L’assemblea della Lega Serie A di oggi segna uno snodo politico decisivo per il futuro del calcio italiano. I
club del massimo campionato, pur pesando “solo” per il 18% nel sistema di voto federale, stanno orientando in maniera chiara l’elezione del prossimo presidente della FIGC, chiamata il 22 giugno a scegliere il successore di Gabriele Gravina.
Al centro del tavolo c’è un nome che, ora dopo ora, sta raccogliendo consensi sempre più ampi: Giovanni Malagò. L’ex numero uno del CONI si avvicina alla candidatura ufficiale con una base che appare ormai solidissima tra i club di A.
La conta dei voti: da 17 a 18 club favorevoli
Le indiscrezioni filtrate durante l’assemblea raccontano un’evoluzione significativa. In un primo momento Malagò poteva contare su 17 voti favorevoli su 20. I contrari risultavano essere Sassuolo, Lazio e Hellas Verona.
Ma poco dopo mezzogiorno è arrivata la svolta: anche il Sassuolo si è allineato al fronte pro-Malagò. Il risultato è una fotografia politica chiarissima: 18 club di Serie A a favore, con soltanto Lazio e Verona ancora contrari. Una convergenza quasi plebiscitaria che rappresenta un segnale fortissimo per tutto il sistema federale.
Malagò, dal canto suo, non cerca un sostegno di facciata, ma un “sì convinto” della Serie A. E questo sì, di fatto, è arrivato.
Le altre componenti federali e i nomi alternativi
Se la Serie A appare compatta, il quadro federale resta più articolato. Dalle altre componenti della FIGC emergono infatti candidature e suggestioni alternative.
Tra i nomi che circolano con insistenza c’è quello di Giancarlo Abete, forte del sostegno della Lega Nazionale Dilettanti e considerato più vicino alle sensibilità governative. Poi ci sono Demetrio Albertini e Damiano Tommasi, sponsorizzati rispettivamente da Assocalciatori e Assoallenatori.
Si è invece sfilato Adriano Galliani, mentre aleggia su via Allegri quella che molti definiscono “l’ombra dei campioni”: figure iconiche come Alessandro Del Piero, Paolo Maldini e Roberto Baggio vengono evocate non solo come simboli d’immagine, ma come potenziali dirigenti operativi in un eventuale nuovo corso federale.
Il nodo tecnico: il nuovo CT della Nazionale
Mentre la politica calcistica si muove, resta aperta la ferita tecnica della Nazionale. L’Italia è attualmente affidata pro tempore a Silvio Baldini per i test di giugno, ma il nuovo presidente federale dovrà intervenire immediatamente sulla scelta del commissario tecnico.
Tra i nomi caldi restano quelli di Antonio Conte e Roberto Mancini, ma cresce l’attenzione anche verso profili emergenti come Daniele De Rossi. Senza dimenticare l’esperienza di Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini.
Un segnale politico che pesa più del 18%
Formalmente, la Serie A incide per meno di un quinto nel sistema di voto federale. Sostanzialmente, il suo orientamento vale molto di più. La compattezza mostrata oggi dai club manda un messaggio chiaro a tutto il movimento: il nome di Malagò è quello su cui il massimo campionato intende costruire il futuro del calcio italiano.
E a questo punto, più che una candidatura, sembra l’inizio di una vera e propria investitura.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com