A pochi giorni dall’inizio del Mondiale 2026, il presidente della FIFA Gianni Infantino ha ribadito con forza il ruolo decisivo svolto dal presidente degli USA Donald Trump nell’organizzazione della manifestazione che si disputa tra USA, Messico e Canada.
Nel corso della conferenza stampa tenuta nello storico Estadio Azteca, Infantino ha risposto alle domande sul rapporto privilegiato instaurato con Trump, spendendo parole che non sono passate inosservate.
“Ho un ottimo rapporto con lui e ne sono molto contento. Senza il suo impegno e il suo coinvolgimento sarebbe semplicemente impossibile organizzare un Mondiale negli Stati Uniti”, ha dichiarato il numero uno della FIFA, respingendo le critiche ricevute negli ultimi mesi per la vicinanza all’amministrazione americana.
Il dirigente svizzero ha inoltre escluso qualsiasi ripensamento sulla scelta di assegnare il torneo al Nord America.
“Nessun pentimento.
Sono abituato ad affrontare i problemi. Alcuni arrivano dagli Stati Uniti, altri dal Canada, altri dal Messico. Cercheremo di risolverli nel miglior modo possibile”.
Il caso Iran e l’orgoglio della FIFA
Tra i temi più delicati affrontati da Infantino c’è stata la partecipazione dell’Iran, qualificato nonostante le tensioni geopolitiche e il conflitto che coinvolge Teheran, Washington e Israele.
Il presidente FIFA ha raccontato un retroscena significativo: “Quando ho incontrato la nazionale iraniana ad Antalya, qualcuno mi disse che non sarebbero riusciti a partecipare al Mondiale. Io risposi che si erano qualificati e che sarebbero venuti. E così è stato”.
Con una battuta che ha strappato qualche sorriso, Infantino ha aggiunto: “Ero pronto a guidare personalmente il bus da Teheran fino al Mondiale, ma non è stato necessario. L’hanno guidato da soli”.
Parole che evidenziano la volontà della FIFA di mantenere il calcio al di sopra delle tensioni politiche internazionali, un tema che accompagnerà inevitabilmente tutta la manifestazione.
Polemiche sui prezzi dei biglietti
Non sono mancate le domande sulla questione biglietti, uno degli argomenti più discussi dagli appassionati. Infantino ha difeso la politica dei prezzi adottata dalla FIFA, sottolineando numeri che definisce straordinari.
«Abbiamo già venduto oltre sei milioni di biglietti. La domanda è stata senza precedenti, superiore di dieci volte rispetto alle aspettative», ha spiegato.
Secondo il presidente FIFA, oltre 800.000 tagliandi sono stati acquistati soltanto per le gare in California e nell’area di Los Angeles, mentre le lamentele ricevute sarebbero state appena tre.
Infantino ha inoltre rivendicato la convenienza dei prezzi rispetto agli altri grandi eventi sportivi statunitensi: “Il nostro biglietto d’ingresso da 60 dollari è il più economico tra tutti gli eventi playoff degli sport americani. Anche il prezzo medio, inferiore ai 500 dollari, è il più basso”.
Frecciata ai media
Nel finale non è mancata una stoccata ai mezzi di comunicazione. Il presidente FIFA ha citato il sindaco di New York City, Zohran Mamdani, che ha ricevuto ampia attenzione mediatica per aver messo in vendita mille biglietti a 50 dollari.
“Noi abbiamo venduto 130.000 biglietti a 60 dollari e non abbiamo ricevuto la stessa copertura”, ha osservato polemicamente.
Le dichiarazioni di Infantino confermano come il Mondiale 2026 non sarà soltanto una grande festa sportiva, ma anche un evento destinato a intrecciarsi con politica, diplomazia e questioni economiche.
E, a giudicare dalle parole del presidente FIFA, il ruolo di Donald Trump nella riuscita del torneo resterà uno dei temi più dibattuti dell’intera competizione.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – Sportpress24.com