Nel recupero della 29^ giornata, il Paris Saint‑Germain passa 2-0 sul campo del Lens e conquista il 14° titolo in Ligue 1, il quinto consecutivo.
Una vittoria pesante, arrivata in casa dell’unica rivale che per mesi ha tenuto il passo dei campioni d’Europa, piegata dai gol di Khvicha Kvaratskhelia e del giovanissimo Mbaye (classe 2008) e soprattutto dalle parate decisive di Safonov.
È il terzo trofeo stagionale per i parigini dopo le Supercoppe europea e francese, in attesa della finale di Champions League del 30 maggio a Budapest contro l’Arsenal.
Resilienza, la parola chiave di Luis Enrique
Un anno fa il titolo era arrivato con largo anticipo. Stavolta no. Il Lens dell’ex capitano dell’Udinese Florian Thauvin ha resistito fino all’ultimo, costringendo il PSG a crescere in maturità.
La parola che Luis Enrique ha ripetuto per tutta la stagione è stata resilienza: in autunno, quando l’infermeria si riempiva; in inverno, quando sono arrivate sconfitte (cinque in campionato, otto complessive); e in Europa, dove la squadra ha imparato a soffrire senza crollare.
Emblematica la gestione dei portieri: gli errori iniziali di Chevalier, chiamato a far dimenticare Donnarumma, hanno aperto spazio a Safonov, ieri salvato anche da un palo oltre che protagonista con più interventi decisivi.
Una crescita mentale evidente anche nella semifinale di ritorno di Champions a Monaco, contro il Bayern, e confermata a Lens: dieci tiri concessi, ma mai panico.
Gestione del minutaggio e fluidità dei ruoli
Il salto di qualità passa anche dalla strategia. Luis Enrique ha amministrato il minutaggio con lucidità: Marquinhos titolare in campionato solo 10 volte, così come il Pallone d’Oro Dembélé in Champions.
Tre presenze europee in meno rispetto a Kvaratskhelia, che proprio da Dembélé ha ricevuto l’assist per l’1-0 al 29’. Il raddoppio è arrivato al 48’ della ripresa con Mbaye, al termine di una gara “su livelli da Champions”, come ha ammesso l’ex Napoli.
C’è poi chi ha giocato quasi ovunque e quasi sempre, come Warren Zaïre‑Emery, 20 anni, prodotto del vivaio, mediano di ruolo ma spesso terzino a destra o a sinistra, simbolo di quella fluidità tattica e di quell’impegno collettivo in copertura che il tecnico pretende.
Non tutto perfetto: l’eliminazione in coppa e il derby finale
La stagione parigina non è stata immacolata. Il club dell’emiro del Qatar è uscito ai sedicesimi di coppa, eliminato a sorpresa dal Paris, proprietà Arnault, che il PSG ritroverà domenica nel derby dell’ultima giornata di Ligue 1.
Il Lens, dal canto suo, può consolarsi con la finale di coppa nazionale del 22 maggio contro il Nizza.
Intanto, però, la fotografia della serata è chiara: il PSG ha imparato a soffrire, ha imparato a gestire, ha imparato a vincere anche quando non domina. E con questa mentalità, la parola resilienza non è più uno slogan, ma un marchio di fabbrica in vista della sfida europea con i Gunners.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com