A pochi giorni dall’inizio del Mondiale 2026 in Nord America, una nuova ombra si allunga sulla governance del calcio internazionale.
L’ex presidente della UEFA, Michel Platini, ha presentato una denuncia penale in Francia contro il presidente della FIFA, Gianni Infantino, accusandolo di aver partecipato a una presunta cospirazione che gli avrebbe impedito di conquistare la guida del massimo organismo calcistico mondiale nel 2016.
La denuncia, depositata lunedì presso le autorità francesi, coinvolge anche altri cinque ex funzionari del calcio e della magistratura svizzera.
Tra questi figurano l’ex procuratore generale della Confederazione Elvetica, Michael Lauber, e l’allora direttore legale della FIFA, Marco Villiger.
Secondo la tesi sostenuta da Platini e dai suoi legali, sarebbe stato orchestrato un sistema di false accuse, traffico d’influenze e manipolazione giudiziaria con l’obiettivo di estrometterlo dalla corsa alla presidenza FIFA.
Un’accusa pesantissima che riporta alla ribalta una delle vicende più controverse della storia recente del calcio mondiale.
Il caso che cambiò il destino della FIFA
Nel 2015 Platini era considerato il naturale successore di Sepp Blatter. L’ex campione francese godeva di un ampio consenso internazionale e appariva il favorito per raccogliere l’eredità di Blatter, travolto dalle indagini federali statunitensi che avevano scosso la FIFA.
Comunque, proprio mentre la sua candidatura sembrava destinata al successo, emerse l’indagine svizzera relativa a un pagamento di 2 milioni di franchi svizzeri ricevuti da Platini per attività di consulenza svolte anni prima per la FIFA.
L’inchiesta portò alla sospensione sia di Platini sia di Blatter, spalancando la strada all’elezione di Infantino nel febbraio 2016.
Negli anni successivi, però, la giustizia svizzera ha assolto entrambi gli imputati. Una prima sentenza favorevole è arrivata nel 2022, seguita dalla conferma dell’assoluzione in appello nel 2025.
Nonostante ciò, Platini sostiene che il danno alla sua carriera e alla sua immagine sia ormai irreparabile.
Richiesta di risarcimento alla FIFA
Oltre alla denuncia penale, l’ex numero uno della UEFA ha annunciato l’intenzione di avviare un’azione civile contro la FIFA per ottenere un risarcimento economico.
Secondo il suo entourage, l’obiettivo è accertare le responsabilità di coloro che avrebbero contribuito a costruire il procedimento giudiziario che ne causò l’esclusione dalla corsa presidenziale.
La FIFA, al momento, non ha rilasciato commenti ufficiali sulla nuova iniziativa legale.
Tempismo delicato per il calcio mondiale
L’offensiva giudiziaria arriva in un momento particolarmente delicato per la FIFA. Tra pochi giorni prenderà infatti il via il Mondiale 2026, il più grande della storia, organizzato tra Stati Uniti, Canada e Messico.
Una competizione che vedrà ancora una volta Infantino protagonista sulla scena internazionale, spesso al fianco del presidente americano Donald Trump durante gli eventi istituzionali legati al torneo.
La nuova mossa di Platini rischia dunque di riaprire una ferita mai completamente rimarginata nella politica del calcio mondiale.
A oltre dieci anni dagli scandali che sconvolsero la FIFA, la battaglia tra due degli uomini più influenti del pallone internazionale è tutt’altro che conclusa.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – Sportpress24.com