Una notizia che ha sconvolto il mondo della pallacanestro: Brandon Clarke, ala dei Memphis Grizzlies, è morto all’età di 29 anni.
La conferma è arrivata nella serata di martedì 12 maggio da parte della franchigia NBA e dall’agenzia che lo rappresentava, Priority Sports.
La nota ufficiale dei Grizzlies
“Siamo profondamente addolorati per la tragica scomparsa di Brandon Clarke. Brandon è stato un compagno di squadra straordinario e, ancor più, una persona eccezionale, il cui impatto sull’organizzazione e sull’intera comunità di Memphis non sarà dimenticato. Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari in questo momento così difficile.”
Anche l’NBA e il commissario Adam Silver hanno rilasciato parole di cordoglio, definendo Clarke un “leader amato” e “un giocatore che ha sempre giocato con enorme passione e determinazione”.
Circostanze della morte ancora non chiare
Al momento non è resa nota ufficialmente la causa della morte. Secondo alcuni rapporti dei media locali americani, Clarke sarebbe stato trovato privo di sensi nella sua abitazione nella San Fernando Valley (California) dopo che i soccorritori avevano risposto a una chiamata d’emergenza; è stato quindi dichiarato morto sul posto.
Fonti non ufficiali citano che non ci sono segni evidenti di violenza, e che elementi trovati nell’abitazione stanno spingendo gli investigatori a considerare una possibile overdose, ma nessuna conferma ufficiale è stata rilasciata finora.
Un’autopsia è prevista per determinare le reali cause del decesso.
La carriera di un giocatore amato
Brandon Clarke, nato a Vancouver (Canada) e cresciuto tra Phoenix e il college americano, era come 21^ scelta assoluta nel Draft NBA del 2019 dagli Oklahoma City Thunder, per poi essere subito ceduto ai Grizzlies, dove ha giocato tutta la sua carriera professionistica.
Nella sua stagione d’esordio è nominato All-Rookie First Team, un riconoscimento alla sua qualità e al contributo fin da subito.
Nel 2022 aveva firmato un contratto quadriennale da oltre 50 milioni di dollari con Memphis.
Tuttavia, una serie di infortuni, tra cui una rottura del tendine di Achille nel 2023 e vari problemi fisici negli ultimi anni, avevano limitato drasticamente il suo impatto e il minutaggio in campo.
Nella stagione 2025-26 aveva giocato solo due partite prima di un nuovo infortunio al polpaccio, che lo aveva tenuto fuori dal resto della stagione.
Un recente episodio legale
Lo scorso 1° aprile Clarke è arrestato in Arkansas con l’accusa di possesso di una sostanza controllata e adulterazione di veicolo, oltre a violazioni di velocità e fuga dalla polizia.
I media americani hanno specificato che si trattava di kratom, un analgesico a base di erbe la cui detenzione è legale in Tennessee ma non in Arkansas. Rilasciato su cauzione il giorno successivo.
Il cordoglio del mondo NBA
Teammate, avversari e personalità della NBA hanno espresso incredulità e profonda tristezza per la scomparsa di Clarke. Giocatori come Ja Morant e altri membri dei Grizzlies hanno pubblicamente ricordato il suo spirito di squadra, il sorriso costante e il ruolo importante che aveva nello spogliatoio e nella comunità di Memphis.
Un vuoto enorme nello sport
La morte di Brandon Clarke è uno dei casi più tragici e inaspettati degli ultimi anni nel basket professionistico, colpendo non solo i fan dei Grizzlies, ma tutto il mondo NBA.
A soli 29 anni, con una carriera ancora giovane e tanti aspetti della sua vita ancora da scrivere, la sua scomparsa ha lasciato un profondo dolore tra colleghi, amici e tifosi.
Le indagini sono in corso e nei prossimi giorni potrebbero emergere ulteriori dettagli ufficiali sulle cause della sua morte.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com