto su ogni operazione effettuata dalla Lazio, basandoci sui testi e sugli importi reali. Di seguito la relazione finale.
LE USCITE: 43 MILIONI PER I NUOVI ACQUISTI
Partiamo dagli arrivi.
La Lazio ha costruito una parte significativa del mercato attraverso operazioni a titolo gratuito o in prestito, limitando quindi l’esborso immediato per i cartellini.
Pedraza è arrivato a parametro zero: 3,5 milioni di ingaggio lordo e 1 milione di commissioni agli agenti, per un costo complessivo indicato di 4,5 milioni.
Stessa formula per Doekhi, anch’egli arrivato gratuitamente: 3,5 milioni di ingaggio lordo più 1 milione di commissioni, per 4,5 milioni complessivi.
Per Galassi, la Lazio ha investito 4 milioni per il cartellino, ai quali si aggiungono 1 milione di ingaggio lordo e 500 mila euro di commissioni: 5,5 milioni.
Sutalo è stato invece inserito in un’operazione da 3,5 milioni per il prestito, con 3 milioni di ingaggio lordo e 1 milione di commissioni: 7,5 milioni.
Per Frattesi il prestito viene indicato in 5 milioni, ai quali si aggiungono 2,4 milioni di ingaggio lordo e 1 milione di commissioni: 8,4 milioni.
Pinamonti, acquistato a titolo definitivo, comporta 4 milioni per il cartellino, 3,8 milioni di ingaggio lordo e 1 milione di commissioni: 8,8 milioni.
Infine Gudmundsson, arrivato a parametro zero, viene conteggiato con 2,8 milioni di ingaggio lordo e 1 milione di commissioni: 3,8 milioni.
Il totale indicato nella relazione è quindi di 43 MILIONI DI EURO.
Una cifra nella quale sono compresi cartellini, ingaggi lordi e commissioni agli agenti.
LE CESSIONI: RISPARMI E INCASSI
È però dall’altra parte del bilancio che emerge un elemento fondamentale.
La Lazio non ha soltanto incassato dai giocatori ceduti: ha soprattutto liberato importanti risorse sul monte ingaggi.
Tra gli svincolati figurano Pedro, Hysaj, Basic e Gigot.
Il risparmio sugli ingaggi lordi viene quantificato così:
Pedro: 4,4 milioni
Hysaj: 5,2 milioni
Basic: 2,2 milioni
Gigot: 3 milioni
Per un totale di 14,8 milioni di euro di risparmio lordo sugli ingaggi.
A questi numeri si aggiungono le altre operazioni in uscita.
Sana Fernandes: 1,2 milioni per il prestito più 400 mila euro di risparmio sull’ingaggio lordo, per un impatto complessivo di 1,6 milioni.
Mario Gila: l’operazione viene indicata in 30 milioni, con una serie di componenti relative a costo d’acquisto, ammortamento non maturato e percentuale spettante al Real Madrid, fino a un valore considerato nella relazione di 18,3 milioni, comprendendo anche il risparmio sull’ingaggio.
Calvani: 2,5 milioni di cessione più 300 mila euro di risparmio sull’ingaggio, per 2,8 milioni.
Provedel: 3 milioni di cessione, meno 625 mila euro di ammortamento non maturato, più 3,7 milioni di risparmio sull’ingaggio: 6,075 milioni.
Ratkov: 2 milioni per il prestito e 1,2 milioni di risparmio sull’ingaggio: 3,2 milioni.
Dia: 4 milioni per il prestito più 2,5 milioni di risparmio sull’ingaggio: 6,5 milioni.
Artistico: 3,5 milioni per il trasferimento definitivo più 1 milione di risparmio sull’ingaggio: 4,5 milioni.
Romagnoli: 3 milioni di cessione più 5,5 milioni di risparmio sull’ingaggio: 8,5 milioni.
A completare il quadro vengono poi indicati 2,5 milioni relativi al premio sulla futura rivendita di Muriqi e 1,5 milioni relativi alla percentuale sulla futura rivendita di Tchaouna.
Secondo la relazione, il totale complessivo delle operazioni in uscita, considerando anche i risparmi sugli ingaggi, viene indicato in 70,275 MILIONI DI EURO.
