La possibile nomina diAndrea Pirlocome nuovo Commissario Tecnico dell’Italiasi è trasformata in un vero e proprio caso mediatico e politico. Accostato con insistenza alla panchina azzurra, da un’idea del nuovo direttore tecnico Paolo Maldini e dell’advisor Leonardo, il “Maestro” è finito al centro di roventi polemiche per via di una sua collaborazione commerciale.
Nelle ultime settimane, infatti, sono state sollevate pesanti critiche per il suo ruolo di global ambassador diFonbet. Un colosso russo a livello di scommesse, con legami riconducibili a contesti legati alla Russia. Una sponsorizzazione che ha spinto esponenti politici (come la Vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno) e associazioni dei consumatori come il Codacons, a contestare apertamente la scelta, arrivando a minacciare esposti e ricorsi.
Dopo giorni di indiscrezioni e dibattiti accesi, l’ex centrocampista di Milan e Juventus ha deciso di interrompere il proprio silenzio. Affidando a unpostsuInstagramuna lunga e dettagliata replica per respingere ogni accusa.
LE DICHIARAZIONI UFFICIALI DI PIRLO
”Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di Commissario Tecnico della Nazionale italiana.
Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte, ho scelto finora di mantenere il silenzio. Ritengo però doveroso chiarire alcuni aspetti.
Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono.
Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano.
Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un pubblico confronto che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono.
L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre”.
Articolo a cura di Alessio Giordano – SportPress24.com