La Stazione Termini nasce nel cuore dell’Esquilino nella seconda metà dell’Ottocento, quando Roma non è ancora capitale d’Italia e il sistema ferroviario muove i primi passi con linee brevi e infrastrutture essenziali.
Il primo impianto del 1862 è poco più di una struttura provvisoria in legno, ma segna l’avvio di un processo destinato a trasformare radicalmente l’area delle antiche Terme di Diocleziano.
Nel 1867, su impulso di Pio IX, viene costruita la prima stazione in muratura, con una grande copertura in ferro e vetro che introduce Roma nell’era ferroviaria moderna.
Con la proclamazione della città a capitale nel 1871 e l’inaugurazione del nuovo edificio nel 1873, Termini diventa il principale nodo ferroviario del giovane Regno d’Italia, punto di arrivo e partenza di persone, merci e idee.
Nel corso del Novecento la stazione cresce insieme alla città: aumentano i binari, si ampliano gli spazi, si progettano nuove strutture monumentali, fino ai lavori avviati negli anni Trenta e interrotti dalla guerra
La svolta arriva nel 1950 con l’inaugurazione della nuova stazione, caratterizzata dalla celebre pensilina in cemento armato soprannominata “il Dinosauro”, simbolo dell’architettura moderna italiana e cornice delle antiche Mura Serviane.
L’atrio luminoso, la galleria di testa e l’organizzazione razionale degli spazi definiscono un modello funzionale che rimane alla base dell’assetto attuale.
Dagli anni Cinquanta in poi Termini si integra con la metropolitana, si espande con nuovi servizi, attraversa il boom economico, si rinnova profondamente in occasione del Giubileo del 2000 con la nascita del grande centro commerciale sotterraneo e con interventi che ne ridefiniscono l’identità urbana.
Oggi è la più grande stazione d’Italia, una delle principali d’Europa, attraversata ogni giorno da centinaia di migliaia di persone, hub di treni regionali, alta velocità, metropolitane, autobus, servizi commerciali e spazi culturali.
Tra la Terrazza Termini, il Mercato Centrale e le nuove aree di transito, la stazione continua a evolversi, mantenendo intatto il suo ruolo di porta d’ingresso della città e luogo simbolico in cui passato, modernità e movimento si intrecciano senza sosta.