Le parole del presidente della FIFA, Gianni Infantino, continuano a far discutere in Italia.
Dopo la battuta pronunciata durante un’intervista a CazéTV, nella quale ha ironizzato sulla mancata qualificazione degli Azzurri agli ultimi Mondiali sostenendo che forse servirà una Coppa del Mondo a “64 squadre o magari a 208” per rivedere l’Italia nella fase finale, è arrivata la dura reazione della FIGC.
Negli ambienti della Federazione il giudizio è netto. Le dichiarazioni del numero uno della FIFA sono considerate “un’uscita infelice” e soprattutto “una caduta di stile che ha ferito il sentimento dell’intera comunità sportiva italiana”.
Una presa di posizione significativa, che fotografa il malumore presente nel calcio italiano nei confronti di un commento percepito come irrispettoso nei confronti di una Nazionale che, pur attraversando uno dei periodi più difficili della sua storia recente, resta una delle più titolate e prestigiose al mondo.
La Federazione, guidata ancora dal presidente dimissionario Gabriele Gravina per il disbrigo degli atti indifferibili, ha voluto sottolineare un principio fondamentale: “Nella vittoria e nella sconfitta il calcio insegna valori che partono dal rispetto”.
Un messaggio che suona come una risposta diretta alle parole di Infantino e che richiama il ruolo istituzionale che il presidente della FIFA dovrebbe ricoprire nei confronti di tutte le federazioni affiliate.
Anche il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha scelto una linea prudente ma non ha nascosto il proprio interesse a chiarire la vicenda.
“Una cosa sono le informazioni riportate e una cosa è sentirlo direttamente. Preferisco prima fare una verifica e poi dopo mi esprimerò”, ha dichiarato, aggiungendo di voler contattare personalmente Infantino per comprendere il senso delle sue affermazioni.
La polemica arriva in un momento particolarmente delicato per il calcio italiano
Dopo le mancate qualificazioni ai Mondiali del 2018 e del 2022 e le difficoltà emerse nel percorso verso il torneo del 2026, la Nazionale è già al centro di un acceso dibattito interno.
Per questo motivo, le parole del presidente della FIFA sono state vissute da molti come una provocazione fuori luogo, soprattutto considerando il prestigio storico dell’Italia, quattro volte campione del mondo.
Quella che probabilmente nelle intenzioni di Infantino voleva essere una battuta si è trasformata in un caso diplomatico.
E mentre dalla FIFA, al momento, non sono arrivate precisazioni ufficiali, in Italia cresce la convinzione che da chi rappresenta il calcio mondiale ci si aspetti ben altro tono quando si parla di una delle nazionali che hanno contribuito a scrivere la storia di questo sport.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – Sportpress24.com