Il mondo della moda vive uno dei suoi terremoti più inattesi: Stefano Gabbana, co-fondatore e volto storico della maison Dolce & Gabbana, ha lasciato definitivamente la presidenza della casa di moda milanese, aprendo a scenari che potrebbero ridisegnare la struttura proprietaria e manageriale del marchio simbolo del lusso italiano.
La notizia indica la decisione come parte di un quadro più ampio di cambiamenti, debiti e strategie di rilancio nel settore del lusso, oggi in fase di rallentamento a livello globale.
La svolta formale è avvenuta già a dicembre 2025, ma è stata resa pubblica solo nelle ultime ore attraverso fonti di stampa e documenti societari.
Gabbana, 63 anni, ha ceduto la presidenza ad Alfonso Dolce, fratello di Domenico Dolce e attuale CEO della casa, consolidando così la leadership familiare alla guida dell’azienda.
Un cambio ai vertici in un momento cruciale
Il passo indietro di Gabbana non è un semplice avvicendamento di cariche: arriva mentre la maison si trova ad affrontare una complessa ristrutturazione finanziaria, con circa 450 milioni di euro di debiti da rinegoziare con le banche e la necessità di reperire fino a 150 milioni di euro di nuovi fondi per rafforzare la liquidità.
Tra le opzioni sul tavolo vi sono la possibile vendita di immobili e il rinnovo di contratti di licenza, strategie che molte maison di lusso adottano quando affrontano fasi di contrazione del mercato.
Secondo Bloomberg e altri osservatori internazionali, la mossa non è isolata: si inserisce in un contesto di rallentamento del settore luxury, fenomeno che ha colpito diverse grandi case negli ultimi trimestri, complici fattori geopolitici e la flessione di alcune delle principali economie di consumo, come quella cinese.
Quota del 40% e futuro della proprietà
Una delle questioni più delicate riguarda proprio la quota di circa il 40% che Gabbana detiene della società, pari a quella del suo storico socio e amico/rivale Domenico Dolce.
La fonte Bloomberg riferisce che Gabbana sta valutando diverse opzioni per il suo pacchetto azionario, compresa una possibile cessione totale o parziale delle sue partecipazioni.
Questa prospettiva apre scenari nuovi e inediti: una possibile uscita di uno dei fondatori dalla compagine proprietaria di una grande maison italiana sarebbe un fatto senza precedenti.
La restante parte del capitale, oltre alle quote di Stefano e Domenico, è nelle mani di membri della famiglia Dolce, tra cui Alfonso e la sorella Dorotea, secondo i dati societari pubblicati nelle ultime settimane.
Rinforzi manageriali e “piano Cantino”
Parallelamente, la stampa internazionale, e in particolare Bloomberg, ha segnalato come la maison stia valutando un rafforzamento manageriale con figure di alto profilo, tra cui il nome dell’ex CEO di Gucci, Stefano Cantino.
Cantino, figura di spicco nel panorama del lusso con una lunga carriera anche in Gucci e altre griffe, potrebbe essere chiamato a dare nuovo impulso alla governance strategica di Dolce & Gabbana, affiancando o affiancando il management famigliare in un momento di trasformazione.
Un’epoca che si chiude, un’altra che inizia
La notizia del passo indietro di Gabbana arriva in un periodo in cui il marchio milanese, fondato nel 1985 e da decenni tra i simboli più riconoscibili del made in Italy nel mondo, sta cercando di ripensare non solo la propria struttura finanziaria, ma anche la propria identità creativa e commerciale in un mercato sempre più competitivo e volatile.
Rimane da capire se questa evoluzione segnerà una nuova stagione di crescita e innovazione o una frattura nella narrazione storica del brand.
Quel che è certo è che l’uscita di scena del suo creatore, anche solo dalla presidenza, rappresenta una delle pagine più significative nella storia recente del fashion system internazionale.
Articolo a cura di Deborah Formati – SportPress24.com