UEFA all’attacco di Infantino. Pronta la battaglia legale: “Salvate tutte le prove”

La crisi attorno a Gianni Infantino entra in una fase ancora più delicata. Dopo il clamoroso ritiro del progetto che prevedeva l’ingresso di investitori privati nelle competizioni FIFA, la UEFA alza ulteriormente il livello dello scontro e minaccia azioni legali contro la federazione mondiale.

Una mossa senza precedenti che potrebbe avere conseguenze pesantissime sulla leadership del presidente svizzero, già fortemente indebolita dalle prese di posizione delle principali confederazioni calcistiche.

Secondo quanto riportato dalla BBC, il Galles è diventato la prima federazione nazionale a ritirare pubblicamente il proprio sostegno alla ricandidatura di Infantino per le elezioni presidenziali FIFA del marzo 2027.

Una decisione destinata a fare scuola, visto che anche la Federcalcio inglese sarebbe pronta a seguire la stessa strada, certificando un isolamento politico sempre più evidente del numero uno della FIFA.

Sul fronte legale, emerge un altro elemento destinato a far discutere

Come rivelato dal Telegraph, la UEFA ha inviato una durissima lettera a Gianni Infantino nella quale comunica di stare “valutando attivamente azioni legali, arbitrati e/o reclami normativi” in relazione al progetto poi ritirato.

Ma il passaggio più significativo riguarda la richiesta di conservazione di tutta la documentazione relativa all’operazione.

La UEFA ha infatti intimato alla FIFA di adottare “misure immediate” per identificare, localizzare e preservare qualsiasi documento o informazione elettronica collegata al piano, precisando che tale obbligo prevale su qualsiasi normale politica interna di cancellazione o distruzione dei dati.

L’elenco del materiale richiesto è vastissimo

La confederazione europea pretende la conservazione di e-mail, messaggi WhatsApp, Signal, Teams, Slack, SMS, corrispondenza cartacea e verbali di riunioni che abbiano coinvolto dirigenti FIFA, membri del Consiglio, consulenti, federazioni affiliate, confederazioni continentali, sponsor, broadcaster e istituti finanziari.

La richiesta si concentra anche sugli aspetti economici dell’operazione.

La UEFA vuole infatti acquisire tutta la documentazione relativa alla struttura dei pagamenti destinati alle federazioni affiliate, compresi studi preliminari, modelli finanziari, valutazioni giuridiche, procedure di approvazione e comunicazioni ufficiali, con particolare attenzione alla finestra temporale che avrebbe dovuto portare a una decisione definitiva entro il 19 settembre.

Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, tra i soggetti coinvolti nelle trattative figurerebbe anche Joshua Kushner, imprenditore statunitense e fondatore della società di investimento Thrive Capital, indicato come uno dei protagonisti del progetto poi definitivamente accantonato.

La richiesta della UEFA assume quindi un significato che va ben oltre il semplice contenzioso

La conservazione delle prove rappresenta spesso il primo passo di un procedimento legale e lascia intendere che l’organismo europeo stia valutando ogni possibile iniziativa per accertare come sia nato e si sia sviluppato il piano di privatizzazione delle competizioni FIFA.

Per Infantino il momento è probabilmente il più difficile dall’inizio della sua presidenza.

Dopo la netta opposizione espressa da UEFA, Concacaf e AFC, il venir meno del sostegno di alcune federazioni nazionali e la prospettiva di una battaglia giudiziaria rischiano di trasformare una sconfitta politica in una crisi istituzionale di portata storica.

Con le elezioni del 2027 all’orizzonte, il futuro della leadership FIFA appare oggi più incerto che mai.

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – Sportpress24.com

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