UEFA, rivoluzione dal 2028: nuova Nations League, qualificazioni rivoluzionate e possibile ritorno della Russia

La UEFA prepara una vera e propria rivoluzione per il calcio delle nazionali. Dal 2028, subito dopo gli Europei che si giocheranno nel Regno Unito e in Irlanda, cambierà radicalmente il sistema della Nations League e delle qualificazioni continentali.

Il Comitato Esecutivo guidato da Aleksander Ceferin ha infatti approvato le linee guida di un progetto destinato a trasformare il panorama internazionale europeo.

L’obiettivo è chiaro: rendere le partite più competitive, eliminare le gare considerate “senza significato” e creare un sistema meritocratico sul modello delle nuove coppe europee per club.

Nations League: addio alle quattro leghe

La modifica più importante riguarda proprio la Nations League. L’attuale struttura a quattro divisioni verrà abbandonata per lasciare spazio a tre leghe da 18 squadre ciascuna.

Ogni lega sarà suddivisa in tre gironi da sei nazionali, ma con una formula innovativa: ogni squadra disputerà sei partite contro cinque avversarie differenti.

Previsti incroci tra fasce diverse e un solo doppio confronto andata-ritorno contro la nazionale appartenente alla stessa fascia di ranking.

Restano invece confermati:

  • quarti di finale;
  • Final Four;
  • playoff promozione-retrocessione.

La UEFA punta così ad aumentare l’incertezza e il livello tecnico medio delle sfide, riducendo i match con risultati scontati.

Spunta il possibile ritorno della Russia

Tra i dettagli emersi nel documento UEFA c’è anche un tema destinato a far discutere: la possibile riammissione della Russia nelle competizioni internazionali.

Attualmente esclusa dopo la sospensione imposta da FIFA e UEFA in seguito all’invasione dell’Ucraina, la Russia potrebbe tornare nel sistema dal 2028. In quel caso le federazioni partecipanti salirebbero a 55.

Per gestire il numero dispari, la Lega C verrebbe modificata con un girone da sette squadre, che inizierebbe il proprio calendario con una finestra internazionale aggiuntiva rispetto agli altri gruppi.

Qualificazioni Europee completamente ridisegnate

Anche il percorso verso gli Europei cambierà profondamente.

La nuova struttura prevede:

  • una Lega 1 composta dalle migliori 36 nazionali europee;
  • una Lega 2 con le restanti selezioni.

Le squadre d’élite, provenienti dalle attuali Leghe A e B, saranno distribuite in tre gruppi da 12.

I posti diretti per la fase finale degli Europei andranno principalmente alle migliori della Lega 1, mentre gli ultimi slot saranno assegnati tramite spareggi aperti anche alle nazionali minori.

Un sistema pensato per aumentare il peso del merito sportivo senza chiudere completamente la porta alle outsider.

Anche i Paesi ospitanti giocheranno

Tra le novità più curiose c’è la gestione delle nazioni organizzatrici degli Europei.

Pur essendo automaticamente qualificate alla fase finale, le federazioni ospitanti dovranno comunque disputare le qualificazioni.

I risultati serviranno infatti a determinare il posizionamento nelle future edizioni della Nations League.

Una scelta che evita lunghi periodi senza partite ufficiali e mantiene competitivo il ranking internazionale delle squadre coinvolte.

Ceferin: “Più spettacolo senza aggiungere date”

Il presidente UEFA Aleksander Ceferin ha accolto con entusiasmo la riforma:

“I nuovi formati miglioreranno l’equilibrio competitivo, ridurranno il numero di partite prive di significato e offriranno ai tifosi competizioni più dinamiche, senza aggiungere ulteriori date al calendario internazionale”.

Il progetto verrà ulteriormente rifinito nei prossimi mesi prima dell’approvazione definitiva prevista per settembre.

Se confermata, sarà una delle più grandi rivoluzioni del calcio europeo per nazionali degli ultimi decenni.

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com 

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