Dalle parate leggendarie all’asta giudiziaria: confiscata la storica villa di René Higuita

In Colombia il Tribunale ha disposto il sequestro di una villa appartenente all’ex portiere della nazionale di calcio, René Higuita. Sarebbe stata acquistata con denaro sporco proveniente dal cartello del famigerato narco-boss Pablo Escobar.

Per anni è stata il simbolo del successo, dell’eccentricità e degli anni più caldi del calcio colombiano. Oggi, la lussuosa villa di René Higuita, l’indimenticabile portiere dell’“escorpión”, cambia definitivamente capitolo, lasciandosi alle spalle una lunghissima battaglia legale durata oltre tre decenni. L’immobile, situato nell’esclusivo quartiere El Poblado di Medellín, è stato definitivamente confiscato e inserito nei piani di assegnazione e asta dello Stato colombiano.

La decisione segna la parola “fine” su una vicenda giudiziaria iniziata nei primi anni ’90. Un’epoca in cui la storia dello sport in Colombia si intrecciava drammaticamente con le cronache tese del narcotraffico e dei cartelli di Medellín.

Un acquisto nell’occhio del ciclone

I guai per l’ex numero uno della Tricolor iniziarono nel 1992, quando acquistò la proprietà. Secondo le indagini della magistratura colombiana, la dimora era precedentemente appartenuta a personaggi legati al cartello del narcotraffico. In particolare alla cerchia di Pablo Escobar (con cui Higuita non ha mai nascosto di avere avuto una complessa e discussa conoscenza, culminata anche con il suo arresto nel 1993 per aver fatto da intermediario in un sequestro).

L’immobile entrò quasi subito nel mirino della Fiscalía General de la Nación nell’ambito delle leggi sull’estinzione del diritto di dominio (extinción de dominio), lo strumento giuridico utilizzato dallo Stato colombiano per confiscare i beni acquisiti con denaro di provenienza illecita o appartenuti ai cartelli.

La lunga battaglia legale di “El Loco”

Higuita e i suoi legali hanno intentato per decenni ogni tipo di ricorso, sostenendo la tesi della buona fede esente da colpa. Secondo la difesa del portiere, l’acquisto era stato un regolare investimento immobiliare. Effettuato senza la consapevolezza della reale e originaria provenienza dei fondi che avevano edificato o ristrutturato la villa.

Tuttavia, la giustizia colombiana è stata inflessibile. Le autorità hanno ribadito che la catena di passaggi di proprietà precedenti presentava anomalie insanabili legate al riciclaggio di denaro, rendendo l’atto d’acquisto originario nullo ai fini del patrimonio dello Stato.

Lo stato attuale: La gestione della proprietà è passata sotto il controllo della Sociedad de Activos Especiales (SAE), l’ente statale incaricato di amministrare e liquidare i beni confiscati alla criminalità organizzata.

Il valore del simbolo

Al di là del valore prettamente economico della struttura — un’ampia residenza dotata di ogni comfort, tipica delle grandi tenute dei vip dell’epoca — la villa di El Poblado rappresenta un pezzo di storia pop e calcistica. Era il rifugio di uno dei calciatori più rivoluzionari del secolo scorso, l’uomo che ridefinì il ruolo del portiere-libero e che fece impazzire il mondo a Wembley con la sua parata acrobatica.

Oggi, quella stessa struttura si appresta a diventare una delle tante proprietà che lo Stato colombiano destinerà a progetti sociali o alla vendita per rimpinguare le casse pubbliche. Per Higuita, un definitivo e amaro addio a un pezzo del suo turbolento passato.

Articolo a cura di Orazio Bellinghieri – Sportpress24.com

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