Flavio Cobolli cede in cinque set, ed il n.3 al mondo conquista il Roland Garros dopo aver perso le prime tre finali Major.
Cobolli si consola con la certezza di essere n.10 al mondo a partire da lunedì.
Flavio Cobolli ha lottato, come e anche più di quell’Hulk che si è tatuato sulla pelle, ma non è bastato per avverare il sogno di conquistare il Roland Garros. Il 7 giugno 2026 è il giorno del primo major in carriera per Alexander Zverev. Il n.3 al mondo ha portato a casa il match col punteggio finale di 61 46 64 67(5) 61 dopo 4 ore e 16 minuti. Sullo stesso campo in cui quattro anni fa si era strappato tutti i legamenti della caviglia destra, questa volta le urla di gioia e di liberazione hanno forse rimarginato le ferite e chiuso un cerchio.
Aveva perso le prime tre finali in uno Slam, tra le quali anche quella di Parigi nel 2024, e oggi ha sfidato la miglior versione di sempre di Cobolli, che considera proprio il tedesco classe 1997 uno dei suoi migliori amici sul circuito. Il romano, che iniziava il torneo come n.14 e testa di serie n.10, può consolarsi con la certezza di entrare in Top 10 da lunedì (come n.10), e con la convinzione di essere – anche al di là dei numeri – oramai parte dell’élite del tennis.
Sascha Zverev è campione del Roland Garros, batte Flavio Cobolli dopo una battaglia estenuante di fisico e nervi 6-1 4-6 6-4 6-7(5) 6-1 in 3 ore e 52 e si strappa di dosso l’etichetta di grande incompiuto. Davanti a Dominic Thiem che nel 2020 gli aveva portato via lo Us Open rimontando da due set di svantaggio, il tedesco chiude il conto anche con Parigi dove nel 2022 aveva messo a rischio la carriera rompendosi una caviglia nella semifinale contro Rafa Nadal.
Finisce in lacrime, Sascha, che poi si scioglie in un abbraccio con Flavio Cobolli, uno dei suoi più cari amici sul circuito. L’Italia non può festeggiare un nuovo campione Slam dopo Pietrangeli, Panatta e Sinner. E l’Adriano Nazionale, costretto a un supplizio di quasi quattro ore in giacca e sotto il sole, non ha nemmeno la soddisfazione di passare il trofeo nelle mani di un altro italiano.
La partita
Flavio è chiaramente teso, la prima finale Slam è una gioia talmente grande da bloccare i pensieri, stordire, rallentare. È quello che succede a Cobolli che nel primo set viene praticamente annichilito dal tedesco e dalla preoccupazione. Non riesce a mettere in pratica quello che si era preparato in allenamento, prende un break in apertura che lo abbatte. Decide tutto Zverev che consolida facilmente con quattro punti consecutivi per il 2-0 e nel terzo game, finalmente, il romano nato a Firenze riesce a muovere il punteggio, 2-1.
Il tedesco serve bene, trova profondità e angoli e con un secondo break di fatto chiude la faccenda e mette in tasca il primo parziale in 34 minuti. Adriano Panatta, campione su questo campo 50 anni fa, osserva con un pizzico di preoccupazione quel giovane concittadino che cerca di arginare la potenza di Sascha, e nel secondo set le cose vanno un po’ meglio. Cobolli si scioglie un po’, nel 5° game da 40-0 si fa raggiungere sul 40-30 ma riesce a tenere il servizio e questi gli dà coraggio. Tanto che nel settimo game arriva la prima occasione di break per lui, sostenuto dallo stadio che vuole la partita.
