Paolini soffre, le servono tre match point e quasi due ore per battere la n.106 al mondo al rientro alle competizioni. Al secondo turno derby contro Stefanini
Sul cemento di Flushing Meadows Jasmine (n.19) supera in tre set la slovena Erjavec e troverà Lucrezia, promossa dalle qualificazioni, che si è imposta anche lei in tre set sull’ucraina Yastremska.
Buon inizio di US Open per Jasmine Paolini che, pur essendo ferma da Wimbledon, torna in campo vincendo, battendo in tre set abbastanza lottati Veronika Erjavec. Una partita che sin da subito tradisce il fatto che dipenda completamente dallo stato dell’azzurra, che non appena inizia a macinare tennis e gioco non lascia scampo alla slovena, che prova a resistere il possibile. Paolini soffre non poco, vince perché la differenza è troppa, ma c’è tanto da lavorare. In ogni caso approda al secondo turno dove affronterà o Lucrezia Stefanini in un derby o Dayana Yastremska.
Superiorità e difficoltà
Primo game da dimenticare per Paolini, con break immediato di Erjavec, che tiene bene lo scambio e approfitta di qualche rivedibile errore dell’azzurra. Si tratta però di un fuoco di paglia, esperienza e qualità a lungo andare fanno la differenza. Paolini subito piazza il contro-break ad Erjavec e diventa padrona del campo, sia tenendo bene con il servizio, sia mostrandosi molto aggressiva in risposta. Dopo qualche chance sprecata di troppo l’azzurra, reagendo ai colpi più piazzati che potenti della slovena, ottiene il break che arriva nell’ottavo game. Per Paolini, a quel punto, chiudere diventa poco più che una formalità, e piazza un ace per vincere il primo set.
Nel secondo Erjavec rende pan per focaccia a Paolini. L’azzurra, che da fondo ha un ritmo molto difficile da reggere per la n.106 al mondo, spinge, prende il controllo del campo e si porta avanti di un break. Ma stavolta la slovena si mostra convinta, reagisce e riprende in mano il set. Anche perché arriva qualche errore qua e là, figlio anche dell’inattività lunga, di Jasmine, che si ritrova addirittura sotto 1-3 regalando con un brutto dritto largo il break di vantaggio all’avversaria. Vince il punto più bello del match, tra tocchi al volo e chiusure mancate, per aprire il quinto gioco. Ma non basta, anche se genera un contro-break a 0. Dal 3-2, Erjavec vince i successivi quattro game, con Paolini che sbaglia più del dovuto, quasi uscendo dalla partita, concedendo terreno fertile alla slovena. Che chiude 6-3 in piena scioltezza, forzando il terzo parziale.
Bentrovata Jasmine
Tra secondo e terzo set Paolini si concede un toilet break, con Erjavec che rimane in campo, rimuginando sul prosieguo dell’incontro. Una pausa che sembra quasi un toccasana per l’azzurra, che torna in campo e inizia a sbagliare meno, entra in campo con i piedi, si muove meglio e torna a fare paura alla slovena. Il quarto game è quello chiave: in risposta la n.19 del seeding rimanda palle profonde e pesanti, prova a tenere nuovamente un ritmo alto che è intollerabile per l’avversaria.
Arriva il break, con un dritto larghissimo di Erjavec, che si trasforma in un biglietto per il paradiso concesso a Paolini. L’azzurra infila un paio di game che sono i migliori della sua partita, soprattutto al servizio, piazzando bene e non permettendo alla slovena di addormentare il gioco. Jasmine arriva anche a una palla del 5-1, ma la spreca, e subisce addirittura il contro-break. Ma ha la prontezza, e l’esperienza, di tornare avanti subito dopo, e soprattutto di annullare una chance a Erjavec vincendo un punto pazzesco dopo aver sprecato un match point. Ma alla seconda la slovena riesce a rimettersi in carreggiata, conquista un altro game e serve per il 5-5. Paolini ha però la forza di reggere e, al terzo match point, chiudere sfruttando un errore di Veronika su un suo dritto. Al secondo turno Jas affronterà Lucrezia Stefanini
Stefanini de luxe, prima volta al 2° turno a N.Y.: “Nel derby con Jasmine…”
Dopo aver superato le qualificazioni, la tennista toscana ha piegato in tre set la Yastremska. Ora sfida la Paolini: “Ci conosciamo da sempre”
Il fioretto, rigorosamente a due mani della 28enne toscana, contro la spada pesante della 26enne di Odessa: “Sono partita molto bene – spiega nella conferenza stampa post match – . Il secondo set mi è scivolato un pochino dalle mani: sono andata meno decisa e, contro una giocatrice come lei, che non ti dà tempo, non puoi permettertelo. Mi è salita sopra e mi sono scivolati via alcuni game. Poi sono andata in bagno, ho resettato e ho ritrovato l’energia e la spinta che avevo usato nel primo set, sono andata a prendermi i punti e così ho conquistato il set decisivo. Questa è stata la chiave della vittoria oggi”.
Lucrezia ha superato brillantemente le qualificazioni di questo Slam, e lo ha fatto senza perdere set: “È stata una settimana impegnativa, come dico sempre, le qualificazioni sono una guerra – dice – ; vince chi lotta di più, chi mette più testa, chi non molla mai. Devo dire che le ho gestite bene: ho lottato punto dopo punto e partita dopo partita, mantenendo sempre un livello molto alto. Nelle qualificazioni è sempre difficile, tutte fanno del loro meglio per superarle, per questo sono contenta di esserne uscita in quel modo”.
Ora un derby, la sfida più suggestiva contro la numero 1 d’Italia Jasmine Paolini: “Proverò ad approcciarla come tutte le altre partite – dice – . Siamo entrambe italiane, veniamo dalla stessa regione e siamo anche un po’ cresciute insieme: ho delle foto di noi due insieme quando eravamo piccole. È bello vedere il percorso fatto, però cercherò di pensare solo a giocare e a fare il massimo. Sarà sicuramente una bella partita”.
Programma interrotto per pioggia: Cinà-Michelsen riprenderà oggi
Il programma si è concluso solo sui campi dotati di tetto a causa della pioggia. Tra i match sospesi anche Michelsen-Cinà, interrotto sul 6-4 1-1 in favore dello statunitense. Il siciliano ha giocato con disinvoltura e una giusta dose di spavalderia, mostrando fluide accelerazioni di rovescio, ma ha perso il servizio nell’ultimo game del primo set. Ha poi salvato tre palle break nel secondo gioco del set successivo, prima dell’interruzione, e poi della sospensione, dell’incontro.
Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com