Dal gol lampo di Galarza all’orologio dell’arbitro finito al suo polso: il retroscena che ha scatenato il ricorso turco dopo l’eliminazione contro il Paraguay.
Secondo quanto riportato dalla stampa turca e rilanciato da La Gazzetta dello Sport, la Federazione della Turchia avrebbe avviato contatti formali con la FIFA subito dopo l’eliminazione per verificare la possibilità di ottenere la ripetizione della gara contro il Paraguay, persa 1-0 e decisiva per l’uscita dal Mondiale.
La richiesta sarebbe stata sostenuta direttamente dal presidente federale Ibrahim Haciosmanoglu con il principio del “proviamoci anche se c’è solo l’1% di possibilità”.
Al centro della protesta c’è l’episodio avvenuto nel recupero del primo tempo
Durante una maxi-rissa in campo, all’arbitro salvadoregno Ivan Barton è caduto uno degli orologi tecnologici utilizzati per la direzione di gara.
Matias Galarza, già ammonito dopo appena quattro minuti, lo ha raccolto da terra e se lo è messo al polso per alcuni secondi prima di restituirlo.
Le immagini sono diventate immediatamente virali sui social.
La richiesta della Turchia
La tesi turca è che quel comportamento avrebbe dovuto essere punito con un secondo cartellino giallo e quindi con l’espulsione del centrocampista paraguayano.
Galarza, peraltro, era già il protagonista della partita avendo segnato il gol vittoria dopo appena un minuto di gioco.
La FIFA però non ha ritenuto l’episodio sufficiente per mettere in discussione la regolarità della gara e ha respinto il ricorso senza aprire alcuna procedura per la ripetizione dell’incontro.
Un altro elemento curioso è che la stessa partita era già finita sotto i riflettori per un episodio storico: l’espulsione del paraguayano Miguel Almirón, il primo calciatore nella storia dei Mondiali ad essere espulso per aver coperto la bocca durante una discussione con un avversario, in applicazione della nuova normativa FIFA.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – Sportpress24.com