Champions League, le parole di Dembele e Marquinhos prima della finale

Domani alle 18,00 andrà in scena la finale di Champions League che metterà di fronte PSG e Arsenal. In vista di questa grande sfida, i rappresentanti delle due squadre parleranno ai giornalisti per presentare la partita. La conferenza stampa l’ha aperta Ousmane Dembele che ha risposto alle domande dei giornalisti presenti in vista della finale di Champions League. Subito dopo ha parlato anche Marquinhos parlando dello stato di forma della squadra e delle contromisure per fermare gli avversari.

LE PAROLE DI DEMBELE

“Ho più responsabilità da quando sono arrivato al ParisSaint-Germain? No, io cerco semplicemente di essere bravo in campo, sia nelle grandi partite come dici tu, sia in quelle più piccole. Non è cambiato nulla: ho sempre questa voglia, questa fame di vincere trofei con questo club, con questo staff, con questa squadra. È l’unica cosa che ho in testa. I premi individuali fanno molto parlare ma vengono dopo. La cosa più importante è vincere con il Paris Saint-Germain, rendere felici tutti i nostri tifosi e il club. Non c’è niente di più importante”.

“La vittoria della scorsa stagione può fare la differenza? Sì, l’anno scorso abbiamo conquistato il primo titolo e ci ha fatto davvero bene. Eravamo tutti felici. È stata una serata storica per il Paris Saint-Germain ma come ho detto ad agosto tutto riparte da zero e vogliamo continuare a vincere trofei. Abbiamo un gruppo giovane con tantissima ambizione. Non vogliamo fermarci qui: vincere domani è importante. Sappiamo che potrebbe essere qualcosa di storico. Però resteremo concentrati, sappiamo di avere davanti una grande squadra, quindi faremo di tutto per conquistare questo trofeo che è importante per il club”.

LA CONDIZIONE FISICA DEL FRANCESE

“Hai avuto paura di saltare questa finale? No, non ho avuto paura di saltare questa finale perché mi sono fermato in tempo. Ho avuto 10-15 giorni per prepararmi bene a questa partita. So che è stata una stagione difficile per tutti i giocatori del Paris Saint-Germain. Non abbiamo avuto molte vacanze, ma il mister e lo staff hanno gestito molto bene la stagione ed è grazie a questo che oggi siamo in finale di Champions League. Mi sento al 100% e anche il gruppo è pronto. Abbiamo preparato la partita con serenità e tranquillità e speriamo che domani vada tutto bene”.

“Come state vivendo internamente questo momento e come l’avete preparato mentalmente? Molto bene, ci godiamo questi momenti. Siamo molto concentrati. Come ho detto, abbiamo un gruppo giovane, uno staff incredibile e giocatori straordinari che hanno voglia di vincere trofei. Viviamo tutto questo con serenità. Abbiamo fame di vincere tutto: Champions League, campionato e coppa. Siamo competitivi. Se vuoi essere un grande giocatore, devi vincere più volte questo tipo di trofei. Noi abbiamo fame e speriamo che domani vada bene”.

SU LUIS ENRIQUE

Luis Enrique? Penso che sia uno dei migliori allenatori che abbia avuto nella mia carriera. Mi ha fatto migliorare molto, sia con che senza palla. Mi dà sempre indicazioni tattiche e io cerco di rispondere sul campo. Poi, come ho detto, più cresci e più fai esperienza. Che sia con Luis Enrique o con gli altri allenatori che ho avuto ma ho anche compagni incredibili intorno a me e questo rende tutto un po’ più facile.

I TIFOSI

“L’entusiasmo dei tifosi? È incredibile. Abbiamo visto tutto l’entusiasmo che c’è attorno a questa finale già dalla scorsa stagione quando abbiamo vinto il nostro primo titolo in Champions League. Questo ci dà enorme fiducia. Siamo felici che tutti i tifosi parigini possano vivere questa finale. Si aspettano molto da noi e da questa partita. Come ho detto, speriamo di renderli felici dopo il match”.

“È stata una stagione particolare. L’anno scorso abbiamo giocato tantissime partite. Abbiamo finito, credo, a metà luglio. Non abbiamo avuto molte vacanze e poi abbiamo subito affrontato la Supercoppa Europea. Abbiamo cercato soprattutto di essere pronti fisicamente. Il mister ci ha anche lasciato molti giorni liberi per riposarci e staccare un po’ dal calcio. Ma è così: ci sono tantissime partite tra coppa, campionato e Champions League. Come ho detto, il mister e tutto il suo staff hanno gestito molto bene tutti i giocatori del Paris Saint-Germain in questa stagione. E a me piace quando ci sono tante partite, significa che è un buon segno. Se giochi una finale di Champions League a fine maggio, è davvero incredibile. Penso che il mister e tutto lo staff abbiano gestito questa stagione nel migliore dei modi.”

