Wimbledon, Sinner travolge Mochizuki in tre set e vola ai quarti

L’azzurro è protagonista di un match facile contro il giapponese, molto bravo a rete: finisce 6-3 7-6(0) 6-3. Al prossimo turno sfiderà il tedesco Struff che ha approfittato del ritiro di Hurkacz

Shintaro aveva detto: “Penso che mi distruggerà. Per me Sinner è una celebrità”. Per la serie, come togliersi un po’ di pressione di dosso. Il giapponese che ha rispedito a casa Rafa Jodar negli ottavi di finale, tutto tagli e discese a rete, invece, ha costretto il numero 1 al mondo a restare sempre sul pezzo in questa prima uscita serale sul Centre Court.

Sinner non cede set, chiude 6-3 7-6(0) 6-3 in due ore e 24 minuti e conquista il 15° quarto di finale in un torneo del Grande Slam e martedì lo aspetta il late bloomer Jan-Lennard Struff, che a 36 anni e dopo una carriera in cui l’erba è stata la superficie dove si è espresso meglio, conquista il risultato più importante con i quarti di Wimbledon.

Non è ancora un Sinner che brilla, soprattutto col dritto che continua a dare grattacapi e che l’altro giorno è stato oggetto di una lunga sessione di allenamento, ma è un Sinner caparbio, che non molla e cerca di salire nei momenti importanti. Il servizio resta una gemma, 15 ace e il 71% di prime in campo, con l’82% di capitalizzazione. Gli errori restano ancora alti, 33 non forzati con 44 vincenti.

Il match

La partita comincia con Sinner che per primo deve annullare una palla break: Mochizuki scatta 15-30 e con un passante di rovescio ha l’occasione di strappare il servizio al numero 1 del mondo. Sinner la annulla appoggiandosi sul servizio. Poi, ecco il primo ace e l’accelerazione di dritto a chiudere.

Jannik ribalta immediatamente la situazione aiutato dalla prima scarsamente collaborativa del rivale: si porta 0-40 e poi, con una splendida accelerazione di rovescio lungolinea va a segno per poi consolidare 3-1. Mochizuki non riesce a colmare il gap e nel 9° game subisce un altro decisivo break, che vale a Sinner la conquista del primo set per 6-3 in 33 minuti. Il qualificato, 151 al mondo, non si perde certamente d’animo, nel secondo set entra concentrato e Jannik impiega 10 minuti per riuscire a tenere il servizio dopo la terza parità e con una palla break salvata.

Il giapponese è una spina nel fianco del numero 1 che, a parte qualche sbavatura, tiene sempre alte le percentuali di servizio e non lascia nulla al rivale ma non riesce a sfondare. Il 151 al mondo si muove bene, corre tanto, e Jannik si lamenta che la visibilità è poca. Il game del 4-4 è infinito, otto volte ai vantaggi, Mochizuki salva 3 palle break e va a chiudere per il 4-4.

La visibilità è poca, il numero 1 al mondo si lamenta di non vedere bene e infine fa valere il suo peso chiedendo che si chiuda il tetto. Il rivale nicchia un po’, vorrebbe sfruttare il momento, ma alla fine si arrende: “Se per lui va bene, allora ok”. Ci vogliono 10 minuti perché le operazioni si completino.

La ripresa

Dopo un breve warm up, si riprende con Sinner al servizio che chiude 5-4 ma non riesce a breakkare il rivale per chiudere il set. Si procede con il piccolo samurai che continua a mulinare fendenti sigillando a zero il 6-6 che porta al tie break. Miscela esplosiva, indoor+tie break, come invitare a nozze il numero 1 al mondo che scatta subito avanti con un minibreak e non lascia un punto al giapponese conquistando anche il secondo set.

Il n.1 si ridesta, e nel terzo set inserisce la marcia Sinner. Sciabolate in velocità e in risposta che il qualificato giapponese non riesce a contenere, subito break, poi di nuovo un calo da parte di Jannik che deve salvare tre palle del controbreak nel sesto game. Sul 4-2 prova ancora a strappare la battuta a Mochizuki e per prendere un dritto del rivale si lancia in tuffo. Si rialza, tutto bene.

Tre occasioni e tre difese eccezionali per il giapponese che poi, sul 5-3 al primo match point, si arrende. Il Centrale gli tributa un’ovazione, Sinner si complimenta. Ci si rivede martedì.

Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com

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