Dopo la rimonta dell’Inter contro il Como, la Coppa Italia Frecciarossa 2025/2026 si prepara a conoscere la seconda finalista.
Alla Atalanta e alla Lazio restano novanta minuti (forse qualcosa in più) per decidere un’annata intera. Si riparte dal 2-2 dell’andata e si gioca alla New Balance Arena, con fischio d’inizio alle 21 e direzione di gara affidata a Andrea Colombo.
Chi passa troverà l’Inter in finale il 13 maggio, guidata da Cristian Chivu.
Il peso del 2-2 e la classifica che incombe
All’Olimpico fu partita nervosa e vibrante: la Dea rincorse due volte, rispondendo ai colpi biancocelesti con immediatezza. Un equilibrio che rende il ritorno una finale anticipata.
In campionato la squadra di Raffaele Palladino è settima, a -4 dal sesto posto: la rimonta nella seconda parte di stagione ha riacceso le speranze, ma il rischio di restare fuori dall’Europa è concreto. Anche perché, se l’Inter dovesse alzare il trofeo, si aprirebbe uno spiraglio: sesta in Europa League, settima in Conference.
Situazione ancora più critica per la formazione di Maurizio Sarri: nona, a -7 proprio dai bergamaschi. Tradotto: la Coppa Italia è l’unica strada realistica per salvare una stagione tormentata, dentro e fuori dal campo. Sarri lo ha ripetuto più volte: questa partita è l’ultima ancora.
Le scelte di Palladino: abbondanza e dubbi davanti
Palladino deve sciogliere nodi pesanti. Nikola Krstovic è in grande forma dopo il gol in campionato contro la Roma, ma lasciare fuori Gianluca Scamacca è una decisione tutt’altro che semplice.
Nel 3-4-2-1 nerazzurro possibile aria di derby per Nicola Zalewski, accanto a Charles De Ketelaere sulla trequarti. In difesa si tenta il recupero di Isak Hien, pedina chiave per dare solidità alla linea.
Le certezze di Sarri: tridente e identità
Sarri non rinuncia al suo 4-3-3. Davanti dovrebbe toccare a Daniel Maldini come riferimento centrale, con Gustav Isaksen e Mattia Zaccagni ai lati.
Proprio Zaccagni è chiamato al riscatto dopo il rigore fallito contro il Napoli. Pochi dubbi sugli interpreti, massima fiducia nell’identità di gioco: fraseggi, ampiezza e ricerca ossessiva degli spazi.
Novanta minuti che cambiano tutto
È questo il fascino crudele della coppa: una stagione si condensa in una notte. Per l’Atalanta significa tenere vivo il sogno europeo e dare continuità alla crescita targata Palladino.
Per la Lazio è l’ultima ancora, l’unico modo per trasformare un’annata complicata in qualcosa di memorabile.
A Bergamo non si gioca solo per una finale. Si gioca per il futuro.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com