Italia, il caso Pirlo fa dimettere Leonardo e Maldini: Un caos la scelta del CT

Sembrava tutto deciso. Poi, nel giro di poche ore, lo scenario è completamente cambiato. La corsa alla panchina della Nazionale italiana si trasforma in un autentico rebus:

Andrea Pirlo si è tirato fuori dalla corsa, mentre Paolo Maldini e Leonardo hanno rassegnato le dimissioni, facendo saltare gli equilibri del nuovo corso azzurro.

E adesso, inevitabilmente, torna d’attualità il nome diRoberto Mancini.

Il “Mancio”, campione d’Europa con l’Italia nel 2021, è da sempre il candidato preferito di Giovanni Malagò. L’uscita di scena di Maldini e Leonardo, che non avevano mai mostrato particolare entusiasmo per questa soluzione, ha però cambiato nuovamente le gerarchie. Mancini torna prepotentemente in pole, davanti anche ad Antonio Conte.

Una situazione paradossale: il tecnico che ha riportato l’Italia sul tetto d’Europa potrebbe tornare a Coverciano anche da quella che, almeno sulla carta, sarebbe una terza scelta. Ma quando si parla di Nazionale, il curriculum e la conoscenza dell’ambiente possono pesare più delle gerarchie iniziali.

MANCINI, IL RITORNO DEL MANCIO

Roberto Mancini non avrebbe bisogno di presentazioni. Conosce la Federazione, conosce Coverciano e soprattutto conosce già il peso di una panchina che non concede margini d’errore.

Il suo rapporto con Malagò è un elemento che potrebbe favorire il ritorno. Dopo i “no grazie” di Pep Guardiola e Carlo Ancelotti e il passo indietro di Pirlo, il nome di Mancini è tornato inevitabilmente al centro della discussione.

Il Mancio, dal canto suo, sarebbe pronto a rimettersi in gioco. Anche perché la Nazionale rappresenta un’opportunità completamente diversa rispetto alla quotidianità di un club: meno lavoro sul campo, ma una responsabilità enorme sulle spalle.

CONTE RESTA L’ALTERNATIVA PIÙ PESANTE

Subito dietro Mancini c’èAntonio Conte. E qui il discorso si fa ancora più interessante.

L’ex tecnico del Napoli ha recentemente spiegato di non essere mai stato contattato dalla Federazione per il nuovo corso azzurro. Ma questo non significa che la sua candidatura sia tramontata.

Anzi, Conte resta un nome fortissimo, anche perché gode del sostegno di diversi presidenti di Serie A che hanno avuto un ruolo importante nell’elezione di Malagò alla presidenza della Figc.

Il problema, semmai, è capire se Conte abbia davvero intenzione di lasciare il calcio dei club per tornare sulla panchina azzurra. Il tecnico salentino potrebbe infatti preferire aspettare l’occasione giusta in una grande squadra.

E in questo scenario potrebbe assumere un peso anche Giorgio Chiellini, possibile candidato al ruolo di direttore tecnico qualora l’addio di Maldini diventasse definitivo. Un eventuale asse Chiellini-Conte avrebbe inevitabilmente un suo peso nella scelta finale.

THIAGO MOTTA, L’IDEA GIOVANE

Tra le idee emerse nelle ultime settimane c’è anche quella diThiago Motta.

Il tecnico classe 1982 sarebbe stato particolarmente apprezzato da Maldini e Leonardo per caratteristiche e filosofia. Giovane, ambizioso e con una visione potenzialmente adatta a un progetto di medio-lungo periodo, Motta rappresenterebbe una scelta completamente diversa rispetto ai ritorni di Mancini e Conte.

Inoltre, conosce bene Coverciano e l’ambiente federale.

Dopo la conclusione dell’esperienza alla Juventus, Motta è libero e potrebbe quindi valutare una nuova sfida. La Nazionale, per un allenatore ancora relativamente giovane, potrebbe diventare il progetto ideale per costruire qualcosa nel tempo.

PIOLI E PALLADINO: LE SORPRESE

Con il quadro ancora completamente aperto, non si possono escludere nemmeno candidature alternative.

Una porta potrebbe condurre aStefano Pioli, soprattutto per il rapporto costruito ai tempi del Milan con Maldini. Se il nuovo corso federale decidesse di puntare su un tecnico già abituato alla pressione di una grande piazza, Pioli potrebbe rappresentare un’opzione concreta.

Più defilato, ma comunque presente nelle indiscrezioni, ancheRaffaele Palladino. Il suo nome era già circolato nei giorni scorsi, senza però trovare conferme particolarmente solide dagli ambienti federali.

LA CARTA SILVIO BALDINI

E poi c’è la soluzione più romantica, quella che potrebbe conquistare una parte importante del popolo azzurro:Silvio Baldini.

Le vittorie nelle amichevoli contro Lussemburgo e Grecia, da ct ad interim, hanno alimentato l’idea di una conferma sulla panchina della Nazionale maggiore. Un’ipotesi che avrebbe anche una sua logica: Baldini potrebbe diventare contemporaneamente riferimento dell’Under 21 e della Nazionale maggiore, costruendo un percorso interamente federale.

Una scelta sul modello di Luis de la Fuente o Lionel Scaloni: tecnici cresciuti all’interno del sistema federale e poi capaci di arrivare fino al successo internazionale.

Il problema è capire se Baldini sarebbe realmente disposto ad accettare.

Qualche mese fa, parlando della possibilità di restare sulla panchina azzurra, era stato lo stesso allenatore a frenare:«Credo che per allenare l’Italia ci voglia un curriculum che non ho».

Oggi, però, il curriculum potrebbe essere proprio ciò che conta meno. Perché dopo una serie di rifiuti, candidature saltate, dimissioni e colpi di scena, la Figc potrebbe decidere di affidarsi a chi l’Italia la conosce già dall’interno.

IL PUZZLE AZZURRO È ANCORA TUTTO DA COMPORRE

Mancini, Conte, Thiago Motta, Pioli, Palladino e Baldini. Sei nomi, sei filosofie completamente diverse.

Da una parte l’esperienza e la storia recente della Nazionale. Dall’altra la possibilità di aprire un ciclo nuovo con un allenatore giovane. In mezzo, la soluzione federale che potrebbe sorprendere tutti.

La certezza, oggi, è una sola:la panchina azzurra non ha ancora un padrone.

E quella che sembrava una scelta ormai indirizzata si è trasformata in una corsa apertissima. La prossima mossa spetta alla Figc. E questa volta, dopo tanti colpi di scena, sarà difficile fare previsioni.

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – Sportpress24.com

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