Prima Lorenzo Sonego, poi Matteo Berrettini, quindi Flavio Cobolli: il tris italiano a Wimbledon è servito. Uno dopo l’altro, i nostri si sono garantiti il terzo turno ai Championships, vincendo delle gran battaglie e raggiungendo Sinner
Sonego di nuovo al 3° turno: “E’ stata una battaglia, felice di averla portata a casa”
Il lavoro con coach Vincenzo Santopadre sta pagando, e Lorenzo Sonego per la quarta volta in carriera approda al terzo turno a Wimbledon, al termine di cinque set lottati con il canadese Gabriel Diallo.
“È stata una grande battaglia, come spesso mi capita a Wimbledon – ha detto il torinese commentando il match -: mi ricordo ancora l’anno scorso, contro Nakashima, grandissima partita sempre su questo campo. Oggi, ogni volta che andavo in difficoltà cercavo di trovare energia, perché mi piace stare nelle difficoltà, e questo mi tranquillizzava molto. Quando ero sotto o avevo problemi mi chiedevo di alzare un po’ di più l’energia. Ho sempre avuto abbastanza fiducia in quello che potevo fare: ero pronto anche ad accettare la sconfitta. Già prima della partita sei pronto anche a perdere; avevo le idee chiare su cosa dovevo fare, cosa portare in campo e cosa serviva per vincere. Se l’altro fosse stato più bravo, gli avrei dato la mano e amen. Sul 3 1 al quinto c’è stato un momento di tensione, normale al quinto set in una partita così dura. Sentivo però che in risposta stavo salendo e facevo molti più punti; questo mi ha dato fiducia, e questa fiducia è stata necessaria poi per brekkarlo”.
Su 64 partite giocate negli Slam, 14 sono finite al quinto: “Direi che mi piace la lotta. Prima di perdere cerco di non lasciarmi mai andare e di provare sempre a recuperare; questo mi dà la forza per portare la partita il più avanti possibile. Qui si vedono molte partite lottate, bisogna essere preparati e pronti fisicamente e mentalmente, per affrontare cinque set: questo è lo Slam”.
“L’inizio di stagione non poteva essere positivo, essendo infortunato – ha aggiunto a proposito delle sue condizioni fisiche -: per me era importante tornare, rimettermi a lavorare e ad allenarmi seriamente per ritrovare fiducia in me stesso, che magari era mancata dopo l’infortunio, e di conseguenza ritrovare il mio gioco. Il lavoro alla fine paga e ti dà qualcosa di positivo: sono contento di questo. Ora fisicamente mi sento bene: mi sono preparato molto bene prima di questo torneo, sono contento di come sto. Sicuramente mi sento in un momento migliore, in cui ho ritrovato la fiducia, sia nel lavoro sia in ciò che faccio. Sono abbastanza tranquillo da questo punto di vista e mi sto divertendo in campo, che è la cosa più importante”.
Il prossimo avversario – sabato – sarà lo statunitense Taylor Fritz: “La prima volta contro lui è stata proprio qui a Wimbledon nel 2018, al primo turno. Me lo ricordo, ero lucky loser. Ho vinto il primo set e poi ho perso in quattro, se non sbaglio. Era la prima volta a Wimbledon per me, arrivavo dalle qualificazioni, e ricordo che lui era stato semplicemente più forte. Dopo tanti anni, ci ritroviamo, sarà bello condividere di nuovo il campo con un giocatore di questo calibro e di questa esperienza, che sa giocare molto bene sull’erba. Mi aspetto una bella sfida”.
Il gran caldo di questo inizio d’estate sta colpendo anche Londra: “Sicuramente il caldo modifica un po’ il rimbalzo e i campi. La palla rimane un po’ meno bassa, salta di più, e può sembrare che il campo sia un po’ più lento. Io non ci ho fatto particolarmente caso, però è vero che quando fa molto caldo i campi si comportano in modo diverso”.
“Ho lavorato tantissimo sulla risposta al servizio, che era forse il mio punto un po’ più debole e dove subivo un po’ di più. Ora cerco di essere più propositivo e aggressivo in risposta; ho lavorato molto su questo – ha concluso ‘Sonny’ che ha parlato anche del futuro -. Mi sento ancora giovane, ho ancora tanto tempo per divertirmi, stare in campo e fare ciò che amo. Sono stato fortunato in quello che ho fatto, perché ho sempre fatto ciò che mi piaceva, e voglio continuare finché ci riuscirò. La famiglia e i figli sono un altro obiettivo, ma è compatibile col tennis”.