IL SALDO DEL MERCATO: +27,275 MILIONI
Ed eccoci al punto centrale dell’analisi.
Se il valore complessivo delle uscite e dei risparmi viene indicato in 70,275 milioni, mentre quello relativo agli acquisti, agli ingaggi e alle commissioni ammonta a 43 milioni, la differenza è di 27,275 MILIONI DI EURO.
È questo il numero più importante per comprendere la logica finanziaria della sessione.
La Lazio, secondo questa ricostruzione, non avrebbe quindi chiuso il mercato con un saldo negativo. Al contrario, considerando il complesso delle operazioni effettuate, il saldo indicato dalla relazione è positivo per 27,275 milioni.
Ma c’è un’altra questione da affrontare: i riscatti.
IL NODO DEI RISCATTI
Le operazioni più importanti realizzate dalla Lazio prevedono infatti ulteriori impegni futuri.
Per Sutalo viene indicato un riscatto di 7,5 milioni.
Per Frattesi il riscatto ammonta a 10 milioni.
Per Pinamonti sono previsti 8 milioni, ai quali potrebbero aggiungersi eventuali bonus maturati.
Per Gudmundsson, infine, il riscatto viene indicato in 11 milioni.
Il totale degli impegni potenziali sui quattro giocatori è dunque di 36,5 MILIONI DI EURO.
È questa la cifra che ha alimentato i dubbi sulla capacità della Lazio di sostenere il mercato.
Ma il ragionamento non può fermarsi ai 36,5 milioni.
ANCHE LE CESSIONI POSSONO GENERARE RISCATTI
La Lazio, infatti, ha inserito a sua volta formule che possono portare denaro nelle casse societarie nella prossima stagione.
La relazione indica:
Sana Fernandes: 1,5 milioni
Ratkov: 14 milioni
Dia: 8 milioni, con obbligo legato alla salvezza del Rennes
Per un totale potenziale di 23,5 MILIONI DI EURO.
Il confronto tra riscatti da pagare e riscatti da incassare diventa quindi:
36,5 milioni di potenziali uscite
contro
23,5 milioni di potenziali entrate.
La differenza è di 13 milioni di euro.
Ma anche in questo caso bisogna considerare un elemento decisivo: le rate.
DUE O TRE RATE: IL PESO CAMBIA RADICALMENTE
Nel calcio, infatti, i riscatti non vengono necessariamente pagati in un’unica soluzione.
La relazione considera l’ipotesi di una rateizzazione in due o tre anni.
Se i 36,5 milioni relativi ai riscatti degli acquisti venissero distribuiti in due rate, la Lazio dovrebbe sostenere un esborso complessivo di circa 18,25 MILIONI DI EURO nella prima annualità considerata.
Parallelamente, dai riscatti dei giocatori ceduti potrebbe arrivare un’entrata di circa 11,75 MILIONI DI EURO.
La differenza da coprire sarebbe quindi di 6,5 MILIONI DI EURO.
Uno scenario ancora più favorevole si avrebbe con una rateizzazione in tre anni.
In questo caso l’impegno annuale per i riscatti degli acquisti sarebbe di circa 12,16 MILIONI DI EURO, mentre gli eventuali incassi dai riscatti delle cessioni ammonterebbero a circa 7,83 MILIONI DI EURO.
Con una differenza da coprire di circa 4,77 MILIONI DI EURO.
Ed è proprio questo il dato sul quale si concentra la relazione.
IL PRECEDENTE DEI RISCATTI RATEIZZATI
La strategia, peraltro, non sarebbe una novità per la Lazio.
La società biancoceleste ha già utilizzato in passato formule di pagamento dilazionate.
La relazione cita, tra gli altri:
Rovella + Pellegrini: 21 milioni di riscatto pagati in tre anni.
Tavares: 5 milioni di riscatto pagati in cinque anni.
Dele-Bashiru: 4 milioni di riscatto pagati in due anni.
Dia: 11 milioni di riscatto pagati in tre anni.
Il meccanismo, dunque, è quello di distribuire l’esborso su più esercizi, evitando che l’intero costo dell’operazione gravi immediatamente sulle casse societarie.
La stessa logica può essere applicata alle cessioni: anche i club che acquistano giocatori dalla Lazio possono infatti corrispondere gli importi pattuiti attraverso pagamenti rateali.
