Edoardo Motta è il nome caldo, a livello calcistico, in questi ultimi giorni dopo la grande prestazione tra i pali in Atalanta-Lazio di Coppa Italia. Motta ha parato 4 rigori su 5 dopo i tempi supplementari, preceduti da una grandissima parata al 95° su tiro di testa di Scamacca.
Una prestazione che, giustamente, ha raccolto tutte le principali prime pagine dei quotidiani sportivi e soprattutto la curiosità anche di esponenti di club esteri. Edoardo Motta porta di prepotenza la Lazio in finale di Coppa Italia contro l’Inter il 13 maggio 2026 allo Stadio Olimpico.
E dato che si parla di Inter, il Campione del Mondo con l’italia nel 1982 Ivano Bordon che ha fatto grande i nerazzurri dal 1969 al 1983 difendendo i pali in qualità di portiere e poi come allenatore della categoria 1999-2001, ha sottolineato l’importanza per la Lazio di avere un portiere come Edoardo Motta.
Intervistato in una nostra Esclusiva da Stefano Ghezzi, Ivano Bordon, presidente onorario della PhilBordon, non è sorpreso dall’ottimo lavoro di Motta, anzi:
Ho visto Edoardo Motta quando giocava con la Reggiana. Mi fece un’ottima impressione, grande lavoro con una preparazione davvero notevole. Pertanto quello visto mercoledi sera contro l’Atalanta, non mi ha stupito più di tanto.
Ha parato i rigori calciati dall’Atalanta molto bene, studiando sicuramente prima i calciatori che avrebbero tirato. Credo che Motta sia un ragazzo molto scrupoloso nel suo lavoro. Dico questo perchè ho visto i suoi movimenti prima che i calci di rigore venissero tirati.
Se guardate bene, si butta sempre leggermente prima che il pallone viene calciato. Ha una prestanza fisica notevole, molto alto e grandi manone. Se un portiere di questo livello, si lancia quel tanto che basta a spiazzare l’avversario, al 99% il rigore viene parato.
Ripeto con orgoglio, che Motta ha parato benissimo i calci di rigore. In prospettiva è un portiere di rilevanza e i tiratori che vengono chiamati a calciare i rigori, quando hanno davanti un portiere di questo livello, devono prepararsi ancora di più. Motta è un po come Milinkovic-Savic del Napoli, che sa bene due su tre, dove tira il rigorista.
Quello che vedo io in questo calcio moderno, è che molti calciatori prima di tirare un rigore, guardano la palla e non il portiere…e questo non sempre si conclude positivamente con un gol.
Possiamo augurarci di vedere Edoardo Motta nella Nazionale Maggiore?
Credo proprio di si. In Italia abbiamo diversi portiere validi, ma adesso Motta ha destato una grandissima impressione. E’ già portiere dell’Italia Under, ma sta crescendo in maniera incredibile, e il nuovo CT lo prenderà sicuramente in considerazione. Se lo merita tutto…
Il merito è anche della Lazio che c’ha creduto. Prendere un portiere cosi giovane, anche se in prospettiva è un rischio. Ma brava la Lazio che sicuramente lo ha seguito con attenzione e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
La Finale di Coppa Italia sarà Inter-Lazio, da ex nerazzurro che partita ti aspetti?
La Lazio è una buonissima squadra che quando trova spazi, ha giocatori che non ti perdonano nulla. Se l’Inter quando attacca non sta attenta anche a difendere, la Lazio non se lo lascerà ripetere due volte.
Credo che l’Inter farà lo stesso gioco dei biancocelesti, giocherà a specchio, soprattutto nella prima fase di studio. Sarà una partita molto tattica e nessuna delle due è avvantaggiata.
L’Inter sta andando spedita a prendersi lo Scudetto 2025/26, ma c’è qualche rimpianto in questa stagione?
Può esserci un unico rimpianto, la Champions League… Faccio un augurio ai nerazzurri per l’anno prossimo!
Intervista Esclusiva pubblicata il 24.04.26 a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com