Addio a Livio Berruti, l’ultimo saluto a una leggenda dello sport italiano

È morto a 87 anni Livio Berruti, uno dei più grandi velocisti della storia dell’atletica italiana. Il campione olimpico dei 200 metri ai Giochi di Roma 1960 si è spento dopo un periodo di malattia in una clinica di Torino, la sua città. Lascia la moglie Silvia. I funerali si svolgeranno in forma privata.

Con Berruti scompare una delle icone più luminose dello sport azzurro. Il suo nome è indissolubilmente legato a quel pomeriggio del3 settembre 1960, quando allo Stadio Olimpico di Roma riuscì nell’impresa di conquistare l’oro olimpico nei 200 metri, diventando il primo velocista europeo a vincere la gara nella storia dei Giochi.

Una giornata entrata nella leggenda. Berruti corse la semifinale in20”5, eguagliando il record mondiale, e appena due ore più tardi tornò in pista per la finale. Ancora 20”5, davanti allo statunitenseLester Carney, argento in 20”6, e al francese del SenegalAbdou Seye, bronzo in 20”7.

Un trionfo che per l’Italia rappresentò molto più di una semplice medaglia. Per quella vittoria Berruti ricevette dal Coni 800 mila lire per l’oro olimpico, altre 400 mila lire per il record mondiale e una Fiat 500 come premio della casa automobilistica torinese.

Dal liceo Cavour alla gloria olimpica

Nato a Torino il19 maggio 1939, Berruti si avvicinò all’atletica nel 1955, quando frequentava il liceo Cavour. Inizialmente il suo sogno era un altro: il tennis. Frequentava infatti il centro sportivo della Lancia proprio con l’idea di dedicarsi alla racchetta.

Furono però i risultati ottenuti nelle gare di velocità a convincerlo a puntare sull’atletica. Una scelta destinata a cambiare per sempre la sua vita.

Nel giro di pochi anni arrivò ai vertici della velocità internazionale, fino alla straordinaria consacrazione di Roma 1960.

Quattro anni più tardi, ai Giochi olimpici di Tokyo, Berruti tornò a correre i 200 metri. Costretto a partire dalla scomoda prima corsia, concluse al quinto posto in 20”83, risultando ancora una volta il migliore degli europei. La gara fu vinta dall’americano Henry Carr in 20”36.

Una vita oltre la pista

Terminata la carriera agonistica, Berruti continuò a essere una figura di riferimento dello sport italiano e lavorò nel mondo della comunicazione.

Nel 2006 ebbe anche l’onore di essere uno degli otto italiani scelti come portatori della bandiera olimpica durante la cerimonia di chiusura dei Giochi invernali di Torino. Un riconoscimento particolarmente significativo nella sua città natale.

Il suo nome è inoltre inciso sullaWalk of Fame dello sport italiano a Roma, voluta dal Coni per celebrare gli atleti che hanno scritto pagine indimenticabili della storia azzurra.

Livio Berruti se ne va, ma resta quel fotogramma del 3 settembre 1960: la corsa perfetta, il volto concentrato, la leggerezza dei passi e un’Italia intera pronta a festeggiare il suo campione.

Un oro olimpico, un record mondiale e una leggenda che non smetterà di correre.

Articolo a cura diStefano Ghezzi– Sportpress24.com

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