LA DOMANDA È QUINDI: LA LAZIO PUÒ PAGARE?
La risposta che emerge dai numeri della relazione è sì, almeno sul piano della struttura finanziaria delle operazioni analizzate.
Non bisogna infatti confondere il valore complessivo dei riscatti con l’esborso immediato che la società dovrà sostenere.
I 36,5 milioni rappresentano l’impegno potenziale complessivo per i quattro giocatori.
Ma se questi importi sono distribuiti nel tempo, il peso annuale scende sensibilmente.
Contemporaneamente, la Lazio potrebbe incassare fino a 23,5 milioni dai riscatti dei giocatori ceduti.
La differenza potenziale, secondo la relazione, si ridurrebbe quindi a 4,77 milioni con tre rate oppure 6,5 milioni con due rate.
Sono queste, e non i 36,5 milioni presi isolatamente, le cifre che bisogna guardare per valutare la reale esposizione finanziaria della società.
LOTITO E IL MERCATO: I NUMERI RACCONTANO UN’ALTRA STORIA
Il mercato della Lazio può essere quindi letto sotto due prospettive completamente diverse.
Da una parte ci sono i nomi degli acquisti: Frattesi, Pinamonti, Pedraza, Doekhi, Galassi, Sutalo e Gudmundsson. Un mercato che, visto superficialmente, può sembrare particolarmente oneroso.
Dall’altra ci sono i numeri delle operazioni: 43 milioni di costo complessivo indicato per gli acquisti, 70,275 milioni tra cessioni e risparmi sugli ingaggi e un saldo positivo di 27,275 milioni secondo la relazione.
A questo si aggiunge la possibilità di diluire nel tempo gli eventuali riscatti e di compensarne una parte attraverso gli incassi derivanti dalle cessioni.
La fotografia che emerge è quindi molto diversa da quella di una Lazio costretta a trovare immediatamente 36,5 milioni di euro per pagare tutti i riscatti.
Il vero impegno finanziario, nell’ipotesi di tre rate, è quantificato in 4,77 milioni di euro netti rispetto agli eventuali incassi dai riscatti delle cessioni. Con due rate si arriverebbe a 6,5 milioni.
Naturalmente, resta fondamentale distinguere tra obblighi di riscatto effettivi, condizioni che li fanno scattare, bonus, modalità contrattuali e tempi di pagamento. E soprattutto sarà necessario verificare questi dati con i documenti contabili e i bilanci ufficiali della società.
Ma il punto centrale resta: per capire come la Lazio possa sostenere il proprio mercato non basta guardare quanto valgono i riscatti. Bisogna guardare anche quanto incassa, quanto risparmia sugli ingaggi e, soprattutto, quando deve realmente pagare.
E sotto questo profilo, i numeri della relazione presentano una Lazio che ha costruito il mercato cercando di spalmare gli impegni nel tempo, mantenendo un saldo complessivo indicato come positivo.
I NUMERI DEL MERCATO DELLA LAZIO
COSTO COMPLESSIVO ACQUISTI: 43 milioni €
CESSIONI + RISPARMI INGAGGI: 70,275 milioni €
SALDO DELLA SESSIONE: +27,275 milioni €
IMPEGNO POTENZIALE RISCATTI ACQUISTI: 36,5 milioni €
POSSIBILI INCASSI RISCATTI CESSIONI: 23,5 milioni €
ESPOSIZIONE CON 2 RATE: 6,5 milioni €
ESPOSIZIONE CON 3 RATE: 4,77 milioni €
NUOVI ACQUISTI
Pedraza: 4,5 milioni €
Doekhi: 4,5 milioni €
Galassi: 5,5 milioni €
Sutalo: 7,5 milioni €
Frattesi: 8,4 milioni €
Pinamonti: 8,8 milioni €
Gudmundsson: 3,8 milioni €
Totale: 43 milioni €
RISPARMI SUGLI SVINCOLATI
Pedro: 4,4 milioni €
Hysaj: 5,2 milioni €
Basic: 2,2 milioni €
Gigot: 3 milioni €
Totale: 14,8 milioni €
Immagine creata con IA – Articolo a cura di Sportpress24.comfonte “Il Laziale”