Arteta applaude il PSG ma mastica amaro: “Fa male, ora trasformiamo il dolore in energia”

Il sogno dell’Arsenal si è infranto soltanto all’ultimo atto. Dopo una Champions League straordinaria, vissuta senza sconfitte fino alla finale di Budapest, i Gunners hanno dovuto arrendersi al Paris Saint-Germain ai calci di rigore, vedendo sfumare il trofeo più prestigioso del calcio europeo a un passo dal traguardo.

In conferenza stampa, Mikel Arteta si è presentato con il volto segnato dalla delusione, ma senza cercare alibi per una sconfitta arrivata al termine di una battaglia equilibrata e combattuta fino all’ultimo minuto.

“Sento dolore. Quando sei a un passo dal vincere il trofeo più importante d’Europa e perdi ai rigori, è l’unica cosa che puoi provare”, ha dichiarato il tecnico spagnolo. “Adesso dobbiamo lasciare passare questa sofferenza e trasformarla in benzina per raggiungere un livello ancora più alto”.

Nonostante l’amarezza, Arteta ha voluto rendere omaggio agli avversari, riconoscendo apertamente il valore della squadra guidata da Luis Enrique.

“Voglio congratularmi con il PSG. Oggi è la migliore squadra del mondo. Non volevamo giocare in questa maniera, ma loro ti costringono a farlo. Hanno qualità, intensità e una struttura di gioco che ti mette continuamente sotto pressione”.

Parole che certificano il rispetto dell’allenatore londinese nei confronti dei campioni d’Europa, protagonisti di una finale in cui l’Arsenal ha dovuto spesso adattarsi ai ritmi e alle soluzioni tattiche imposte dai francesi.

Tuttavia, nel corso della conferenza non è mancata una vena polemica nei confronti della direzione arbitrale e delle decisioni del VAR. Arteta ha infatti puntato il dito contro alcuni episodi che, a suo giudizio, avrebbero meritato una valutazione differente.

“C’è poi la questione dei rigori. Quello assegnato per il fallo di Mosquera e quello non dato su Madueke. Sinceramente non capisco perché uno possa essere considerato rigore e l’altro no. Per me l’intervento su Madueke poteva essere fischiato tranquillamente”.

Una dichiarazione destinata ad alimentare il dibattito nelle ore successive alla finale, anche se il tecnico ha evitato di attribuire esclusivamente agli episodi arbitrali la responsabilità della sconfitta

L’Arsenal lascia Budapest senza la coppa, ma con la consapevolezza di aver disputato una stagione europea di altissimo livello.

I Gunners sono arrivati all’ultimo atto imbattuti e hanno dimostrato di poter competere alla pari con le migliori squadre del continente.

La delusione è enorme, ma il messaggio di Arteta è chiaro: questa sconfitta non deve rappresentare un punto di arrivo, bensì l’inizio di una nuova crescita.

Perché se il PSG oggi siede sul trono d’Europa, l’Arsenal ha dimostrato di essere ormai a un solo passo da quel livello.

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com 

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