Musetti sta bene, e lo dimostra con i fatti. Regala il secondo set ma non rischia mai davvero di perdere. Ora affronterà Jodar o Nishikori
Lorenzo Musetti è tornato per restare. La partita d’esordio all’ATP 500 di Washington contro Matteo Arnaldi, conclusa a causa del ritiro del ligure dopo 40 minuti, non era abbastanza per dare un giudizio definitivo. Ma ora le cose sono diverse, Musetti ha ottenuto una bella vittoria, pur complicandosi le cose da solo, su Aleksandar Vukic. Sotto il sole iniziale, e un cielo poi chiuso e con un’aria di conseguenza più afosa, l’azzurro ha messo in mostra tutte le categorie che lo separano dall’australiano. Sfoggiando il solito tennis elegante ma comunque molto efficace.
Anche il cemento, nonostate la lunga assenza dei campi, fa sorridere Musetti, per quanto Vukic non sia esattamente il più temibile degli avversari. Ma le partite, specie dopo lunghi stop, vanno sempre vinte. E l’azzurro, quarta testa di serie, lo sa fin troppo bene. Raggiunge per la 45esima volta in carriera un quarto di finale a livello ATP, primo da Barcellona lo scorso aprile, ed è il terzo azzurro in questo secolo a riuscirci a Washington dopo Sinner nel 2021 e Cobolli nel 2024. Rispettivamente campione e finalista.
il match
Il break arriva nel primo turno di battuta di Vukic, con Musetti che parte subito forte. La differenza nei colpi da fondo in favore dell’azzurro è troppo ampia per essere gestita dall’australiano, che ha un buon rovescio ma si rivela troppo falloso con il dritto. Oltre ad andare in difficoltà con la seconda. Così il vantaggio strappato dal n.15 del mondo diventa un solco netto di differenza rispetto al n.105, che viene dalle qualificazioni. La partita di fatto si esaurisce però nel nono game del primo parziale: dopo un set point annullato, arrivano le prime due palle break per Vukic, entrambe però cozzano con la qualità di Musetti. L’ex n.5 al mondo annulla con coraggio, grande lucidità, per poi chiudere 6-3.
Il secondo set ha un copione simile, anche con un certo sapore di inesorabilità di sottofondo. Vukic non riesce infatti mai ad infastidire davvero Musetti, subendo break a freddo, nel primo game in assoluto. Riesce a tenersi a galla, ma senza pericolosità, con il servizio. Almeno fino a un certo punto. L’australiano salva varie volte palle del doppio break, e alla fine riesce anche a rientrare in partita, con un livello di tennis che andando avanti sale e il match si fa più godibile. Quello dell’italiano è un vero e proprio blackout, subendo un parziale di 5-1 per concedere il secondo set all’australiano. Che, intuendo i tagli e le variazioni altrui, riesce a spingere con forza da fondo.
Ma nel terzo set, con Vukic che sembra pagare le energie spese per arrivarci, la situazione rientra nei binari italiani. Il tennis di Musetti scorre nuovamente fluido, le accelerazioni sono difficili da gestire e anche il servizio fa molto male. L’azzurro attinge a tutte le proprie risorse per mettere distanza tra sé e l’avversario. Va avanti di un break quasi immediatamente, e non c’è mai neanche l’ombra di una preoccupazione sulla sua battuta. Arrivare alla vittoria diventa quasi una conseguenza. Per quanto Vukic recuperi un break, alla fine subito Musetti si impone da fondo campo, sposta l’australiano lateralmente e al secondo match point, dopo 2 ore e 16 minuti, stacca il pass per i quarti di finale con un urlo liberatorio. Affronterà Rafael Jodar o Kei Nishikori.
Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com