I tifosi del Barcellona ieri hanno visto tutto e il contrario di tutto nel 2-1 con cui i blaugrana hanno perso l’accesso alle semifinali: un gol di Lamine Yamal nei primi minuti che sembrava promettere la rimonta, ma alla fine… niente da fare.
È difficile capire se ci sia qualcosa che infiamma di più i social dopo una partita di calcio: un errore difensivo, un gol decisivo… o un giocatore che sembra brillare solo nei grafici dei rating mentre la sua squadra esce mestamente dalla Champions League.
L’impressione di un ego fuori misura
A giudicare da alcune reazioni, e soprattutto da certe narrazioni online, la performance di Yamal è già diventata un meme: tanta bravura nel dribbling individuale, poca concretezza quando conta davvero.
C’è chi insinua che i suoi lunghi possessi palla e giocate “alla CR7” non siano altro che esercizi di stile che servono più ai grafici di rating che al risultato finale.
Non solo: non è passato inosservato il fatto che il giovane talento, spesso nominato dal club come “il futuro di Barcellona”, sia stato uno dei protagonisti emotivi fuori dal campo prima della partita, criticando l’avversario ed esibendo sicurezza quasi provocatoria a Simeone in conferenza stampa.
In effetti, “dimmi quanto ti lamenti e ti dirò quanto sei preoccupato”… o forse quanto sei disconnesso dalla realtà.
La solita solfa: highlights individuali, effetto collettivo minimo
È vero, Yamal ha segnato (anzi, ha approfittato di un errore difensivo per farlo), ma alle critiche pesanti su qualche scelta di gioco, i fatti dicono che il Barcellona ha comunque perso la qualificazione.
Una squadra che punta alle semifinali di Champions non può appigliarsi a un singolo dribbling o al gol fortunato di un adolescente per ribaltare una doppia sfida.
E qui sta il nocciolo della questione: se poi il resto della squadra si dimostra incapace di capitalizzare, o se le scelte in fase offensiva, come passaggi mancati, scelte egoiste verso la porta anziché cercare il compagno smarcato, continuano a regalarci notti così così, allora ogni “bravo showman” con Instagram e occhiali glamour rischia di sembrare più un gadget da social che un protagonista da risultati veri.
Critiche social e meme virali: il veleno è già nell’aria
I tifosi avversari non hanno perso tempo: post ironici, GIF simpatiche e meme che deridono non tanto l’età di Yamal, ma la percezione di empatia con la squadra nei momenti topici.
Un giovane che fa il fenomeno a centrocampo e poi non aiuta la squadra a salvare una doppia sfida così importante?
Per molti, questa contraddizione non è solo evidente, è una scena già vista troppe volte.
Lamine Yamal talento puro, ma ancora ‘piccolo piccolo…’
Insomma: Lamine Yamal resta un talento brutale, ma ieri non è riuscito a tradurre il suo “effetto wow” individuale in qualcosa che conti davvero per il Barcellona.
E quando fai un passo indietro e guardi l’eliminazione dalla Champions League, ti rendi conto che quel dribbling in più o quel selfie fashion prima del match non bastano a cancellare la sensazione che, quando il gioco si fa duro, il giovane prodigio talvolta sembri più protagonista di highlight che motore di vittorie.
Se davvero vuole tagliare il traguardo che i tifosi di Barcellona sognano, dovrà dimostrare che c’è qualcosa di più oltre l’aura da fenomeno social.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com