LE PAROLE DI MARQUINHOS

“L’anno scorso lo abbiamo detto, ce lo siamo detti tra di noi, ma soprattutto lo abbiamo dimostrato sul campo, ed è questa la cosa più importante. Credo che anche quest’anno sia stato così e che sarà così anche per questa finale: dare tutto in campo, dimostrare il nostro valore. Perché quando vinci una Champions League, quando assapori quel titolo, quando vivi quel momento, hai una voglia incredibile di rivivere emozioni del genere. Ricordo ancora oggi le sensazioni e l’emozione nello spogliatoio dopo quella finale. Noi siamo competitivi e vogliamo provare sempre quelle emozioni. Ancora una volta dobbiamo avere fame e motivazione. Ci sono tifosi che verranno in macchina, persino mio padre con alcuni amici sta arrivando in auto. Ci sono persone che vengono da lontano per sostenerci. La fame, la motivazione e l’ambizione di vincere questo titolo non sono cambiate rispetto all’anno scorso, anzi forse sono ancora più forti, perché abbiamo già vissuto tutto questo e vogliamo continuare a provare quelle emozioni.

SULLA SECONDA FINALE CONSECUTIVA

“Avere già vinto la Champions League ti rende più rilassato nella gestione emotiva e nella preparazione di una partita così? No, non credo. Penso che sia sempre la stessa emozione, la stessa motivazione. Anche se hai già vissuto tutto questo, restiamo esseri umani e questi sono momenti importanti, partite difficili con tantissime cose attorno. Il discorso dell’anno scorso era proprio quello: gestire tutto ciò che c’è intorno a questa partita. Anche questa volta il messaggio nello spogliatoio è stato quello di continuare a lavorare come abbiamo sempre fatto, di continuare ad avere la stessa fame dell’anno scorso. È così che ci siamo preparati. Ancora oggi provo le stesse sensazioni e le stesse emozioni che avevo l’anno scorso”.

SU LUIS ENRIQUE

Luis Enrique? Da quando è arrivato ha portato le sue idee, la sua filosofia, le sue strategie. Fortunatamente la maggior parte delle cose che ha messo in pratica hanno funzionato bene. È così che riesci a convincere un gruppo, non solo con le parole o dicendo “fai questo, fai quello”. Per questo che oggi siamo arrivati a questo punto. È un allenatore che vede molto bene le cose. Non è soltanto un tecnico tattico; ci prepara emotivamente, mentalmente e fisicamente. Ha gestito molto bene i tempi di riposo e i minuti di gioco durante tutta la stagione. È un allenatore davvero completo. Sempre di più vediamo che ciò che ci dice funziona davvero e questo conferma il suo valore. Per questo è un allenatore di altissimo livello e spero che resti ancora a lungo al Paris Saint-Germain“.

I CALCI PIAZZATI DELL’ARSENAL

“I calci piazzati dell’Arsenal? Li abbiamo preparati e li abbiamo già affrontati diverse volte negli ultimi anni. Conosciamo la forza dell’Arsenal e sappiamo quanto sia difficile affrontarli. In una partita non puoi sapere come andrà, né quale episodio farà scattare qualcosa. Per questo bisogna essere pronti a tutto: ai calci piazzati, alla difesa, all’attacco. Abbiamo visto durante il nostro percorso contro squadre come Liverpool, Bayern Monaco e Chelsea che ci sono stati momenti difficili ma noi abbiamo sempre saputo reagire e adattarci. In una finale saranno decisivi i dettagli: saper difendere, saper attaccare, saper ripartire, saper difendere un calcio piazzato ma anche sfruttarlo. Tutti questi dettagli sono fondamentali e noi ci siamo preparati per questo“.

SUL MONDIALE

“Hai paura di infortunarti e perdere il Mondiale? Non puoi entrare in campo pensando di proteggerti in una finale di Champions League. Una finale del genere non la giochi tutti gli anni anche se per noi è la seconda consecutiva. È qualcosa di molto difficile da raggiungere. Ci sono giocatori che lavorano tutta la carriera senza mai avere l’opportunità di giocare una finale di Champions. Anche se poi c’è un Mondiale e molti dei giocatori che saranno in campo lo giocheranno, la nostra testa, il nostro cuore e la nostra motivazione sono concentrati su questa partita. Noi calciatori dobbiamo saper separare i momenti. Il Mondiale è straordinario e importantissimo ma anche una finale di Champions League lo è. Devi vivere entrambe le esperienze nel modo giusto. E se giochi con il freno tirato o senza dare il 100%, il rischio è persino maggiore. Devi essere totalmente concentrato e dare tutto. Prima di tutto voglio vincere, voglio vivere l’emozione di conquistare una Champions League. E così arriverò ancora più fiducioso, felice e in forma al Mondiale.

SULLE INDIVIDUALITÀ DEL PSG

Kvaratskhelia e Dembélé? La forza della nostra squadra è proprio questa: il pericolo può arrivare da qualsiasi parte. Abbiamo giocatori che sanno fare tutto in campo. Attaccanti che possono giocare a centrocampo, attaccanti che sanno difendere, giocatori che possono cambiare posizione continuamente. C’è grande intesa e grande mobilità. È questa la squadra che Luis Enrique ha costruito e trasmesso ai giocatori. Ed è qualcosa che funziona molto bene da diversi anni. Per questo non ci sono solo quei duegiocatori. Il pericolo può arrivare ovunque, dal centrocampo, dalla fascia destra… abbiamo tanti giocatori importanti che domani possono fare la differenza”.

Articolo a cura di Andrea Marino – SportPress24.com

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