L’Unione europea manda in soffitta i timbri sul passaporto e inaugura una nuova era ai varchi di frontiera: è pienamente operativo l’Entry/Exit System (EES), il sistema digitale che registra ingressi e uscite dei viaggiatori extra UE nei Paesi Schengen tramite dati biometrici.
L’obiettivo è doppio: rendere i controlli più rapidi e al tempo stesso più sicuri, contrastando soggiorni irregolari e frodi documentali.
Cos’è l’Entry/Exit System (EES)
L’EES è una piattaforma tecnologica comune a 29 Paesi europei dell’area Schengen che sostituisce la marcatura manuale del passaporto con una registrazione digitale. Riguarda i cittadini provenienti da Paesi extra UE — compreso il Regno Unito — che entrano per brevi soggiorni (fino a 90 giorni in 180).
Ogni attraversamento di frontiera esterna viene tracciato in modo affidabile, permettendo alle autorità di verificare automaticamente la durata della permanenza e individuare eventuali irregolarità.
Quali dati vengono raccolti
Ad ogni ingresso o uscita, il sistema acquisisce e conserva:
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Dati anagrafici presenti nel passaporto (nome, data di nascita, ecc.)
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Data e luogo di ingresso/uscita
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Immagine del volto
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Impronte digitali
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Eventuale rifiuto di ingresso
Il conferimento dei dati è obbligatorio: chi rifiuta viene respinto alla frontiera.
Dove è operativo
Il sistema è attivo in tutti i valichi di frontiera esterni dei Paesi Schengen. Non è richiesto alcun adempimento prima della partenza: la procedura si svolge direttamente in aeroporto (o al punto di frontiera) al momento dei controlli.
Come si svolge il controllo in aeroporto
All’arrivo (o alla partenza), oltre a mostrare il passaporto, il viaggiatore deve:
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Farsi fotografare il volto
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Rilasciare le impronte digitali
Chi possiede un passaporto biometrico può utilizzare i chioschi automatici, velocizzando sensibilmente i tempi.
Tempi per la registrazione
Con il sistema EES a pieno regime, la registrazione di un viaggiatore richiede in media 70 secondi. In questa prima fase di piena operatività, tuttavia, nei principali aeroporti europei si segnalano attese più lunghe, soprattutto nelle ore di punta, proprio per i controlli dei passeggeri provenienti da Paesi terzi. Il motivo è semplice: ogni viaggiatore deve essere registrato nel sistema e questo richiede tempo, mentre infrastrutture e personale stanno ancora completando l’adattamento al nuovo modello operativo.
I primi dati
Il sistema ha avviato la sua implementazione progressiva nell’ottobre 2025 e, dalla sua introduzione, sono stati registrati oltre 52 milioni di ingressi e uscite. Si contano anche più di 27.000 rifiuti di ingresso, di cui quasi 700 relativi a persone identificate come potenzialmente pericolose per la sicurezza dell’Unione europea.
Quanto tempo restano i dati
Le informazioni biometriche vengono conservate per tre anni. Questo significa che ai viaggi successivi i controlli saranno più rapidi, perché il sistema riconoscerà immediatamente il viaggiatore.
Per i bambini sotto i 12 anni non sono obbligatorie le impronte digitali, ma resta necessaria la fotografia del volto.
Perché cambia tutto
Con l’EES, l’Europa passa da un controllo “cartaceo” a uno digitale e centralizzato: meno burocrazia visibile, più tracciabilità invisibile.
Un passaggio epocale che punta a rafforzare la sicurezza senza rallentare i flussi, rendendo i controlli più intelligenti e uniformi in tutta l’area Schengen.
Foto dal Web – Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com