Allarme carburanti a Roma: benzina “annacquata” e sporco nei serbatoi, irregolare un distributore su cinque

I controlli a tappeto della Guardia di Finanza svelano una Capitale ostaggio dei “furbetti della pompa”: truffe alla targa, prodotti allungati con solventi e gravi danni per gli automobilisti.

Guidare a Roma e in provincia sta diventando un vero e proprio terno al lotto per il motore della propria auto. A tracciare un bilancio impietoso è l’ultimo report dei controlli effettuati dalle autorità:un distributore su cinque è risultato irregolare. A dirlo è Daniele Corradini, comandante del I gruppo Roma della guardia di finanza.

Sotto accusa ci sono pratiche illecite che colpiscono direttamente il portafogli dei cittadini e la salute dei veicoli: dal famigerato “allungamento” del carburante con acqua o solventi chimici a miscele di gasolio sporco e fuorilegge. Una vera e propria mappa dell’illegalità che si estende a macchia d’olio dalle strade del centro storico fino ai comuni della periferia e della provincia.

La truffa del “pieno” adulterato

Il copione, scoperto dai finanzieri e dai funzionari doganali durante le verifiche a tappeto, vede spesso la complicità di gestori infedeli pronti a tutto per aumentare i margini di guadagno a discapito degli acquirenti. Le analisi di laboratorio parlano chiaro: in molti casi il carburante erogato non rispetta minimamente gli standard europei di qualità.

  • Benzina “annacquata”:La presenza di percentuali anomale di acqua all’interno delle cisterne compromette irrimediabilmente la combustione, provocando spegnimenti improvvisi, strattoni e gravi danni agli iniettori.

  • Gasolio “sporco” e irregolare:Presenza di residui oleosi densi, impurità e componenti di scarto che ostruiscono i filtri e rischiano di mandare in fiamme il motore.

  • Erogazione “fantasma”:Oltre alla qualità, a saltare sono spesso i litri effettivi erogati rispetto a quelli pagati alla pompa, con scarti evidenti sui display di misurazione.

Danni record per gli automobilisti

Il conto, salatissimo, rischia di finire direttamente nelle tasche degli automobilisti romani. Riparare un sistema di iniezione danneggiato da carburante adulterato può costareda poche centinaia fino a diverse migliaia di euro, a seconda che si guidi un’utilitaria o un’auto di cilindrata superiore.

Le associazioni dei consumatori invocano pene severissime e la revoca immediata delle licenze per i gestori colti in flagrante, sottolineando come in un momento di forte pressione economica sul costo della vita, subire anche la beffa della truffa alla pompa sia inaccettabile.

Come difendersi

Le autorità raccomandano di prestare la massima attenzione a prezzi eccessivamente bassi rispetto alla media di mercato e di conservare sempre lo scontrino del rifornimento. In caso di cali di potenza anomali o malfunzionamenti improvvisi subito dopo aver fatto il pieno, il consiglio è di recarsi tempestivamente da un meccanico di fiducia per prelevare un campione di carburante e denunciare l’accaduto.

Articolo a cura diOrazio Bellinghieri– Sportpress24.com

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