Da oggi cambia ufficialmente la disciplina degli autovelox in Italia. È stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che introduce nuove procedure per l’omologazione, la verifica e la taratura dei dispositivi di rilevamento della velocità, mettendo fine a un vuoto normativo che negli ultimi anni aveva alimentato migliaia di ricorsi contro le multe.
L’entrata in vigore del provvedimento coincide con uno dei periodi di maggiore traffico dell’anno.
Milioni di italiani sono infatti in viaggio per le vacanze estive e le nuove disposizioni puntano a garantire maggiore certezza giuridica sia agli automobilisti sia agli enti che utilizzano gli strumenti di controllo della velocità.
Stop alla confusione tra approvazione e omologazione
Il decreto, firmato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini il 9 giugno, chiarisce finalmente una distinzione che per anni è stata al centro di numerose battaglie legali: quella tra “approvazione” e “omologazione” degli autovelox.
Proprio questa incertezza normativa aveva portato la Corte di Cassazione, nel 2024, a stabilire che le multe elevate con dispositivi privi della necessaria omologazione potessero essere considerate invalide, aprendo la strada a una lunga serie di ricorsi.
Secondo il Codacons, nel 2025 gli incassi derivanti dalle sanzioni stradali nelle principali città italiane sono diminuiti dell’8,9%, anche a causa del crescente contenzioso.
Quali autovelox potranno continuare a funzionare
La principale novità riguarda proprio i dispositivi già installati.
Tutti gli autovelox omologati secondo le procedure previste per i modelli successivi al 2017 saranno considerati automaticamente conformi alle nuove regole e potranno continuare a operare.
Diverso il destino dei rilevatori più datati. Gli apparecchi precedenti dovranno essere sottoposti a verifiche tecniche obbligatorie e ottenere la nuova omologazione.
In caso contrario non potranno essere utilizzati per accertare le violazioni del Codice della Strada.
Secondo il Ministero, attualmente sono circa 3.150 gli autovelox già in regola con i requisiti previsti dal decreto. Per altri 850 dispositivi, invece, i produttori dovranno presentare la documentazione necessaria per ottenere l’omologazione del prototipo.
Controlli più severi e verifiche ogni anno
Il decreto introduce anche un sistema di controlli molto più rigoroso.
Per essere considerati affidabili, gli autovelox dovranno:
- rilevare velocità comprese almeno tra 30 e 230 chilometri orari;
- rispettare una tolleranza massima di errore di 3 km/h fino a 100 km/h e del 3% oltre tale velocità;
- essere sottoposti a una taratura iniziale prima dell’entrata in funzione;
- effettuare verifiche periodiche almeno una volta all’anno;
- garantire la completa tracciabilità di tutte le operazioni tecniche eseguite.
Se una sola di queste condizioni non verrà rispettata, il dispositivo dovrà essere immediatamente messo fuori servizio.
L’obiettivo: più sicurezza e meno ricorsi
Il provvedimento punta a rafforzare la credibilità dei controlli elettronici della velocità, eliminando le incertezze che negli ultimi anni avevano trasformato molti verbali in oggetto di contenzioso.
In una nota ufficiale, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ribadito che l’obiettivo resta quello di migliorare la sicurezza stradale, evitando però che gli autovelox vengano percepiti come uno strumento esclusivamente finalizzato a fare cassa.
Per gli automobilisti cambia quindi lo scenario: le sanzioni elevate con apparecchi conformi alle nuove disposizioni saranno molto più difficili da contestare, mentre gli enti locali dovranno garantire controlli e manutenzioni puntuali per mantenere in servizio i propri dispositivi.
Con l’estate ormai entrata nel vivo, il messaggio è chiaro: sulle strade italiane i controlli continueranno, ma dovranno essere effettuati con strumenti certificati, verificati e pienamente conformi alla legge.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – Sportpress24.com