Vannacci nega l’esistenza del femminicidio all’assemblea costituente di Futuro Nazionale

Ci chiediamo allora come dovremmo definire quei delitti che avvengono all’interno di uno schema ricorrente e ben riconoscibile: donne uccise da uomini che non accettano la loro autonomia, la loro libertà di scelta o la fine di una relazione.

I femminicidi hanno una matrice comune. Non sono omicidi come gli altri. Sono uccisioni che si collocano all’interno della violenza di genere e che affondano le proprie radici in dinamiche di possesso, controllo e sopraffazione esercitate sulle donne in quanto donne.

Le parole dell’ex generale ignorano non solo decenni di studi sociologici e criminologici sulla violenza maschile contro le donne, ma anche il quadro normativo internazionale rappresentato dalla Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia nel 2013.

La posizione di Vannacci non sorprende

Da tempo sostiene una visione della società che guarda al passato, promuovendo il matrimonio tradizionale e criticando strumenti come le quote di genere.

Ci chiediamo quale modello sociale immagini per le famiglie italiane di oggi, in un contesto in cui per sostenere affitti, mutui, bollette e costo della vita è spesso necessario il contributo economico di entrambi i genitori.

Se l’obiettivo dichiarato è favorire la crescita demografica, sarebbe utile chiarire quali misure concrete si intendano proporre sul piano dei servizi: asili nido accessibili, orari scolastici compatibili con il lavoro, sostegni economici alle famiglie e politiche di conciliazione tra vita e occupazione.

Colpisce infine che sia stata Giulia Bongiorno ad indignarsi per le affermazioni di Vannacci. Una reazione che appare in contrasto, agli occhi di molte realtà femministe, con le posizioni sostenute dalla stessa parlamentare negli ultimi tempi sul ddl contro  la violenza sessuale e tutela delle donne.

Valeria Civale per SportPress24

 

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