Berrettini al 3° turno: “Sto bene, sono felice e sorrido”
Il tennista romano piega in quattro set Fils e dice: “Per me oggi è stata una partita ‘da Berrettini Top 10’: poi lascio agli altri giudicare, ma sto giocando un gran tennis”
“Mi sento bene, felice. Come si è visto, avevo un grande sorriso dopo il match…” E ce l’ha ancora stampato sul volto quando entra nel Theatre, la sala conferenze principale dell’All England Club. Matteo Berrettini ha vinto una gran partita oggi sul Centre Court, e ne è consapevole. “Sapevo che avrei dovuto giocare a un livello molto alto per battere Arthur e credo di averlo fatto – ha dichiarato ai cronisti italiani presenti a Londra -; sono davvero orgoglioso di me stesso. Sono felice e sono grato di essere qui e di avere la chance di giocare un’altra partita: è per questo che mi alleno”.
Poco meno di tre ore per piegare un ottimo Arthur Fils e la conferma che su quel campo e su questa superficie Matteo potrà sempre dire la sua: “Qui a Wimbledon mi sono sempre sentito bene, ho sempre sentito la palla uscire bene, ho sempre servito bene, mi è sempre piaciuta l’aria del torneo – spiega -Non so dire se questo sia il ‘miglior’ Berrettini di sempre, ma oggi, come l’altro giorno, è stata una partita di altissimo livello, decisa su pochissimi punti. Arthur ha giocato davvero bene: da fondo, al servizio, in risposta. Per me oggi è stata una partita ‘da Berrettini Top 10’: poi lascio agli altri giudicare, ma sento di stare giocando un gran tennis, meglio o peggio di qualche anno fa non so, comunque sto bene”.
Cobolli: “Partita non scontata, sono stato bravo”
Il finalista del Roland Garros ha battuto l’australiano Duckworth in quattro set e nel prossimo turno affronterà Khachanov.
Il Theatre, la sala conferenze principale dell’All England Club parla solo italiano nel tardo pomeriggio di questo Day 4 di Wimbledon. Prima Matteo Berrettini, poi Flavio Cobolli; due volti felici e soddisfatti che raccontano due vittorie affatto scontate, contro avversari molto temibili su questa superficie: “Penso di essere stato molto bravo – il numero 10 del mondo analizza così il match con Duckworth – perché non erano due partite scontate, soprattutto quella di oggi. Credo che sia stata una prova veramente dura. Anche il team mi ha detto che oggi alla fine sono stato anche abbastanza fortunato, me la sono cavata per un pelo. La partita poteva mettersi molto male. Poi però sono stato bravo perché ogni giorno lotto contro me stesso, con le aspettative e le pressioni. Per me sono benzina per il mio tennis. Nella vita reale non amo stare al centro dell’attenzione ma in un campo da tennis mi piace. Sono contento che ci sia il mio nome sulla bocca degli altri giocatori”.
Sia Matteo sia Flavio sono maturati come tennisti anche grazie al processo di accettazione delle difficoltà che ogni giorno questo sport ti presenta: “Devi accettare quello che hai quel giorno – dice Cobolli – , lotta con quello e divertiti. Uno vorrebbe essere sempre al meglio, ma con la nostra vita è molto difficile, in 365 giorni forse solo in 8 di questi mi sono sentito al 100%. Ogni giorno lotti con dolori e con fastidi. Ormai siamo abituati. E se stai al 100% è perché magari delle volte significa che non hai dato tutto te stesso. Io preferisco sempre avere dei fastidi, paradossalmente vuol dire che sto bene”.
Nel prossimo turno affronterà il russo Karen Khachanov: “E’ un giocatore importante – conclude – . Alto, serve bene, tira forte. Su questa superficie è molto pericoloso. Però io sto giocando bene e fisicamente sono pronto. Poco fa ci siamo visti nell’ice-bath e abbiamo parlato un po’. Ci siamo anche già mandati a…. , si scherza eh”, dice ridendo, mentre esce dalla sala conferenze principale e per questa sera saluta l’All England Club.
Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com