È guerra aperta: la UEFA sfiducia Infantino e prepara l’assalto alla FIFA

La resa sul progetto di privatizzazione dei Mondiali non basta. Per la Uefa, il passo indietro della Fifa non cancella quanto accaduto negli ultimi mesi.

Anzi, segna soltanto l’inizio di uno scontro istituzionale destinato a cambiare gli equilibri del calcio mondiale.

Poche ore dopo l’annuncio del ritiro definitivo del piano voluto da Gianni Infantino, la Uefa ha diffuso un comunicato durissimo, dai toni che ricordano più una dichiarazione di guerra che una semplice presa di posizione.

Al centro non c’è soltanto la bocciatura del progetto di cedere quote delle competizioni Fifa a capitali privati, ma un attacco frontale all’attuale governance della federazione mondiale.

Il messaggio è chiarissimo: la fiducia nei confronti di Gianni Infantino e della sua leadership è ormai ai minimi storici

Secondo la Uefa, il tentativo di trasformare il Mondiale in un asset finanziario rappresenta una frattura senza precedenti con i principi che hanno sempre guidato il calcio internazionale.

Una linea che, pur ritirata, avrebbe lasciato un segno profondo nei rapporti tra Zurigo e Nyon.

Ma il comunicato va oltre

Nel mirino finiscono anche tutti coloro che, all’interno della Fifa, hanno sostenuto o cercato di portare avanti il progetto.

Un passaggio che assume il sapore di una vera e propria sfiducia politica nei confronti dell’attuale gruppo dirigente e che apre inevitabilmente interrogativi sul futuro della governance del calcio mondiale.

La parte più esplosiva del documento, però, riguarda il denaro.

La Uefa annuncia che presenterà con urgenza iniziative per ottenere una diversa distribuzione delle enormi risorse economiche accumulate dalla Fifa e rimaste, secondo la confederazione europea, “congelate” nelle casse della federazione.

Per Nyon quei fondi devono tornare a finanziare il calcio, le federazioni, lo sviluppo delle infrastrutture e dei settori giovanili, non restare immobilizzati o diventare oggetto di operazioni finanziarie.

È una posizione che rischia di aprire un conflitto senza precedenti.

Dopo aver costretto la Fifa a ritirare il progetto di privatizzazione, la Uefa sembra ora intenzionata a mettere in discussione l’intero modello di gestione economica della federazione mondiale.

Un’offensiva che potrebbe trovare il sostegno di altre confederazioni, già critiche nelle ultime settimane, trasformando una disputa commerciale in una vera crisi istituzionale.

Il ritiro del piano, dunque, non ha riportato la pace

Al contrario, potrebbe essere stato soltanto il primo capitolo di una battaglia molto più ampia.

Se fino a ieri lo scontro riguardava la vendita dei Mondiali, da oggi il confronto investe direttamente la leadership di Infantino, la gestione delle risorse della Fifa e il futuro stesso del governo del calcio mondiale.

La sensazione è che il calcio internazionale sia entrato in una nuova era. E che, dopo questa frattura, tornare ai rapporti di prima sarà estremamente difficile.

Il comunicato UEFA

“La UEFA accoglie con favore la decisione della FIFA di ritirare il suo progetto di vendita di una quota nelle sue competizioni – inclusa la Coppa del Mondo – a mani private.

La proposta è stata respinta all’unanimità dalle associazioni nazionali UEFA e da numerose altre federazioni e confederazioni di tutto il mondo, il cui compito è proteggere il calcio.

L’UEFA ringrazia tutti i tifosi, le leghe, i club, i giocatori, gli individui, le associazioni e le confederazioni che si sono opposti al progetto, insieme ai numerosi Primi Ministri, Capi di Stato e commentatori che hanno ricordato al Presidente della FIFA che il calcio non è in vendita.

Non possiamo continuare con schemi segreti, tempi accelerati e ideati da individui senza volto, di dubbio beneficio per il gioco. Dobbiamo identificare i responsabili e obbligarli a rispondere delle loro azioni.

È giusto che, nei prossimi giorni e settimane, la UEFA collabori con le sue associazioni e in stretta collaborazione con altre confederazioni per riflettere su come ciò sia potuto accadere e sviluppare un piano affinché non possa ripetersi.

Quella revisione dovrà essere approfondita e fondamentale. Nessuna opzione dovrebbe essere esclusa.

L’attuale leadership FIFA ha perso non solo la fiducia dell’UEFA, ma anche quella di molti altri membri della famiglia calcistica

Quando Gianni Infantino chiese il trust e i voti delle Associazioni Membri della FIFA per essere eletto Presidente nel 2016, dichiarò:

«Ovviamente dobbiamo essere trasparenti. Sono stato così negli ultimi 15 anni della mia vita in UEFA», prima di dire agli stakeholder:

«I soldi della FIFA sono i vostri soldi. Non sono i soldi del Presidente FIFA. Sono i vostri soldi. Voi siete le associazioni nazionali e i soldi della FIFA devono servire allo sviluppo del calcio e non ad altro».

Non ha mantenuto nessuna di queste promesse

L’affare opaco e trasandato che aveva ideato e cercato di far passare è tutt’altro che trasparente.Con riserve superiori ai 5 miliardi di dollari, non ha nemmeno saputo utilizzare i soldi delle associazioni a beneficio del gioco.

L’UEFA inizierà immediatamente a lavorare con partner e stakeholder di tutto il mondo per proporre un nuovo modo di distribuire le risorse attraverso il programma FIFA Forward esistente.

Dobbiamo iniziare a usare parte di quei soldi che sono inattivi sul conto bancario della FIFA per dare il lancio che il calcio di base e il calcio più ampio hanno bisogno in ciascuno dei 211 Paesi membri della FIFA.

Ma non abbiamo bisogno di vendere l’argenteria di famiglia per pagarlo.

Questa è una vittoria per tutto il gioco. Ma non deve essere la fine della storia. La proposta è sparita. Il compito di ricostruire la fiducia nella FIFA è appena iniziato”.

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – Sportpress24.com

Translate »