Ben Shelton conferma il titolo dell’Open del Canada, senza perdere un set in tutto il torneo.
Un altro trionfo canadese per Ben Shelton, che a un anno e 600 chilometri di distanza si conferma campione del National Bank Open mettendo in mostra una prestazione che conferma la sua crescita da potenziale outsider a legittimo pretendente dei titoli che contano. Un torneo giocato in crescita, nessun set perduto, una finale dominata in lungo e in largo contro un Nakashima che ha fatto quello che ha potuto alla fine di un torneo di grande spessore.
La finale
Non sarà la finale che tutti, bookmakers in testa, si aspettavano, data l’eliminazione del rampante Rafael Jodar, ma per quanto fatto vedere in campo in questi 12 giorni, Ben Shelton e Brandon Nakashima si sono ampiamente meritati di disputarla. Ben, campione in carica, non ha lasciato un set in tutto il torneo, mentre Brandon ha fatto vedere il tennis migliore della sua vita, culminato con la vittoria in semifinale contro l’astro nascente spagnolo.
I precedenti dicono 5-0 per Shelton, l’ultimo – e più tirato, 7-6 al terzo set – proprio al terzo turno qui in Canada l’anno scorso, a Toronto. Un ulteriore dato fa capire come tra i due connazionali il confronto tenda a essere equilibrato nel punteggio, ma netto nei risultati: nelle 5 partite precedenti, c’è sempre stato almeno un tie-break, 7 in tutto, 6 vinti da Ben, uno da Brandon, l’unico set incamerato per lui. Il Nakashima che si presenta in campo stasera, però, è cresciuto in modo evidente rispetto alla passata stagione, vedremo se sarà sufficiente a invertire la tendenza.
Nonostante le assenze e le sconfitte precoci di tante superstar, la direttrice del torneo Valerie Tetreault ci ha riferito nella conferenza stampa del pomeriggio che è stato realizzato il record di presenze, con ben 309.000 spettatori (ovviamente, il passaggio alla durata di 12 giorni è stato determinante, ma va anche ricordato che un’intera sessione di gioco, la prima domenica, è stata annullata del tutto).
Un solo break nel primo set
Ben e Brandon iniziano da subito a darsele di santa ragione, la velocità è alta, così come il livello di gioco. Shelton spinge in modo più esplosivo, a partire dal gran servizio che sul campo relativamente lento, ma dalla gran restituzione del rimbalzo, manda la palla letteralmente in tribuna con la rotazione assassina in kick. Nakashima oppone il suo tennis potente e ordinato allo stesso tempo, ottima anche la sua battuta, e il dritto diagonale in particolare.
Fino al settimo game, per chi risponde non ci sono possibilità, ma in quel momento Ben alza ulteriormente i giri del motore, e piazza una zampata decisiva. Un bell’attacco con lo slice, e un super dritto lungolinea gli danno il break, confermato nel game successivo. Sotto 3-5, Brandon accusa il colpo, subisce ancora l’aggressvità dell’avversario, che spara a tutto braccio da ogni angolo del campo, e gli strappa nuovamente la battuta. Il 6-3 è figlio di una striscia di 12 punti a 4 per Shelton, davvero uno strappo notevole.
Secondo set – Nakashima aggrappato al servizio
All’inizio del secondo set, Ben continua a martellare e attaccare, Brandon fatica a contenerlo, ma è bravo a reggere. Il problema è che i suoi game di servizio stanno regolarmente diventando complessi, mentre quando batte l’avversario non si gioca. Nell’intero match, finora (siamo al terzo game del secondo parziale) Nakashima ha fatto solo 5 punti in risposta, senza mai andare oltre il “30”. Brandon prova a variare, facendo un bel serve&volley, ma viene inchiodato da un gran passante incrociato di Shelton. L’unica cosa che lo salva è l’ottimo servizio, che lo porta sul 2-2. Wayne Ferreira, grande giocatore sudafricano, ex numero 6 ATP, e due volte semifinalista all’Australian Open (1992 e 2003), che allena Nakashima da giugno, con grandi meriti nel suo salto di qualità, scuote la testa in tribuna.
D’altronde, se un tipo che spara con la potenza e le rotazioni di Ben gioca pure con buone percentuali, si fa dura per chiunque. Un dritto chiuso da Shelton a 184 kmh fa esplodere lo stadio, siamo 4-3 per lui. Brandon, ammirevole, risponde colpo su colpo, serve molto bene e tiene a zero, subito imitato da Ben. Ora il gioco è meno avvincente, si scambia poco, le battute dominano. Nakashima, con intelligenza, prende qualche rischio in più andando a rete per evitare di essere aggredito, e raggiunge l’avversario sul 6-6, bravissimo. Siamo al tie-break, come ricordato prima situazione ricorrente in ogni sfida tra questi due giocatori.
Una bastonata esterna di dritto dà a Shelton il mini-break per il 4-2, un gran servizio e un bell’attacco a rete lo mandano avanti 6-3, con 3 match point consecutivi a disposizione. Il secondo è quello buono, con un altro missile di dritto che conclude l’edizione 2026 dell’Omnium Banque Nationale Open. Splendido Shelton, bellissimo torneo di Nakashima. I numeri confermano la superiorità totale di Ben, con 22 vincenti e 12 errori, e senza mai lasciare arrivare l’avversario a “40” nei suoi game di battuta. Confermare un titolo a questi livelli non è banale, potrebbe essere la svolta definitiva verso il top assoluto per la carriera di Ben, di nuovo nei primi 6 ATP. Si presenterà a Cincinnati e poi allo US Open come uno dei favoriti, subito dietro ai migliori del mondo.
Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com