Dopo uno scambio di 23 colpi, il più lungo del match fino a quel momento, Zverev riesce a a salvarsi ma non a chiudere, e dopo essere andato quattro volte ai vantaggi, con un doppio fallo concede una seconda palla break. Stavolta Cobolli è sul pezzo e scatta avanti 4-3, poi 5-3: “è questo che devo fare!” si dice. Nel nono game si lotta, con Cobolli quattro volte ai vantaggi ma incapace di chiudere. Sul 5-4 Flavio serve per il set, cede il primo 15 poi chiude 6-4 in 51 minuti. Nel terzo set, il romano concede due palle break, 15-40, annulla la prima e lo stadio canta per lui “Olè Flaviò”. Servizio e volée, annulla anche la seconda e poi tiene il servizio. Flavio c’è. Nell’ottavo game non trema sul 30-30 con una volée di rovescio e un lungolinea rimette le cose a posto. Con palle nuove, Zverev chiude per il 5-4 in un amen, Cobolli infila tre errori di dritto subito dopo e cede servizio e terzo set 6-4. Zverev è a un set dal sogno di una carriera e forse se ne rende conto: infila due doppi falli nel game, 15-40.
Uno scambio intenso da fondo induce il tedesco all’errore, è break per Flavio. Lo stadio vuole il 5° set, l’italiano consolida il break e allunga 3-1. Sul 3-2 il guaio: un doppio fallo e un dritto fuori, Cobbo è sotto 0-30, poi 0-40. Con la freddezza dei grandi le annulla ma ancora un errore di dritto lo inguaia. Serve una seconda, e il rovescio in rete è una doccia gelata. Controbreak e tutto da rifare, 3-3. Flavio si arrabbia, impreca. Ma è il momento di mantenere i nervi saldi, Zverev concede e sul 15-30 una risposta vincente di Flavio si trasforma in palla break.
Sciaguratissimo serve and volley del tedesco che perde ancora il servizio, 4-3 Italia e Cobbo ulra “Io sono ancora qui. Tu no”, forse sfogando la frustrazione col suo angolo. Al momento di servire per il set, sul 5-4, Cobolli finisce sotto 0-30.
Dimezza lo svantaggio e torna 30-30 aiutato anche dal nastro che manda fuori la palla del tedesco, ma subito dopo arriva la palla break che Sascha capitalizza con un lungolinea di rovescio. Tutto da rifare, di nuovo, sul 5-5. Sul cambio campo del 6-5 entra il fisio per Zverev, massaggia le ginocchia mentre lui si misura la glicemia. Flavio chiude a zero, è ancora vivo. Il minibreak di apertura è suo con un passante incrociato incorsa da film che scatena lo Chatrier. Rovina tutto con un errore di dritto mentre lo schermo inquadra Thiem.
Ancora un errore e cede anche il secondo servizio, 2-1 Zverev. Tutto lo stadio urla “Flavio” ma Sascha sale 3-1. Cobbo riagguanta il 3-3 sempre con il pubblico a spingerlo e il tedesco commette doppio fallo, 5-3 Italia. Sul 5-4 palla corta e set point, 6-4. Un tentativo di smash in campo aperto finisce malamente fuori.
Resta un set point, ma è sul servizio di Zverev. E allora? Un lungolinea di dritto che sembra fatto col righello condanna Zverev al quinto set.
Epilogo
Zverev chiama il fisio, prende una pastiglia, dopo 3 ore e 37 minuti c’è ancora da giocare. Flavio va negli spogliatoi, si cambia, e concede subito due palle break. Le annulla ma alla terza passa Zverev. Cobolli si arrabbia “Non mi devi parlare porca….”, ancora rivolto ai suoi. L’azzurro resta lì, ha un’occasione di controbreak ma non la sfrutta.
Zverev prende coraggio e nel game successivo va avanti nel punteggio, 15-30. Cobolli è nervoso, le prime non collaborano, tenere questo servizio è vitale e la pressione lo porta di nuovo a concedere due palle break. Annulla la prima con una coraggiosissima volée di rovescio, ma la seconda è fatale e subisce un doppio break, 3-0 Sascha. Subito dopo ha due palle break, ma sulla seconda sbaglia uno smash.
Il tedesco concede ancora ma Flavio non ne approfitta finisce sotto 4-0. Finisce così, con l’azzurro che non riesce più ad agganciare il numero 3 al mondo e cede anche il servizio per l6-1 finale del tedesco, che si butta a terra.
Stremato dalla fatica e dalla paura.
Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com