Un uomo armato ha aperto il fuoco durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca a Washington, trasformando un evento mondano e istituzionale in una scena di terrore.
Nel grande salone dell’Hilton erano presenti circa 2.600 giornalisti provenienti da tutto il mondo, riuniti per una delle serate più simboliche dell’anno per la stampa americana, e in pochi secondi la normalità si è dissolta nel caos.
L’attacco è avvenuto nella lobby dell’hotel, a pochi metri dal presidente Donald Trump e dai vertici dell’amministrazione; l’attentatore, un uomo di 31 anni, è riuscito a esplodere diversi colpi prima di essere fermato dagli agenti del Secret Service.
Un agente è rimasto ferito ma non in pericolo di vita, mentre il presidente Trump e il vicepresidente sono stati evacuati secondo il protocollo d’emergenza e l’aggressore è reso immobilizzato e arrestato
All’interno della sala i giornalisti hanno vissuto momenti di puro panico.
Molti si sono gettati sotto i tavoli, altri hanno cercato riparo dietro le colonne o lungo le pareti mentre gli agenti urlavano di restare a terra.
La confusione amplificata dalla presenza di membri del governo, diplomatici, personalità pubbliche e staff della Casa Bianca.
Per diversi minuti nessuno ha compreso la reale entità della minaccia, e la cena dei corrispondenti, tradizionalmente dedicata alla libertà di stampa e al rapporto tra media e istituzioni, si è trasformata in un simbolo di vulnerabilità
Molti dei presenti hanno raccontato di aver temuto un attacco su larga scala, convinti che i colpi fossero solo l’inizio di qualcosa di più grave, e l’atmosfera inizialmente festosa si è congelata in un silenzio carico di paura e incredulità.
L’episodio ha scosso profondamente l’opinione pubblica americana e internazionale, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza del presidente e sulla crescente tensione politica nel Paese.
Mentre per i 2.600 giornalisti presenti la serata resterà impressa come una delle pagine più buie della storia recente della stampa, un promemoria drammatico di quanto fragile possa essere la normalità anche nei luoghi più protetti.