La falla nei Bus elettrici, esplode la polemica a Roma: “Autonomia ridotta con il caldo”. L’opposizione attacca il Campidoglio e le spese di Gualtieri

I nuovi bus elettrici presenti a Roma di proprietà Atac e sovvenzionati dai fondi del Comune di Roma, finiscono al centro di una dura polemica politica.

A scatenare le critiche sono state le segnalazioni relative all’autonomia di alcuni mezzi entrati recentemente in servizio nella Capitale, che durante le giornate caratterizzate da temperature particolarmente elevate avrebbero dovuto interrompere anticipatamente il proprio turno per rientrare nei depositi e procedere alla ricarica delle batterie.

La vicenda ha immediatamente acceso il confronto in Assemblea Capitolina, dove le opposizioni hanno chiesto chiarimenti sull’efficacia dell’investimento da circa 250 milioni di euro sostenuto per l’acquisto di 411 autobus elettrici destinati a contribuire alla transizione ecologica del trasporto pubblico romano.

Secondo quanto emerso, l’utilizzo continuo dell’aria condizionata nelle giornate più calde avrebbe inciso in maniera significativa sui consumi energetici dei mezzi, riducendone l’autonomia operativa e rendendo necessario il rientro anticipato di alcuni veicoli.

Atac ha spiegato che le elevate temperature registrate nelle ultime settimane hanno avuto un impatto sulle prestazioni delle batterie e ha assicurato di essere già al lavoro per individuare soluzioni operative e tecniche che consentano di ottimizzare il servizio e garantire la piena efficienza della flotta.

Le spiegazioni dell’azienda non hanno tuttavia placato le polemiche politiche

Mariacristina Masi, consigliera comunale di Fratelli d’Italia, ha parlato di un fatto particolarmente grave qualora venisse confermato che l’autonomia dei mezzi subisce una riduzione significativa proprio a causa dell’utilizzo della climatizzazione.

Secondo l’esponente dell’opposizione, una città come Roma, che ogni estate deve affrontare lunghi periodi di caldo intenso, non può permettersi mezzi che rischiano di andare in difficoltà proprio nei momenti di maggiore necessità.

Sulla stessa linea anche Maurizio Politi, consigliere capitolino della Lega, che ha definito la vicenda una dimostrazione delle criticità nella pianificazione dell’investimento.

Secondo Politi, sarebbe necessario valutare con maggiore attenzione l’impatto delle condizioni climatiche reali sull’autonomia dei veicoli prima di procedere con un’operazione di tale portata economica.

Le opposizioni contestano in particolare la possibilità che l’autonomia effettiva dei mezzi possa risultare sensibilmente inferiore rispetto a quella dichiarata in condizioni ideali, sostenendo che l’eventuale riduzione delle percorrenze potrebbe ripercuotersi sulla regolarità del servizio e sull’organizzazione delle corse.

Per fare piena luce sulla situazione sono annunciate interrogazioni e richieste di approfondimento rivolte all’amministrazione capitolina e ai vertici di Atac.

Al centro del dibattito vi sono sia gli aspetti tecnici relativi alle prestazioni dei nuovi autobus sia la pianificazione dell’infrastruttura necessaria a supportare la progressiva elettrificazione del trasporto pubblico romano.

La vicenda arriva in una fase cruciale per il piano di rinnovamento della flotta della Capitale, che punta a ridurre le emissioni e modernizzare il servizio attraverso l’introduzione di mezzi a basso impatto ambientale.

Un obiettivo condiviso da tutte le forze politiche, ma che ora si confronta con le difficoltà operative emerse durante le prime settimane di utilizzo dei nuovi autobus elettrici nel pieno dell’estate romana.

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