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Il business del calcio europeo guarda al futuro: crescita, valore e sostenibilità al centro del summit di Budapest

Il business del calcio europeo guarda al futuro: crescita, valore e sostenibilità al centro del summit di Budapest

Alla vigilia della finale di UEFA Champions League tra Paris Saint-Germain e Arsenal, la capitale ungherese ha ospitato uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati all’industria del calcio.

Il 29 maggio, dirigenti, investitori, rappresentanti delle istituzioni calcistiche e protagonisti del settore si sono ritrovati per l’evento “The Business of European Football: Growth, Value and Sustainability”, organizzato da Football Benchmark e Social Football Summit.

Moderato dal noto giornalista sportivo Pedro Pinto, il summit ha rappresentato un momento di confronto sulle grandi sfide che attendono il calcio europeo: dalla crescita del valore dei club alla sostenibilità economica, fino alla tutela dei calciatori in un calendario sempre più fitto di impegni.

Il calcio europeo continua a crescere

La prima sessione è stata dedicata ai risultati del rapporto Football Clubs’ Valuation: The European Elite 2026, pubblicato da Football Benchmark.

I dati confermano come i principali club europei abbiano ormai assunto una dimensione globale, trasformandosi in marchi internazionali capaci di attrarre investimenti, sponsor e milioni di tifosi in ogni continente.

Andrea Sartori, fondatore e CEO di Football Benchmark, ha sottolineato l’eccezionale crescita registrata nell’ultimo decennio:

“L’espansione del calcio europeo d’élite è stata straordinaria. Tra i principali indici finanziari mondiali, soltanto il Nasdaq ha generato una crescita superiore a quella prodotta dai maggiori club europei.

È un risultato impressionante per un settore che, pur non essendo enorme dal punto di vista economico, possiede una forza unica grazie alla sua rilevanza culturale e alla capacità di costruire brand globali.”

Secondo Sartori, i finalisti della Champions League 2026 rappresentano perfettamente questa tendenza: il Paris Saint-Germain è ormai uno dei marchi sportivi più riconoscibili al mondo, mentre l’Arsenal ha costruito il proprio valore attraverso un percorso di crescita graduale e sostenibile sia sul piano sportivo sia su quello commerciale.

Nel corso del dibattito si è parlato anche dell’impatto delle nuove regole UEFA sulla sostenibilità finanziaria.

Andrea Traverso, direttore esecutivo della divisione Financial Sustainability & Research della UEFA, ha evidenziato come le normative introdotte negli ultimi anni abbiano contribuito a una maggiore disciplina gestionale:

“Oggi molti dei principali club europei sono organizzazioni altamente professionali, capaci di generare ricavi significativi e di operare con una mentalità manageriale molto più evoluta rispetto a vent’anni fa.”

Il modello Como 1907: dalla Serie B alla Champions League

Uno dei momenti più seguiti dell’evento è stato il focus dedicato al sorprendente percorso del Como 1907, protagonista di una crescita che lo ha portato dai campionati minori italiani fino alla qualificazione alla prossima UEFA Champions League.

Il presidente Mirwan Suwarso ha attribuito gran parte del successo alla cultura aziendale costruita negli ultimi anni.

“La cultura è stata la decisione più importante che abbiamo preso. Tutto è partito da Cesc Fàbregas, che ha trasmesso alla squadra la convinzione di poter competere in qualsiasi sfida. Questo spirito si è diffuso in tutto il club.”

Suwarso ha ricordato anche il contributo di figure come Thierry Henry e Raphaël Varane, coinvolti nel progetto societario e capaci di alimentare una mentalità innovativa all’interno dell’organizzazione.

Guardando al futuro, il numero uno del club lombardo ha sottolineato come la qualificazione alla Champions rappresenti una grande opportunità:

“Non possiamo considerarla un traguardo scontato. La Champions ci permette di accelerare il nostro sviluppo, sia dal punto di vista sportivo sia sotto il profilo organizzativo e dell’innovazione.”

L’esempio del Como è stato indicato come uno dei modelli emergenti del calcio europeo, capace di combinare ambizione sportiva, crescita commerciale e sviluppo culturale.

La sostenibilità passa dalla tutela dei calciatori

L’ultima sessione ha affrontato uno dei temi più dibattuti del momento: l’espansione del calendario internazionale e il conseguente aumento del carico di lavoro per i calciatori.

Al tavolo erano presenti rappresentanti di FIFPRO, della Professional Footballers’ Association inglese (PFA) e delle European Leagues.

Maheta Molango, amministratore delegato della PFA e membro del consiglio di FIFPRO, ha lanciato un messaggio chiaro:

“Dobbiamo tornare a mettere il gioco al centro di tutto. Troppo spesso si parla di ciò che ruota attorno al calcio e non della qualità del calcio stesso. La crescita dell’industria è positiva, ma i giocatori e la qualità dello spettacolo devono restare il fulcro delle decisioni.”

Sulla stessa linea Alberto Colombo, Managing Director e segretario generale delle European Leagues:

“Ogni decisione relativa al calendario ha conseguenze sull’intero ecosistema calcistico: campionati, club, giocatori e tifosi. Per questo servono processi decisionali più inclusivi e una governance che tenga conto degli interessi di tutti gli attori coinvolti.”

Budapest crocevia del calcio del futuro

Le discussioni emerse durante il summit hanno confermato come il calcio europeo stia vivendo una fase di forte crescita economica e di espansione internazionale.

Allo stesso tempo, dirigenti e istituzioni sono chiamati a trovare un equilibrio tra sviluppo commerciale, competitività sportiva e sostenibilità a lungo termine.

L’appuntamento di Budapest ha rappresentato inoltre una tappa di avvicinamento al grande evento organizzato dal Social Football Summit, in programma il 10 e 11 novembre 2026 all’Allianz Stadium di Torino, dove torneranno a confrontarsi i principali protagonisti dell’industria calcistica mondiale.

Il business del calcio europeo guarda al futuro: crescita, valore e sostenibilità al centro del summit di Budapest
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Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com 

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