La scomparsa di Sarah e Alisya Di Giacinto, di 12 e 16 anni, avvenuta nella notte tra il 6 e il 7 giugno 2026 dalla comunità per minori Ofh Hope di Civitella Alfedena, continua a generare interrogativi e tensione.
Le due ragazze sono svanite nel nulla da una struttura isolata, priva di videosorveglianza e con una porta‑finestra danneggiata, elemento che rende difficile comprendere come possano essersi allontanate senza essere notate.
Le indagini oscillano tra l’ipotesi di una fuga volontaria e quella, sempre più considerata, di un allontanamento con l’aiuto di terzi.
La Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per sottrazione di minore contro ignoti, mentre quella dell’Aquila indaga per abbandono di minore, alla luce delle criticità emerse nella gestione della struttura.
I cellulari delle ragazze sono stati ritrovati nella stanza, dettaglio che complica ulteriormente la ricostruzione.
Il padre, Stefano Di Giacinto, ha presentato due denunce e continua a chiedere collaborazione, convinto che le figlie non fossero sole. La madre, Valentina D’Acunto, ha diffuso un appello accorato affinché le ragazze tornino o facciano sapere di stare bene.
L’associazione Penelope ha invitato chiunque sappia qualcosa a parlare, sottolineando la gravità di trattenere o nascondere due minori.
Restano aperte domande cruciali: come è stato possibile che due adolescenti sparissero nel cuore della notte senza lasciare tracce, chi potrebbe averle aiutate, perché nessuno si è accorto di nulla e se le misure di sicurezza della comunità fossero adeguate.
Finché non emergeranno risposte, la vicenda continuerà a rappresentare una ferita aperta per le famiglie e per l’intero Paese.